La scala e la via

Aspetti tradizionali

Re: La scala e la via

Messaggiodi ryu no kokyu il 08/02/2010, 20:32

gigi ha scritto:
ryu no kokyu ha scritto:bella la Dea.
ci si sorprende sempre nel vedere come non si riconosca il suo sorriso nel tramonto incantato, nella compagna di viaggio, negli occhi di un bimbo, nella rosa che, inaspettata , è sbocciata a febbraio sul balcone.

l'umanità è triste perchè non riconosce la bellezza della Natura e non ammette di esser parte di quella Natura.

l'identità tra essere e divenire e proprio questo.
la Dea è il nome che si dà alla porta dalla quale provengono le infinite creature.

Stasera non seguo neanche te ryu no kokyu..
vedi,perchè se poni quegli esempi..si rischia di cogliere poesia e letteratura e non identità tra essere e divenire..(anche se non era tuo intento)
La Dea è anche la terribile..forse che lì non vi è amore..forse che vi è da scegliere taluni momenti piuttosto che altri,come delle foto da immortalare?
Ecco..c'era un attimo fa il sorriso del mio bambino..è già passato..
adesso c'è mia moglie che urla,un clacson che suona e dopo ancora un usignolo che canta nella sera..

Come scegliere l'Amore tra tutte le cose?


vedi gigi la bellezza delle dea non è letteratura.
e ciò che qualcosa che, seppur si ripete spesso, non sembra sia tenuto nel debito conto.
Tutto ciò che è all'interno della manifestazione (isvara-prajna, Hitanyagarbha-taijasa, vaisvanara-visva) è la Dea.
ciò che si definisce Nirguna è ciò che non ha nome.
che non ha nome significa che non lo puoi raggiungere con la mente sensitiva.
ciò che ha nome è ciò che è "passato dalla porta".
e quindi è manifestazione ovvero la Dea.
Se li vedi insieme (come dice lao Tse) li comprendi.
nel senso che finchè vedi la separatezza tra siva e sakti sei nel dualismo e quindi devi usare , stai usando, la mente sensitiva.

ma la Manifestazione è la Dea e la Dea si manifesta per amore.
anzi è L'AMOR CHE TUTTO MUOVE come dicevano Dante e prima di lui IBN ARABI.

in un certo senso è vero che è letteratura.
ma è letteratura "calda".
ignorare la Dea e sentire il disgusto della manifestazione, a parer mio, non è sintomo di un alto livello coscenziale ma di "letteratura fredda".
esiste Lakshmi nella tradizione, la dea benevola del benessere, la prosperità, la fortuna , la misericordia(kannon,Quan Yin, Avalokitesvara) ma esiste anche Alakshmi la dea del malessere , della sfortuna ecc.
fare "letteratura calda" vuol dire affidarsi a lakshmi.
fare "letteratura fredda" vuol dire affidarsi ad Alakshmi.
sempre all'interno della manifestazione si è.
non si sarebbe qui a scrivere al pc, a mangiare, ad ascoltare musica a scopare, a fare pipì.

la letteratura fredda è quella che ha bisognio dei luoghi di culto, dei maestri dal sorriso buddico,delle riflessione autopunitive.

la letteratura calda è quella che si bea del bellissimo spettacolo della natura.

ho il dubbio che ci sia un pò di confusione su ciò che è l'advaita vedanta, su ciò che è l'asparsa yoga, su ciò che è l'ajati vada.
li si interpreta spesso dal punto di vista duale per cui ciò che è Reale (l'essere come lo chiama taluno) è bello e ciò che è Non reale (ovvero impermanente) è Brutto.

è stupido pensarla così.

se la manifestazione, ovvero l'apparenza fenomenica, ovvero la Dea, fosse Brutta non ci sarebbe nessun bisogno di lunghe pratiche di purificazione e di sadhana faticose.

il problema è che è bella.
bellissima.
bello guardare un tramonto, bello dare piacere all'amante, bello guardare il sorriso di un bimbo.

è bello.

la lacrima che solca il viso di ramana in punto di morte, mentre il suo pavone bianco piange disperato sul tetto dell'ashram, ci racconta tutta la bellezza della Dea.

ramakrishna che cade in estasi guardando un volo di uccelli al tramonto o ascoltando il canto di vivekananda ci racconta la bellezza della Dea.

se si pensa che advaita vedanta significhi non riconoscere la bellezza della dea si è fuori strada.
ma il cattolicesimo dualista, materialismo spirituale, ci ha insegnato la dicotomia corpo-anima.
spirito-materia.
i testi più importanti del taoismo e dello yoga ci sono giunti, in epoca moderna, tramite il paziente lavoro dei gesuiti, e questo deve farci pensare.

la bellezza della Dea, sacra, si è trasformata nella bellezza del diavolo.
la materia è brutta.
il piacere della carne è brutto.

così menti non prepararte credono di trovare ristoro nella filosofia non duale, non sapendo che è per i" conoscitori".
il conoscitore è il quarto "stadio" del devoto del sanathana dharma.
il primo ,Arta, è colui che si rivolge a dio perchè sta male.
il secondo, artharta, è colui che si rivolge a dio perchè vuole star meglio.
il terzo è l'aspirante alla liberazione, colui che vuole conoscere.
il quarto è il conoscitore, colui che già sa.

l'advaita vedanta è per il conoscitore.
che sa che la Dea è bella , ma l'ha integrata e trascesa.

chi sta male e si rivolge all'advaita vedanta può andare a sbattere contro gelide mura bianche.

un sorriso.
r.
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Re: La scala e la via

Messaggiodi sandhya il 08/02/2010, 20:43

laura ha scritto:
La consapevolezza non la puoi portare neanche a te stessa, pur volendola, poiché non la sostieni.
Puoi pensare di amare, e va sempre meglio che non pensarlo. Ma l'Amore in verità brucia e fa male, e chi ti sta intorno non ti sopporta. Quando sarai morto diranno che eri un santo, ma finché sei vivo te ne dicono di tutti i colori. Quando la vita è veramente piena di Luce, hai il deserto intorno.

Secondo me!


L'Amore brucia, è vero. Non c'è niente che equivalga la Bellezza di lasciarsi ardere e consumare di quel fuoco vivo.
Ma se è Amore, non fa male, illumina. Chi ama non è mai solo, anche in mezzo al deserto.
Credo.
Perchè, per quanto mi riguarda, sono ancora nella fase del "si ama", come piove o nevica, non sono capace di Amare.
Tuttavia aspiro ad apprendere quest'arte sublime. e tento di lavorare per questo scopo.
Non sarò mai una santa, perchè i santi lodano e amano così e quelli come me possono solo restare in silenzio

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messer lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi' Signore, per sor Aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po' skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

Che cosa io veramente sono non so con chiarezza:
misterioso, io vago prigioniero, incatenato nella mia mente.
- RV 1,164,37 -
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Re: La scala e la via

Messaggiodi gigi il 08/02/2010, 20:54

ryu no kokyu ha scritto:Tutto ciò che è all'interno della manifestazione (isvara-prajna, Hitanyagarbha-taijasa, vaisvanara-visva) è la Dea.
ciò che si definisce Nirguna è ciò che non ha nome.
che non ha nome significa che non lo puoi raggiungere con la mente sensitiva.
ciò che ha nome è ciò che è "passato dalla porta".
e quindi è manifestazione ovvero la Dea.
Se li vedi insieme (come dice lao Tse) li comprendi.
nel senso che finchè vedi la separatezza tra siva e sakti sei nel dualismo e quindi devi usare , stai usando, la mente sensitiva.

ma la Manifestazione è la Dea e la Dea si manifesta per amore.
anzi è L'AMOR CHE TUTTO MUOVE come dicevano Dante e prima di lui IBN ARABI.

in un certo senso è vero che è letteratura.
ma è letteratura "calda".
ignorare la Dea e sentire il disgusto della manifestazione, a parer mio, non è sintomo di un alto livello coscenziale ma di "letteratura fredda".
esiste Lakshmi nella tradizione, la dea benevola del benessere, la prosperità, la fortuna , la misericordia(kannon,Quan Yin, Avalokitesvara) ma esiste anche Alakshmi la dea del malessere , della sfortuna ecc.
fare "letteratura calda" vuol dire affidarsi a lakshmi.
fare "letteratura fredda" vuol dire affidarsi ad Alakshmi.
sempre all'interno della manifestazione si è.
non si sarebbe qui a scrivere al pc, a mangiare, ad ascoltare musica a scopare, a fare pipì.

la letteratura fredda è quella che ha bisognio dei luoghi di culto, dei maestri dal sorriso buddico,delle riflessione autopunitive.

la letteratura calda è quella che si bea del bellissimo spettacolo della natura.

OK..avevo inteso quella letteratura calda..perchè è viva e non un sepolcro bianco..
Dicevo semplicemente che sembra fuorviante scegliere le note bianche che ci piaccion di più e tralasciare quelle dei tasti neri:allora si direbbe che la Bellezza,la Dea, è la Manifestazione stessa,punto.
E' tutta la Tastiera che Suona.
:)
"se le tue parole non valgono piu del tuo silenzio, taci"
(detto islamico)
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Re: La scala e la via

Messaggiodi laura il 08/02/2010, 21:19

gigi ha scritto:
laura ha scritto: l'Amore in verità brucia e fa male, e chi ti sta intorno non ti sopporta. Quando sarai morto diranno che eri un santo, ma finché sei vivo te ne dicono di tutti i colori. Quando la vita è veramente piena di Luce, hai il deserto intorno.

Non ti seguo laura..
a chi brucia l'Amore,a chi fa male..
Scusa ma..ma chi se ne frega cosa ti si dice da vivo..
chi se ne frega se poi ti fanno santo..non capisco questi parametri..
Se la tua vita è piena di Luce..allora quale deserto vedi intorno..?
Dove sei tu,dove sono gli altri se c'è davvero la Luce?
Anche il deserto è Luce o no?..altrimenti..non ve n'è e vi sono soltanto luci illusorie..

Guardiamo prima queste,dunque.

A questo punto non posso che chiederti:parli in astratto forse?
ciao


No, parlo proprio per esperienza, altrimenti non parlerei.
Vedi Gigi, conosco l'amore naturale, ordinario: la bellezza della natura, i tramonti e le aurore, i canti degli usignoli, conosco la meraviglia della brezza tra i capelli e l'amore per i figli, il profumo e la bellezza del mare e dei campi fioriti, ero musicista e ho suonato e insegnato, ho eseguito le armonie più sublimi...
Ma anche mettendo insieme tutte queste cose, anche se tutti i sensi fossero nello stesso momento all'apice della loro estasi, tutto questo non è che il riflesso del riflesso del riflesso del riflesso di una singola goccia di Amore o Gioia quando essi discendono direttamente dall'origine nel veicolo, entrando da sopra la testa (non parlo di quando si sollevano dal basso o da dentro). Ti assicuro che sono insostenibili. Diceva la Madre che se l'esperienza si prolungasse oltre i pochi secondi, l'intero ricettacolo se ne andrebbe in fumo, bruciato letteralmente.

Ma cosa succede? Ne parli con qualcuno e la sua mente ordinaria, banale, inconsapevole, arrogante, crede di spiegare l'inspiegabile sostenendo: se dici che l'Amore fa male, vuol dire che non ami. Se dici che la Gioia fa male, vuol dire che non sai gioire delle cose. E' così facile: la natura è così bella, è bello sorridere, i bambini, gli uccellini... sei così infelice da non accorgertene? E conclude prontamente con l'accusa: ce l'hai con tutti e con tutto! Così è.

Ma personalmente, amo molto la manifestazione, e la mia profonda aspirazione è che l'umanità nel suo insieme sia liberata dalla stretta della sofferenza in cui è avvolta. Credo che tu mi possa credere. Non è che non amo, non è che non so gioire, non è che tutto ciò che è impermanente per me è da buttare via. Al contrario, credo che il sentiero in cui sono implicata sia quello che più di tutti afferma, esplicitamente, la necessità di una liberazione nella manifestazione, non oltre la manifestazione. E il fatto che constato la difficoltà del sostenere l'amore e la gioia nella loro discesa dall'origine mi preoccupa, non è un fatto secondario, per me: perchè se non riusciamo a sostenere quello, non potremo salvarci.

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Re: La scala e la via

Messaggiodi ryu no kokyu il 08/02/2010, 21:29

gigi ha scritto:
ryu no kokyu ha scritto:Tutto ciò che è all'interno della manifestazione (isvara-prajna, Hitanyagarbha-taijasa, vaisvanara-visva) è la Dea.
ciò che si definisce Nirguna è ciò che non ha nome.
che non ha nome significa che non lo puoi raggiungere con la mente sensitiva.
ciò che ha nome è ciò che è "passato dalla porta".
e quindi è manifestazione ovvero la Dea.
Se li vedi insieme (come dice lao Tse) li comprendi.
nel senso che finchè vedi la separatezza tra siva e sakti sei nel dualismo e quindi devi usare , stai usando, la mente sensitiva.

ma la Manifestazione è la Dea e la Dea si manifesta per amore.
anzi è L'AMOR CHE TUTTO MUOVE come dicevano Dante e prima di lui IBN ARABI.

in un certo senso è vero che è letteratura.
ma è letteratura "calda".
ignorare la Dea e sentire il disgusto della manifestazione, a parer mio, non è sintomo di un alto livello coscenziale ma di "letteratura fredda".
esiste Lakshmi nella tradizione, la dea benevola del benessere, la prosperità, la fortuna , la misericordia(kannon,Quan Yin, Avalokitesvara) ma esiste anche Alakshmi la dea del malessere , della sfortuna ecc.
fare "letteratura calda" vuol dire affidarsi a lakshmi.
fare "letteratura fredda" vuol dire affidarsi ad Alakshmi.
sempre all'interno della manifestazione si è.
non si sarebbe qui a scrivere al pc, a mangiare, ad ascoltare musica a scopare, a fare pipì.

la letteratura fredda è quella che ha bisognio dei luoghi di culto, dei maestri dal sorriso buddico,delle riflessione autopunitive.

la letteratura calda è quella che si bea del bellissimo spettacolo della natura.

OK..avevo inteso quella letteratura calda..perchè è viva e non un sepolcro bianco..
Dicevo semplicemente che sembra fuorviante scegliere le note bianche che ci piaccion di più e tralasciare quelle dei tasti neri:allora si direbbe che la Bellezza,la Dea, è la Manifestazione stessa,punto.
E' tutta la Tastiera che Suona.
:)


ma per ascoltare la musica occorrono buone orecchie.
e bisogna ascoltarla nella sua interezza.
ci sono misure del requiem di mozart che , prese da sole, danno quasi fastidio, nell'insieme è sublime.

un sorriso.
r.
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Re: La scala e la via

Messaggiodi gigi il 08/02/2010, 21:40

laura ha scritto: quando essi discendono direttamente dall'origine nel veicolo, entrando da sopra la testa (non parlo di quando si sollevano dal basso o da dentro). Ti assicuro che sono insostenibili. Diceva la Madre che se l'esperienza si prolungasse oltre i pochi secondi, l'intero ricettacolo se ne andrebbe in fumo, bruciato letteralmente.

adesso comprendo..
intendi dunque per amore questa breve intensa esperienza,descritta anche dalla Madre e non altro.
Va bene,mi è più chiaro ma..
e la Manifestazione ordinaria dove la metti,non è forse degna di essere investita di quell'amore?
Eccoci allora ai confini dei sepolcri bianchi, come ben metteva in guardia prima ryu...mi segui?
credo che il sentiero in cui sono implicata sia quello che più di tutti afferma, esplicitamente, la necessità di una liberazione nella manifestazione, non oltre la manifestazione. E il fatto che constato la difficoltà del sostenere l'amore e la gioia nella loro discesa dall'origine mi preoccupa, non è un fatto secondario, per me: perchè se non riusciamo a sostenere quello, non potremo salvarci.

Aspirazioni e preoccupazioni non vanno a braccetto con nessun amore,laura..
l'Amore stesso è libertà non un attimo di estasi,o la liberazione della manifestazione..dice questo A.?
Bisogna ridiscendere costantemente a se stessi,questo il coraggio necessario,piuttosto che sperare l'innalzamento di ciò che ci sta intorno per sentirci più leggeri..sollevati..nel posto giusto..

ciao,un sorriso
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Re: La scala e la via

Messaggiodi gigi il 08/02/2010, 21:44

ryu no kokyu ha scritto:ma per ascoltare la musica occorrono buone orecchie.
e bisogna ascoltarla nella sua interezza.
ci sono misure del requiem di mozart che , prese da sole, danno quasi fastidio, nell'insieme è sublime.

OK,OK..
è giusto detto.
E non sono orecchie che si comprano al mercato..

Grazie per lo scambio musicale.
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Re: La scala e la via

Messaggiodi ryu no kokyu il 08/02/2010, 21:52

gigi ha scritto:
ryu no kokyu ha scritto:ma per ascoltare la musica occorrono buone orecchie.
e bisogna ascoltarla nella sua interezza.
ci sono misure del requiem di mozart che , prese da sole, danno quasi fastidio, nell'insieme è sublime.

OK,OK..
è giusto detto.
E non sono orecchie che si comprano al mercato..

Grazie per lo scambio musicale.


lo spettacolo della manifestazione è perfetto in sè.
è la visione che è imperfetta.

aum shirng hring klim mahalakshmi namah
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Re: La scala e la via

Messaggiodi ryu no kokyu il 08/02/2010, 22:41

Narada era un santo ed in virtù dei meriti acquisiti con le pratiche ascetiche ebbe il privilegio di camminare a fianco di Dio( Visnù) e di fargli le domande che preferiva.
ma la richiesta che faceva Narada a Dio era una sola e sempre quella: "rivelami , ti prego ,il segreto della tua Maya".
Dio sorrideva senza rispondere.
Un giorno faceva molto caldo e Dio, indicando una casa in lontananza, disse:
"Ho sete: vai a prendermi dell'acqua, ti aspetterò qua."
Narada si diresse subito verso la casa, bussò e gli aprì la porta la donna più bella che avesse mai visto.
Si perse nei suoi occhi e dimenticò completamente il motivo della sua visita.
Si stabilì a casa della donna.
Si sposò,ebbe tre figli e diventò il capo del villaggio.
Trascorse 12 anni di grande felicità.
Allo scadere del dodicesimo anno un nubifragio gonfiò le acque del fiume che scorreva vicino al villaggio.
l'acqua ,uscì dagli argini, invase i campi, distrusse le case.
Narada fuggì con la moglie e i tre figli, ma un'ondata portò via il figlio minore, disperato si tuffò per tentare di salvarlo, ma un'altra onda portò via, per sempre, anche la moglie e gli altri due figli.
Narada perse i sensi. Si risvegliò sulla riva del fiume senza riuscire a fare altro che piangere disperato.
improvvisamente sentì una voce profonda come il tuono e dolce come il ronzio dell' ape nera:
"Narada hai portato l'acqua che ti ho chiesto?
E' quasi mezzora che ti aspetto."
Narada si alzò di scatto e si trovò davanti Dio, che stava davanti a lui, gli occhi ridenti ed un sorriso crudele sulle labbra.
"Ehi Narada! hai capito quale è il segreto della mia maya?"


l'universo è Maya.
lo spazio e il tempo (la misura) sono Maya.
Gli dei sono Maya.
maya è l'esistenza ed è il potere supremo dell'universo.

maya è la shakti ed è gioia creativa,bellezza, fascino, seduzione, godimento dell'esistenza.
E' impossibile non essere coivolti da Maya.
la nostra stessa esistenza nasce dall'entusiasmo con cui cediamo alle illusioni di Maya.
ciò che non è maya è al di là della nostra comprensione.
perchè l'universo (anzi l'insieme degli universi) è il sogno di Dio che dorme tranquillo sull'oceano calmo e scuro del non manifestato.
per squarciare il velo di Maya dovremmo uscire dal corpo del Dio dormiente e riuscire ad osservarlo dall'esterno.
ma niente ci può assicurare di non essere all'interno del sogno di un dio che sta sognando il dio che sogna.....
(il racconto è citato dal MATSYA PURANA ed è riportato anche in:

THE SAYING OF SRI RAMAKRISNA, Madras,1938, libro IV,cap.XXII)


un sorriso,
r.
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Re: La scala e la via

Messaggiodi gigi il 08/02/2010, 22:59

ryu no kokyu ha scritto:maya è la shakti ed è gioia creativa,bellezza, fascino, seduzione, godimento dell'esistenza.
E' impossibile non essere coivolti da Maya.
la nostra stessa esistenza nasce dall'entusiasmo con cui cediamo alle illusioni di Maya.
ciò che non è maya è al di là della nostra comprensione.

..a questo punto mi pare ci sia da discriminare bene il senso di vairayga,il distacco,
e che è tutt'altro che negazione o rifiuto della manifestazione,quanto la comprensione dell'impermanenza della manifestazione,nonchè dell'adesione prodotta dalle guaine.
Comprensione-rivelazione che guizza da quel volto di Dio con gli occhi ridenti ed un sorriso crudele sulle labbra..
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