laura ha scritto:"E gli uomini scelsero piuttosto le tenebre alla luce"
E' un frammento di un versetto del vangelo di Giovanni (3.19) che Leopardi scelse per aprire la sua "Ginestra".
Già a 18 anni mi parve tremendamente vero, e oggi sono sicura che gli uomini scansano in tutti i modi la luce e la gioia, perché non sono in grado di sostenerle, e sempre si rifugiano nell'ombra e nell'oscurità, dove trovano riposo. Per questo è tanto difficile riconoscere la chiara luce naturale. Non so come faremo a salvarci.
E' triste il luogo dell'uomo.
Quando non fa del male, è spaventosamente banale. Soffoca ogni tentativo, offerto anche gentilmente, di essere portato altrove. A volte capita di salire un po' sopra l'aria pesante delle dimore umane, e respirare brezze più fresche, godere di una luce più luminosa che non ferisce gli occhi. Poi viene il momento di ridiscendere tra coloro che ritieni amici, e l'impatto è spaventoso: non ti riconoscono più e anche tu non riconosci più nulla, le parole non servono, i gesti per quanto affettuosi non servono; chiedi, non rispondono; provi a guardarli negli occhi, girano lo sguardo.
La meraviglia allora si fa grande.
laura
la Ginestra è sempre piaciuta molto anche a me, ho molto amato Leopardi nell'adolescenza, ora meno.
Non credo nell'antagonismo uomo/natura, anzi, il contrario.
La natura è natura, segue la sua legge. Se poi questa legge dovesse comportare la scomparsa dell'uomo da questa terra non credo sarebbe un gran problema nell'economia degli universi.
Molto tempo fa credevo di poter salvare me stessa e il mondo, succede quando si è giovani.
Ora, poco per volta, comprendo che nessuno può essere salvato, che non c'è nessuno da salvare, che la consapevolezza arriva, se arriva, e non si può portare a chi non la vuole.
Però si può amare e adempiere il dharma, accettandolo con gioia. Non che sia facile, ma soltanto questo rende la vita piena di luce e un poco ne arriva anche a chi ti sta vicino, consapevole o meno che sia.
Secondo me.