da, P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto - Capitolo X, pp.220-226
In una riunione a cui erano presenti molte persone che non avevano mai partecipato ai nostri gruppi, qualcuno domandò: "Di dove comincia la via?". Chi faceva questa domanda non aveva udito ciò che G. aveva detto sulle quattro vie ed usava la parola 'via’ nel senso corrente religioso o mistico.
"La prima difficoltà per comprendere l'idea della via, disse G., consiste nel fatto che la gente comunemente pensa che la via (egli accentuò questa parola), cominci allo stesso livello in cui si svolge la vita. Questo non è affatto vero. La via comincia ad un altro livello, molto più alto.
Questo è appunto ciò che la gente non capisce. Si pensa che l’inizio della via, sia più facilmente accessibile di quanto non sia in realtà.
Cercherò di spiegarvelo.
"L'uomo vive nella vita sottomesso alla legge dell'accidente e sotto due tipi di influenze che dipendono ancora dall'accidente.
"Le influenze della prima specie sono create nella vita stessa o dalla vita stessa. Sono le influenze della razza, della famiglia, dell'educazione, della società, della professione, delle maniere, dei costumi, dell'agiatezza, della povertà, delle idee correnti e così via. Le influenze della seconda specie sono create invece al di fuori di questa vita, sono le
influenze che ci giungono dal centro interiore o esoterico dell'umanità; in altre parole, esse sono state create sotto altre leggi, benché su questa terra. Queste influenze differiscono dalle prime, soprattutto in quanto esse sono coscienti alla loro origine. Ciò significa che esse sono state create coscientemente da uomini coscienti, per scopi determinati. Le influenze di questa specie prendono abitualmente corpo sotto forma di dottrine o di insegnamenti religiosi, di sistemi filosofici, di opere d'arte e così via.
"Queste influenze sono lanciate nella vita per uno scopo definito, ed esse si mescolano alle influenze della prima specie. Ma occorre ricordare che queste influenze sono coscienti soltanto alla loro origine. Allorché esse arrivano nel vortice generale della vita, cadono sotto la legge comune dell'accidente e cominciano ad agire meccanicamente; in altri termini, esse possono agire o non agire su un dato uomo; esse possono raggiungerlo o non raggiungerlo. Subendo nella vita, a causa della trasmissione e della interpretazione, ogni sorta di cambiamenti e di alterazioni,
le influenze della seconda specie si riducono a influenze della prima specie, vale a dire si confondono in un certo senso con esse.
"Se ci pensiamo, vedremo che non è difficile distinguere le influenze create nella vita dalle influenze la cui sorgente si trova al di fuori della vita. Numerarle, fare un catalogo delle une e delle altre non è possibile.
Occorre comprendere; e tutto dipenderà dalla nostra comprensione.
Ci domandiamo dove comincia la via. L'inizio della via dipende precisamente da questa comprensione o dalla capacità di distinguere le due specie d'influenze. La loro ripartizione, naturalmente, è ineguale. Un certo uomo è meglio accordato alle influenze la cui sorgente è al di fuori della vita, ed egli ne riceve maggiormente; un altro ne riceve meno, un terzo ne è pressoché isolato. Questo è inevitabile. Si tratta già del destino. Parlando in generale e considerando l'uomo normale che vive in condizioni normali, essendo queste condizioni più o meno le stesse per tutti, si può dire che le difficoltà sono uguali per tutti.
La difficoltà consiste nel separare i due tipi di influenze. Se un uomo, quando le riceve, non le separa, non vede e non sente la loro differenza, anche l'azione che esse esercitano su di lui non sarà separata, cioè, esse agiranno nello stesso modo, sullo stesso livello, e produrranno gli stessi risultati. Ma se l'uomo, nel momento in cui riceve
queste influenze, comincia ad operare una discriminazione e a tenere a parte quelle che non sono create dalla vita stessa, allora, gli diviene gradatamente più facile separarle e, dopo un certo tempo, non può più confonderle con le influenze ordinarie della vita.
"I risultati delle influenze la cui sorgente si trova al di fuori della vita, si raccolgono dentro di lui, egli li ricorda tutti assieme, li sente tutti assieme. Questi risultati cominciano a formare in lui un certo insieme; egli non si rende conto chiaramente di che cosi si tratta, non scorge né il perché né il come, o se cerca di dare una spiegazione a
sé stesso, la sua spiegazione è sbagliata. Tuttavia l'essenziale non è qui, ma nel fatto che, accumulandosi, i risultati di queste influenze formano in lui progressivamente, un centro magnetico, che attira tutte le influenze
apparentate e, in tal modo, cresce. Se il centro magnetico dell'uomo riceve un nutrimento sufficiente e se gli altri lati della sua personalità, che risultano dalle influenze create dalla vita, non offrono una forte resistenza, il centro magnetico comincia allora ad influire sul suo orientamento, obbligandolo ad un capovolgimento e anche a muoversi
in una certa direzione. Quando il suo centro magnetico ha acquistato una forza e uno sviluppo sufficienti, un uomo comprende già l'idea della via e comincia a cercare. La ricerca della via può durare parecchi anni e non condurre a niente. Ciò dipende dalle condizioni, dalle circostanze, dal potere del centro magnetico, dal potere e dalla
direzione delle tendenze interiori che non sono affatto interessate a questa ricerca, e che possono distogliere l'uomo dal suo scopo nel preciso momento in cui appare la possibilità di trovare la via.
"Se il centro magnetico lavora come si deve e se un uomo cerca realmente, oppure anche se, al di fuori di ogni ricerca attiva, egli sente in modo giusto, può incontrare un altro uomo che conosca la via e sia legato, direttamente o attraverso un'altra persona, ad un centro la cui esistenza sfugge alla legge dell'accidente e dal quale provengono le idee che hanno formato il centro magnetico.
"Qui ancora, vi sono molteplici possibilità; ma ne parleremo più tardi. Per il momento, immaginiamo che quest'uomo abbia incontrato qualcuno che conosce realmente la via e sia disposto ad aiutarlo. L'influenza
di quest'uomo lo raggiunge attraverso il proprio centro magnetico.
Da quel momento, in quella parte, l'uomo è liberato dalla legge dell'accidente. Bisogna capire questo: l'influenza dell'uomo che conosce la via su colui che non la conosce, è una qualità speciale d'influenza, differente dalle altre due, innanzi tutto per il fatto che essa è un'influenza diretta e in secondo luogo, un'influenza cosciente. Le influenze
della seconda qualità, che creano il centro magnetico, sono coscienti alla loro origine, ma in seguito vengono gettate nel turbine generale della vita, ove sono mescolate alle influenze create dalla vita stessa, e cadono a loro volta sotto la legge dell'accidente. Le influenze della terza specie le sfuggono interamente, esse stesse sono fuori dalla legge dell'accidente, e così la loro azione ne è libera. Le influenze della seconda specie possono pervenirci attraverso i libri, i sistemi filosofici, i rituali. Le influenze della terza specie non possono agire che direttamente
da una persona all'altra per mezzo della trasmissione orale.
"Il momento in cui un uomo che cerca la via, incontra un uomo che la conosce è chiamato la prima soglia o il primo gradino. A partire da questa prima soglia, comincia la scala. Tra la 'vita' e la ‘Via', vi è la ‘scala'. Ed è soltanto per mezzo della 'scala' che l'uomo può incamminarsi sulla ‘Via'. Inoltre, l'uomo sale questa scala con l'aiuto della
sua guida; egli non può salirla da solo. La via comincia soltanto alla sommità della scala, cioè dopo l’ultimo gradino o l’ultima soglia, ad un livello molto al di sopra della vita ordinaria.
"Di conseguenza è impossibile rispondere alla domanda: dove comincia la via? La via comincia con qualche cosa che non è affatto nella vita, come sarebbe dunque possibile precisare la sua origine? È detto talvolta che nell'ascensione della scala l'uomo non è sicuro di niente, che può dubitare di tutto, delle proprie forze, della giustezza di ciò
che fa, della sua guida, del sapere e dei poteri di quest'ultima. Ciò che egli raggiunge è molto instabile; anche se è arrivato molto in alto sulla scala, può cadere e gli occorrerà ricominciare tutto. Ma quando l'ultima soglia è stata oltrepassata ed egli si è incamminato sulla via, tutto cambia. Per prima cosa tutti i dubbi che poteva avere sulla sua guida spariscono e allo stesso tempo la sua guida diviene per lui molto meno necessaria di prima. Sotto molti aspetti, adesso egli può anche essere indipendente, perché sa dove va. Inoltre, non può più perdere facilmente
i risultati del suo lavoro e non può più ricadere al livello della vita ordinaria. Anche se si scosta dalla via, gli sarà impossibile ritornare al punto di partenza.
"Questo è all'incirca tutto quanto può essere detto della 'scala' e della ‘Via' in generale, ma vi sono differenti vie; ne abbiamo già parlato. Sulla quarta via per esempio, vi sono delle condizioni speciali che non vi sono sulle altre. Così nell'ascensione della scala sulla quarta via, una delle condizioni è che un uomo non può salire al gradino
successivo se prima non ha messo qualcuno sul proprio gradino. Costui a sua volta, deve mettere un terzo al suo posto, se vuole elevarsi anche lui di un gradino. Dunque, più un uomo sale, più si trova a dipendere da coloro che lo seguono. Se essi si arrestano anche lui si arresta.
Anche nella vita si incontrano situazioni simili. Può darsi ad esempio, che un uomo raggiunga dei poteri speciali e che debba in seguito sacrificarli per elevare altre persone al suo livello. Se le persone con le quali egli lavora raggiungono il suo livello, egli si vedrà restituito tutto ciò che ha sacrificato. Ma se non lo raggiungeranno, egli può
perdere tutto.
"Riguardo alla situazione del maestro in rapporto al centro esoterico vi sono pure diverse possibilità; infatti egli può sapere di più o di meno su questo centro, può sapere esattamente dove è il centro esoterico e come poterne ricevere un aiuto; oppure può ignorarlo e conoscere soltanto l'uomo da cui trae egli stesso il suo sapere. Nella maggior parte di casi, all'inizio, il discepolo non conosce che il gradino che gli è immediatamente superiore. E soltanto in proporzione al suo stesso sviluppo egli potrà cominciare a vedere più lontano e a riconoscere
da dove viene ciò che egli sa.
"I risultati del lavoro di un uomo che abbia assunto la parte di maestro, non dipendono dal fatto che egli sappia o non sappia esattamente l'origine di ciò che insegna, ma dipenderanno soprattutto da questo: se le sue idee vengono realmente oppure non vengono dal centro esoterico, e se lui stesso comprende le idee esoteriche, ossia è
capace di distinguere le idee della conoscenza obbiettiva dalle idee soggettive, scientifiche e filosofiche.
"Finora ho parlato del vero centro magnetico, della vera guida e della vera via. Ma può darsi che il centro magnetico sia stato formato male, che sia diviso in sé stesso, ossia possa includere delle contraddizioni.
Inoltre, influenze della prima specie create dalla vita vi sono potute entrare sotto l'apparenza di influenze della seconda specie, oppure tracce di influenze della seconda specie hanno potuto essere snaturate al punto da essere diventate esattamente il contrario di ciò che erano. Un centro magnetico mal formato non può dare un vero
orientamento. Un uomo che ha un centro magnetico siffatto può essere anche lui alla ricerca della via e può incontrare un altro uomo che si proclamerà maestro, che pretenderà di conoscere la via e di essere in
relazione con un centro al di fuori delle leggi dell'accidente. Ma è possibile che questo uomo non conosca realmente la via e non sia in relazione con tale centro. Anche qui le possibilità sono molte:
1. Può ingannarsi in buona fede ed immaginare di conoscere qualcosa,
mentre in realtà non conosce niente.
2. Può dare fiducia ad un altro uomo, il quale a sua volta può
ingannarsi.
3. Può ingannare intenzionalmente.
"Di conseguenza, se chi cerca la via crede a un tale uomo, costui può condurlo in una direzione completamente differente da quella che gli era stata promessa; può essere condotto molto lontano dalla buona via e portato a risultati completamente opposti a quelli che avrebbe potuto raggiungere.
Per fortuna, questo capita molto raramente; le cattive strade sono molte, ma nella maggioranza dei casi non conducono da nessuna parte.
L'uomo gira semplicemente in cerchio, allo stesso posto, pur pensando di seguire la via".
"Come si potrebbe riconoscere una via falsa?", chiese qualcuno.
"Come la si può riconoscere?", disse G. È impossibile riconoscere una via falsa se non si conosce quella vera. Questo significa che è inutile tormentarsi su come riconoscere una via falsa. Si deve pensare a come si può trovare la vera; ed è di questo che parliamo sempre.
Non lo si può riassumere in due parole. Ma, partendo da quel che vi ho detto, se vi ricorderete di tutto, potete trarne molte conclusioni utili.
Per esempio potete vedere come il 'maestro' corrisponda sempre al livello dell' 'allievo'. Se il livello dell'allievo è elevato, anche quello del maestro può esserlo. Ma un allievo il cui livello non è particolarmente elevato non può contare su un maestro di un livello molto alto. Infatti, un allievo non può mai vedere il livello del suo maestro.
Questa è una legge. Nessuno può vedere più in alto del proprio livello.
Ma la maggior parte della gente ignora questa legge e, generalmente, più il suo livello è basso più reclama un maestro di un livello superiore.
Comprendere bene questo, è già comprendere molto.
Ma il caso è molto raro. In generale un discepolo che non vale un soldo non vuole altro maestro che Gesù Cristo. Un maestro meno grande è indegno di lui. E non gli verrà mai in mente che, anche se gli accadesse d'incontrare
un maestro come colui che ci è descritto dai Vangeli, non sarebbe in grado di seguirlo; perché per essere discepolo di Gesù Cristo dovrebbe avere il livello di un apostolo. Questa è una legge precisa.
Più il maestro è grande, più è difficile seguirlo. E se la differenza fra il livello del maestro e dell'allievo oltrepassa un certo limite, allora l'allievo trova sulla via delle difficoltà insormontabili. Una delle regole fondamentali della quarta via, si trova direttamente in rapporto con questa legge.
Sulla quarta via, non vi è un solo maestro. Chiunque è più anziano è il maestro. E quanto il maestro è ndispensabile all'allievo, tanto l'allievo è indispensabile al maestro. L'allievo non può progredire senza il maestro e il maestro non può progredire senza allievo, o allievi. Questa non è una considerazione generale, ma una regola indispensabile e concreta, sulla quale si basa la legge di ogni ascesa umana. Come è stato detto prima, nessuno può salire ad un gradino superiore della scala senza prima aver messo qualcuno al proprio posto. Ciò che un uomo ha ricevuto lo deve immediatamente ridare; soltanto allora potrà ricevere di più. Altrimenti gli sarà tolto anche quello che gli era
stato dato".
In questo brano di Frammenti sono esposti alcuni dei concetti fondamentali per la comprensione dell'insegnamento di Gurdjieff.
E' opportuno che mi soffermi a riflettere sul fatto che proprio quando si pensa di essere già sulla via, si sono invece saliti solo i primi gradini della scala.
Aum kring kalikaye namah
