gigi ha scritto:ryu no kokyu ha scritto:bella la Dea.
ci si sorprende sempre nel vedere come non si riconosca il suo sorriso nel tramonto incantato, nella compagna di viaggio, negli occhi di un bimbo, nella rosa che, inaspettata , è sbocciata a febbraio sul balcone.
l'umanità è triste perchè non riconosce la bellezza della Natura e non ammette di esser parte di quella Natura.
l'identità tra essere e divenire e proprio questo.
la Dea è il nome che si dà alla porta dalla quale provengono le infinite creature.
Stasera non seguo neanche te ryu no kokyu..
vedi,perchè se poni quegli esempi..si rischia di cogliere poesia e letteratura e non identità tra essere e divenire..(anche se non era tuo intento)
La Dea è anche la terribile..forse che lì non vi è amore..forse che vi è da scegliere taluni momenti piuttosto che altri,come delle foto da immortalare?
Ecco..c'era un attimo fa il sorriso del mio bambino..è già passato..
adesso c'è mia moglie che urla,un clacson che suona e dopo ancora un usignolo che canta nella sera..
Come scegliere l'Amore tra tutte le cose?
vedi gigi la bellezza delle dea non è letteratura.
e ciò che qualcosa che, seppur si ripete spesso, non sembra sia tenuto nel debito conto.
Tutto ciò che è all'interno della manifestazione (isvara-prajna, Hitanyagarbha-taijasa, vaisvanara-visva) è la Dea.
ciò che si definisce Nirguna è ciò che non ha nome.
che non ha nome significa che non lo puoi raggiungere con la mente sensitiva.
ciò che ha nome è ciò che è "passato dalla porta".
e quindi è manifestazione ovvero la Dea.
Se li vedi insieme (come dice lao Tse) li comprendi.
nel senso che finchè vedi la separatezza tra siva e sakti sei nel dualismo e quindi devi usare , stai usando, la mente sensitiva.
ma la Manifestazione è la Dea e la Dea si manifesta per amore.
anzi è L'AMOR CHE TUTTO MUOVE come dicevano Dante e prima di lui IBN ARABI.
in un certo senso è vero che è letteratura.
ma è letteratura "calda".
ignorare la Dea e sentire il disgusto della manifestazione, a parer mio, non è sintomo di un alto livello coscenziale ma di "letteratura fredda".
esiste Lakshmi nella tradizione, la dea benevola del benessere, la prosperità, la fortuna , la misericordia(kannon,Quan Yin, Avalokitesvara) ma esiste anche Alakshmi la dea del malessere , della sfortuna ecc.
fare "letteratura calda" vuol dire affidarsi a lakshmi.
fare "letteratura fredda" vuol dire affidarsi ad Alakshmi.
sempre all'interno della manifestazione si è.
non si sarebbe qui a scrivere al pc, a mangiare, ad ascoltare musica a scopare, a fare pipì.
la letteratura fredda è quella che ha bisognio dei luoghi di culto, dei maestri dal sorriso buddico,delle riflessione autopunitive.
la letteratura calda è quella che si bea del bellissimo spettacolo della natura.
ho il dubbio che ci sia un pò di confusione su ciò che è l'advaita vedanta, su ciò che è l'asparsa yoga, su ciò che è l'ajati vada.
li si interpreta spesso dal punto di vista duale per cui ciò che è Reale (l'essere come lo chiama taluno) è bello e ciò che è Non reale (ovvero impermanente) è Brutto.
è stupido pensarla così.
se la manifestazione, ovvero l'apparenza fenomenica, ovvero la Dea, fosse Brutta non ci sarebbe nessun bisogno di lunghe pratiche di purificazione e di sadhana faticose.
il problema è che è bella.
bellissima.
bello guardare un tramonto, bello dare piacere all'amante, bello guardare il sorriso di un bimbo.
è bello.
la lacrima che solca il viso di ramana in punto di morte, mentre il suo pavone bianco piange disperato sul tetto dell'ashram, ci racconta tutta la bellezza della Dea.
ramakrishna che cade in estasi guardando un volo di uccelli al tramonto o ascoltando il canto di vivekananda ci racconta la bellezza della Dea.
se si pensa che advaita vedanta significhi non riconoscere la bellezza della dea si è fuori strada.
ma il cattolicesimo dualista, materialismo spirituale, ci ha insegnato la dicotomia corpo-anima.
spirito-materia.
i testi più importanti del taoismo e dello yoga ci sono giunti, in epoca moderna, tramite il paziente lavoro dei gesuiti, e questo deve farci pensare.
la bellezza della Dea, sacra, si è trasformata nella bellezza del diavolo.
la materia è brutta.
il piacere della carne è brutto.
così menti non prepararte credono di trovare ristoro nella filosofia non duale, non sapendo che è per i" conoscitori".
il conoscitore è il quarto "stadio" del devoto del sanathana dharma.
il primo ,Arta, è colui che si rivolge a dio perchè sta male.
il secondo, artharta, è colui che si rivolge a dio perchè vuole star meglio.
il terzo è l'aspirante alla liberazione, colui che vuole conoscere.
il quarto è il conoscitore, colui che già sa.
l'advaita vedanta è per il conoscitore.
che sa che la Dea è bella , ma l'ha integrata e trascesa.
chi sta male e si rivolge all'advaita vedanta può andare a sbattere contro gelide mura bianche.
un sorriso.
r.
