di sandhya il 10/02/2010, 10:40
da Frammenti di un insegnamento sconosciuto, P.D. Ouspensky, pag. 338-343
Un giorno, parlando della coordinazione di tutte le cose nell'Universo, G. si soffermò specialmente sulla questione della 'vita organica sulla terra'.
"Per la scienza ordinaria (si fa riferimento alla scienza dell'epoca, anni '20 del secolo scorso, nd.r) disse, la vita organica è una sorta d'appendice accidentale che viola l'integrità di un sistema meccanico. La scienza ordinaria non la collega a niente e non trae alcuna conclusione dal fatto che essa esiste. Ma voi dovreste aver già capito che non c'è e non ci potrebbe essere niente d'accidentale né d'inutile nella natura; ogni cosa ha la sua funzione precisa e serve a uno scopo definito. Così la vita organica è un indispensabile anello della catena dei mondi, che non potrebbero esistere senza questo anello, come esso non potrebbe esistere al di fuori di loro. Abbiamo già detto che la vita organica trasmette alla terra differenti influenze planetarie, e che essa serve di
nutrimento alla luna, dandole modo così di ingrandirsi e di fortificarsi.
Ma anche la terra è in crescita, non in volume, ma in coscienza e in ricettività. Le influenze planetarie che le erano sufficienti in un certo periodo della sua esistenza, diventano insufficienti ed essa ha bisogno di influenze più sottili. Per ricevere queste influenze più sottili, è necessario un apparato ricettivo più sottile. La vita organica deve dunque evolvere per adattarsi ai bisogni dei pianeti e della terra. Allo stesso modo la luna può essere soddisfatta, in questo o in quel periodo, del nutrimento di una certa qualità che le è fornito dalla vita organica,
ma viene un tempo in cui questo nutrimento cessa d'appagarla e non può più assicurare la sua crescita; da quel momento la luna comincia ad avere fame. La vita organica deve essere in grado di placare questa fame, altrimenti non ricopre la sua funzione, non risponde al suo scopo.
Ciò significa che per rispondere al suo scopo, la vita organica deve evolversi e mantenersi al livello della necessità dei pianeti, della terra e della luna.
"Il raggio di creazione, così come lo abbiamo considerato, dall'Assoluto alla Luna, è come il ramo di un albero — un ramo che ingrandisce.
L'estremità di questo ramo da cui escono i nuovi germogli, è la luna. Se la luna non si sviluppa, se non produce, o non si prepara a produrre alcun germoglio, ciò vuoi dire che la crescita di tutto il raggio di creazione si arresta, o meglio, deve trovare una nuova via di crescita, sviluppare qualche ramo laterale. Allo stesso tempo tutto quello
che abbiamo detto ci permette di vedere che la crescita della luna dipende dalla vita organica sulla terra. La crescita del raggio di creazione dipende dunque dalla vita organica sulla terra: se la vita organica viene a mancare o muore, tutto il ramo deperisce immediatamente, o perlomeno tutta la parte del ramo che si trova al di là della vita organica.
La stessa cosa deve prodursi, benché più lentamente, se la vita organica si arresta nel suo sviluppo, nella sua evoluzione e non può più rispondere alle richieste che le vengono fatte. Il ramo può deperire.
Non bisogna mai dimenticarlo.
Alla parte Terra - Luna del raggio di creazione sono state date esattamente quelle proprietà di sviluppo e di
crescita che sono state date ad ogni ramo di un grande albero. Ma la crescita di questo ramo non è affatto garantita, dipende dall'azione armoniosa e corretta dei suoi tessuti. Se uno dei tessuti cessa di svilupparsi,
la stessa cosa avviene per gli altri. Tutto ciò che può essere detto sul raggio di creazione o sulla sua parte Terra - Luna, si riferisce egualmente alla vita organica sulla terra. La vita organica sulla terra è un fenomeno complesso, perché tutti i suoi elementi dipendono strettamente gli uni dagli altri. La crescita generale è possibile solo a condizione che cresca 'l'estremità del ramo', o, per parlare in modo più preciso, ci sono nella vita organica dei tessuti che si evolvono ed altri che servono loro da nutrimento e da ambiente. Ed ogni cellula in evoluzione
comporta a sua volta parti che si evolvono e parti che servono loro di nutrimento. In ogni caso, bisogna ricordare sempre che l'evoluzione non è mai garantita, che essa è solamente possibile e che può arrestarsi ad ogni momento e in ogni luogo.
"La parte della vita organica che si evolve è l'umanità.
Anche l'umanità comporta una parte che si evolve, ma ne parleremo più tardi; per ora, considereremo l'umanità come un tutto. Se l'umanità non si evolve, ciò significa che l'evoluzione della vita organica deve arrestarsi e questo
provocherà a sua volta un arresto nella crescita del raggio di creazione.
D'altra parte, se l'umanità cessa di evolversi, diventa inutile dal punto di vista dei fini per i quali essa era stata creata e, come tale, può essere distrutta.
Così l'arresto dell'evoluzione può significare la distruzione dell'umanità.
"Noi non abbiamo indizi che ci permettano di precisare in quale periodo dell'evoluzione planetaria ci troviamo, né se la terra e la luna avranno o no il tempo d'attendere che la vita organica si sviluppi fino allo stadio voluto della sua evoluzione. Ma coloro che sanno, naturalmente, possono avere delle informazioni esatte in proposito, ossia possono definire in quale fase della loro evoluzione si trovino la terra, la luna e l'umanità. Per quel che ci concerne, noi non possiamo sapere, ma dovremmo ricordarci che il numero delle possibilità non è mai infinito.
"D'altra parte se esaminiamo la vita dell'umanità quale noi la conosciamo sul piano storico, non dovremmo convenire che l'umanità gira in un circolo vizioso? Essa distrugge nel corso di un secolo tutto ciò che ha costruito in un altro, ed essa paga attualmente il suo progresso meccanico degli ultimi cento anni, con la perdita di molti altri valori, forse ben più preziosi, a spese dei quali è avvenuto questo progresso.
In generale, ci sono tutte le ragioni per pensare e affermare che l'umanità è attualmente in un periodo di stagnazione; e di qui al declino ed alla degenerazione il passo è breve. Una stagnazione significa che un
processo si è equilibrato. L'apparizione di una qualità qualsiasi provoca immediatamente l'apparire di un'altra qualità di natura opposta. La crescita del sapere in un campo comporta la crescita dell'ignoranza in un altro; la raffinatezza porta con sé la volgarità, la libertà, la schiavitù, il retrocedere di certe superstizioni favorisce lo sviluppo di altre, e così di seguito.
"Ora, ricordando la legge d'ottava, vedremo che un processo equilibrato che si effettua in un certo modo non può essere modificato a volontà in un momento qualsiasi. Un cambiamento può intervenire, una nuova via può essere presa, soltanto a certi 'incroci'. Nell'intervallo tra un 'incrocio' e l'altro nulla può essere fatto. E se un processo passa
per un 'incrocio' senza che nulla accada, senza che niente sia fatto, è già troppo tardi: il processo continuerà a svilupparsi secondo leggi meccaniche; anche se coloro che prendono parte a questo processo vedono l'imminenza di una distruzione totale, non saranno in grado di far niente.
Lo ripeto, ci sono cose che non possono essere fatte se non in certi momenti, cioè a questi 'incroci' che, nelle ottave, abbiamo definito gli intervalli mi-fa e si-do.
"Naturalmente molta gente pensa che la vita dell'umanità non si svolge come dovrebbe, ed essa inventa ogni sorta di teorie destinate a rinnovarla completamente. Ma non appena viene fuori una teoria, un'altra le si oppone. Ciascun fautore di una teoria pretende raccogliere tutti i suffragi. Egli trova, in effetti, sempre dei partigiani. La vita, ben inteso, non per questo cambia il suo corso, ma la gente continua a credere alle proprie teorie, o a quelle che ha adottato e continua a credere che sia veramente possibile fare qualcosa. E tutte queste teorie sono completamente fantastiche, soprattutto perché esse non tengono in alcun conto ciò che è più importante, ossia la parte molto secondaria che spetta all'umanità ed alla vita organica, nel processo cosmico.
Le teorie intellettuali pongono l'uomo al centro di tutto. Come se tutto non esistesse che per lui: il sole, le stelle, la luna, la terra! Esse arrivano a dimenticare persino la misura dell'uomo, la sua nullità, la sua esistenza effimera, ecc... Ed esse asseriscono che un uomo può, se lo vuole, cambiare tutta la sua vita, cioè organizzarla su principi razionali.
Vediamo così apparire continuamente nuove teorie che suscitano teorie opposte ed esse tutte assieme, con i loro conflitti incessanti, costituiscono senza alcun dubbio una delle forze che mantengono l'umanità nella condizione
in cui si trova attualmente. D'altronde tutte queste teorie 'umanitarie' o di 'eguaglianza' non soltanto sono irrealizzabili, ma sarebbero fatali se si realizzassero.
Tutto, nella natura, ha il suo scopo e il suo senso, la diseguaglianza tra gli uomini così come la loro sofferenza. Distruggere la diseguaglianza porterebbe a distruggere ogni possibilità di evoluzione.
Distruggere la sofferenza equivarrebbe per prima cosa a distruggere tutta una serie di percezioni per le quali l'uomo esiste, e in seguito a distruggere lo 'choc', cioè la sola forza che possa cambiare la situazione. Ed è
la stessa cosa, per tutte le teorie intellettuali.
"Il processo di evoluzione, di quell’evoluzione che è possibile per l'umanità presa come un tutto, è assolutamente analogo al processo di evoluzione possibile per l'uomo individuale. Esso comincia nello stesso modo: un certo numero di cellule diventano poco per volta coscienti; esse si raggruppano; questo gruppo attira a sé altre cellule, ne subordina delle altre e fa servire progressivamente l'organismo intero al suo scopo — e non soltanto più per mangiare, bere e dormire.
È questa l'evoluzione e non si può avere alcuna altra specie di evoluzione.
Per l'umanità, come per l'uomo preso isolatamente, tutto incomincia a partire dalla formazione di un nucleo cosciente. Tutte le forze meccaniche della vita lottano contro la formazione di questo nucleo cosciente nell'umanità, nello stesso modo con il quale le abitudini meccaniche, i gusti e le debolezze lottano nell'uomo contro il 'ricordarsi di sé' cosciente ".
"Si può dire che vi è una forza cosciente in lotta contro l'evoluzione dell'umanità?", domandai.
"Da un certo punto di vista lo si può dire", rispose G.
Riporto questa risposta perché essa sembra in contraddizione con quello che G. aveva detto prima: che non vi erano che due forze in lotta nel mondo, la 'coscienza' e la 'meccanicità'.
"Da dove viene questa forza?".
"Ci vorrebbe troppo tempo per darvi una spiegazione e questo per noi attualmente non avrebbe alcun significato pratico. Vi sono due processi, talvolta chiamati 'involutivo' e 'evolutivo'.
Ecco la loro differenza: un processo involutivo comincia coscientemente nell'Assoluto, ma allo stadio seguente è già meccanico e lo diventa sempre di più.
Il processo evolutivo, al contrario, incomincia semiconsciamente, e diventa sempre più cosciente man mano che si sviluppa. Ma a certi momenti, una certa coscienza può apparire nel processo 'involutivo', sotto forma di opposizione cosciente al processo d'evoluzione.
"Da dove viene questa coscienza? Dal processo evolutivo, naturalmente.
Questo deve procedere senza interruzione. Ogni arresto causa una separazione dal processo fondamentale. Questi frammenti sparsi di coscienza che sono stati arrestati nel loro sviluppo possono anche unirsi, e, per un certo tempo, vivere lottando contro il processo di evoluzione.
Dopo tutto, ciò non fa che renderlo più interessante. In luogo di una lotta contro delle forze meccaniche, può esserci, in certi momenti, una lotta contro l'opposizione intenzionale di forze realmente molto forti, benché la loro potenza non sia certamente da paragonare con la potenza delle forze che dirigono il processo evolutivo. Queste forze avverse possono anche a volte prendere il sopravvento, e ciò perché le forze che dirigono l'evoluzione hanno una scelta di mezzi più limitata; in altri termini, esse non possono fare uso che di certi mezzi e di certi metodi.
Le forze avverse invece non sono limitate nella scelta dei mezzi, possono usarne diversi, anche quelli che non apportano che un successo temporaneo, e in fin dei conti annullano sia l'evoluzione che l'involuzione.
"Ma, come ho già detto, questo argomento è senza significato pratico per noi. Per noi, importa soltanto stabilire dove cominci l'evoluzione e come essa proceda.
E se ci ricordiamo la completa analogia tra l'umanità e l'uomo, non sarà difficile stabilire se l'umanità sia in
via d'evoluzione.
"Possiamo dire, a esempio, che la vita sia governata da un gruppo di uomini coscienti? Dove sono? Chi sono? Vediamo esattamente il contrario: che la vita è in potere dei più incoscienti e dei più addormentati.
"Possiamo dire di vedere nella vita una preponderanza degli elementi migliori, più forti, più coraggiosi? Per nulla. Al contrario, vediamo ovunque regnare la volgarità e la stupidità in tutti i loro aspetti.
"Possiamo dire infine di vedere nella vita aspirazioni verso l’unità, verso una unificazione? Certamente no. Noi non vediamo che nuove divisioni, nuove ostilità, nuovi malintesi.
"Di modo che, nella situazione attuale dell’umanità, nulla denota una evoluzione. Al contrario, paragonando l'umanità a un uomo, vediamo chiaramente il crescere della personalità a spese dell'essenza, vale a dire la crescita dell'artificiale, dell'irreale, di ciò che non ci appartiene, a spese del naturale, del reale, di ciò che è veramente nostro.
"Nello stesso tempo, constatiamo una crescita dell'automatismo.
"La civiltà contemporanea vuole degli automi. E le persone sono certamente sul punto di perdere le proprie abitudini di indipendenza, diventando sempre più simili ad automi, a pezzi di macchine. Non è possibile dire come finirà tutto questo né come uscirne, e neppure se ci sarà una fine o un'uscita. Una sola cosa è certa, ed è che la schiavitù dell'uomo non fa che aumentare. L'uomo sta diventando uno schiavo volontario. Non ha più bisogno di catene: incomincia ad amare la sua schiavitù, a esserne fiero. E nulla di più terribile potrebbe accadere ad un uomo.
Che cosa io veramente sono non so con chiarezza:
misterioso, io vago prigioniero, incatenato nella mia mente.
- RV 1,164,37 -