La scala e la via

Aspetti tradizionali

E gli uomini scelsero piuttosto le tenebre alla luce"

Messaggiodi gigi il 08/02/2010, 13:21

Scegliere la luce è vedere dentro le tenebre.
Sinquando la luce è fuga dalle tenebre,vi si ricade sempre e non v'è mai vera luce.
Tanto vale ridiscendere per scandagliarle a fondo :
affidandoci ad essa, la luce, ci aiuterà.

Così la si sceglie,così essa (ci) sceglie.
"se le tue parole non valgono piu del tuo silenzio, taci"
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Re: La scala e la via

Messaggiodi laura il 08/02/2010, 16:37

sky ha scritto:scusa laura, se sono noiosa, ma salvarsi da cosa?


Dall'inconsapevolezza.
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Re: La scala e la via

Messaggiodi sky il 08/02/2010, 16:55

laura ha scritto:
sky ha scritto:scusa laura, se sono noiosa, ma salvarsi da cosa?


Dall'inconsapevolezza.

E tu pensi che qualcuno dall'esterno, un altro, possa venire a risolvere l'inconsapevolezza?
Può fornirti degli strumenti che puoi usare, forse, ma il compito rimane tuo/mio/nostro.

Dice Teano altrove:
Non c'è differenza in ordine di esperienza fra le tecniche e la metafisica, stiamo sempre parlando di coscienza e consapevolezza cui l'ente può accedere, nel manifesto e nell'immanifesto.

Fornire una tecnica non è salvare.

Contribuire a calibrare strumenti con cui poter trascendere la "fisica" per affrontare la "metafisica" (una montagna da scalare?) non è salvare.

Come dice Plotino si può additare la via e il viaggio, ma la visione è già tutta un'opera personale di colui che ha voluto contemplare. E questo è il limite del magistero.
Il guru "conduce" non salva, altrimenti avrebbe già risolto i problemi dell'umanità e anche quelli personali dei devoti. Perchè non lo fa?

Se ciò che contemplo è un baratro potrò caderci dentro, se ciò che contemplo è libertà, avrò libertà.

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Re: La scala e la via

Messaggiodi sandhya il 08/02/2010, 17:15

laura ha scritto:"E gli uomini scelsero piuttosto le tenebre alla luce"

E' un frammento di un versetto del vangelo di Giovanni (3.19) che Leopardi scelse per aprire la sua "Ginestra".
Già a 18 anni mi parve tremendamente vero, e oggi sono sicura che gli uomini scansano in tutti i modi la luce e la gioia, perché non sono in grado di sostenerle, e sempre si rifugiano nell'ombra e nell'oscurità, dove trovano riposo. Per questo è tanto difficile riconoscere la chiara luce naturale. Non so come faremo a salvarci.

E' triste il luogo dell'uomo.
Quando non fa del male, è spaventosamente banale. Soffoca ogni tentativo, offerto anche gentilmente, di essere portato altrove. A volte capita di salire un po' sopra l'aria pesante delle dimore umane, e respirare brezze più fresche, godere di una luce più luminosa che non ferisce gli occhi. Poi viene il momento di ridiscendere tra coloro che ritieni amici, e l'impatto è spaventoso: non ti riconoscono più e anche tu non riconosci più nulla, le parole non servono, i gesti per quanto affettuosi non servono; chiedi, non rispondono; provi a guardarli negli occhi, girano lo sguardo.

La meraviglia allora si fa grande.

laura



la Ginestra è sempre piaciuta molto anche a me, ho molto amato Leopardi nell'adolescenza, ora meno.
Non credo nell'antagonismo uomo/natura, anzi, il contrario.
La natura è natura, segue la sua legge. Se poi questa legge dovesse comportare la scomparsa dell'uomo da questa terra non credo sarebbe un gran problema nell'economia degli universi.
Molto tempo fa credevo di poter salvare me stessa e il mondo, succede quando si è giovani.
Ora, poco per volta, comprendo che nessuno può essere salvato, che non c'è nessuno da salvare, che la consapevolezza arriva, se arriva, e non si può portare a chi non la vuole.
Però si può amare e adempiere il dharma, accettandolo con gioia. Non che sia facile, ma soltanto questo rende la vita piena di luce e un poco ne arriva anche a chi ti sta vicino, consapevole o meno che sia.
Secondo me.
Che cosa io veramente sono non so con chiarezza:
misterioso, io vago prigioniero, incatenato nella mia mente.
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Re: La scala e la via

Messaggiodi laura il 08/02/2010, 17:48

sky ha scritto:
laura ha scritto:
sky ha scritto:scusa laura, se sono noiosa, ma salvarsi da cosa?


Dall'inconsapevolezza.


E tu pensi che qualcuno dall'esterno, un altro, possa venire a risolvere l'inconsapevolezza?


No.

Può fornirti degli strumenti che puoi usare, forse, ma il compito rimane tuo/mio/nostro.


Il problema è secondo me che non vogliamo diventare consapevoli, e in ogni caso anche volendo non ci riusciamo perchè ciò apporta una luce-gioia che non sosteniamo; l'inconsapevolezza ci è invece naturale, la semi-oscurità ci dà riposo e ricadiamo sempre lì. Perciò mi chiedo come faremo a salvarci. Parlo dell'insieme dell'umanità, non dei singoli casi che sono sempre possibili, ma per me irrilevanti.

Dice Teano altrove:
Non c'è differenza in ordine di esperienza fra le tecniche e la metafisica, stiamo sempre parlando di coscienza e consapevolezza cui l'ente può accedere, nel manifesto e nell'immanifesto.

Fornire una tecnica non è salvare.



Sono d'accordo, ma cosa c'entra questo che dici, con quello che dicevo io? Scusami, non capisco.

Se ciò che contemplo è un baratro potrò caderci dentro, se ciò che contemplo è libertà, avrò libertà.

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Non è così facile, evidentemente...

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Re: La scala e la via

Messaggiodi laura il 08/02/2010, 17:56

sandhya ha scritto:Ora, poco per volta, comprendo che nessuno può essere salvato, che non c'è nessuno da salvare, che la consapevolezza arriva, se arriva, e non si può portare a chi non la vuole.
Però si può amare e adempiere il dharma, accettandolo con gioia. Non che sia facile, ma soltanto questo rende la vita piena di luce e un poco ne arriva anche a chi ti sta vicino, consapevole o meno che sia.
Secondo me.


La consapevolezza non la puoi portare neanche a te stessa, pur volendola, poiché non la sostieni.
Puoi pensare di amare, e va sempre meglio che non pensarlo. Ma l'Amore in verità brucia e fa male, e chi ti sta intorno non ti sopporta. Quando sarai morto diranno che eri un santo, ma finché sei vivo te ne dicono di tutti i colori. Quando la vita è veramente piena di Luce, hai il deserto intorno.

Secondo me!
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Re: La scala e la via

Messaggiodi sky il 08/02/2010, 17:59

laura ha scritto:
sky ha scritto:
laura ha scritto:
sky ha scritto:scusa laura, se sono noiosa, ma salvarsi da cosa?


Dall'inconsapevolezza.


E tu pensi che qualcuno dall'esterno, un altro, possa venire a risolvere l'inconsapevolezza?


No.

Può fornirti degli strumenti che puoi usare, forse, ma il compito rimane tuo/mio/nostro.


Il problema è secondo me che non vogliamo diventare consapevoli, e in ogni caso anche volendo non ci riusciamo perchè ciò apporta una luce-gioia che non sosteniamo; l'inconsapevolezza ci è invece naturale, la semi-oscurità ci dà riposo e ricadiamo sempre lì. Perciò mi chiedo come faremo a salvarci. Parlo dell'insieme dell'umanità, non dei singoli casi che sono sempre possibili, ma per me irrilevanti.

Dice Teano altrove:
Non c'è differenza in ordine di esperienza fra le tecniche e la metafisica, stiamo sempre parlando di coscienza e consapevolezza cui l'ente può accedere, nel manifesto e nell'immanifesto.

Fornire una tecnica non è salvare.



Sono d'accordo, ma cosa c'entra questo che dici, con quello che dicevo io? Scusami, non capisco.

Se ciò che contemplo è un baratro potrò caderci dentro, se ciò che contemplo è libertà, avrò libertà.

sky


Non è così facile, evidentemente...

laura

Facile o non facile il compito di ognuno è di risolvere le proprie problematiche da solo, eventualmente con l'aiuto di qualcuno che possa fornire delle indicazioni adeguate al livello di coscienza in cui si è.
Non vedo l'umanità come un organismo da "salvare".
Il tempo è una convenzione.
Ognuno ha il suo percorso e il suo cammino.
Se non sostiene la luce-gioia rimarrà nell'oscurità per il tempo necessario a stufarsi dell'oscurità.
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Re: La scala e la via

Messaggiodi gigi il 08/02/2010, 19:20

laura ha scritto: l'Amore in verità brucia e fa male, e chi ti sta intorno non ti sopporta. Quando sarai morto diranno che eri un santo, ma finché sei vivo te ne dicono di tutti i colori. Quando la vita è veramente piena di Luce, hai il deserto intorno.

Non ti seguo laura..
a chi brucia l'Amore,a chi fa male..
Scusa ma..ma chi se ne frega cosa ti si dice da vivo..
chi se ne frega se poi ti fanno santo..non capisco questi parametri..
Se la tua vita è piena di Luce..allora quale deserto vedi intorno..?
Dove sei tu,dove sono gli altri se c'è davvero la Luce?
Anche il deserto è Luce o no?..altrimenti..non ve n'è e vi sono soltanto luci illusorie..

Guardiamo prima queste,dunque.

A questo punto non posso che chiederti:parli in astratto forse?
ciao
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Re: La scala e la via

Messaggiodi ryu no kokyu il 08/02/2010, 19:33

bella la Dea.
ci si sorprende sempre nel vedere come non si riconosca il suo sorriso nel tramonto incantato, nella compagna di viaggio, negli occhi di un bimbo, nella rosa che, inaspettata , è sbocciata a febbraio sul balcone.

l'umanità è triste perchè non riconosce la bellezza della Natura e non ammette di esser parte di quella Natura.

l'identità tra essere e divenire e proprio questo.
la Dea è il nome che si dà alla porta dalla quale provengono le infinite creature.
la Tradizione è ciò che ci indica quella porta.
ma se si continua a parlare di amore e si intende solo Amore per noi e per i nostri simili non la vedremo mai quella porta.

Amore non è il maestro, non è l'amico o colui/colei che ci sorride.
E' la Dea stessa.

il maestro ci parla con la Sua voce.
l'amico ci sostiene con le Sue braccia.
L'amante ci bacia con le Sue labbra.


L'umanità è triste quando non ama.
e quando dice di amare, spesso, cerca solo gratificanti carezze, e dove non trova carezze parla di cattiveria , odio o meschinità altrui.



un abbraccio.
r.
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Re: La scala e la via

Messaggiodi gigi il 08/02/2010, 19:59

ryu no kokyu ha scritto:bella la Dea.
ci si sorprende sempre nel vedere come non si riconosca il suo sorriso nel tramonto incantato, nella compagna di viaggio, negli occhi di un bimbo, nella rosa che, inaspettata , è sbocciata a febbraio sul balcone.

l'umanità è triste perchè non riconosce la bellezza della Natura e non ammette di esser parte di quella Natura.

l'identità tra essere e divenire e proprio questo.
la Dea è il nome che si dà alla porta dalla quale provengono le infinite creature.

Stasera non seguo neanche te ryu no kokyu..
vedi,perchè se poni quegli esempi..si rischia di cogliere poesia e letteratura e non identità tra essere e divenire..(anche se non era tuo intento)
La Dea è anche la terribile..forse che lì non vi è amore..forse che vi è da scegliere taluni momenti piuttosto che altri,come delle foto da immortalare?
Ecco..c'era un attimo fa il sorriso del mio bambino..è già passato..
adesso c'è mia moglie che urla,un clacson che suona e dopo ancora un usignolo che canta nella sera..

Come scegliere l'Amore tra tutte le cose?
"se le tue parole non valgono piu del tuo silenzio, taci"
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