Luce Oscura ha scritto:Interessante, potresti dire di più sulle interpretazioni del Chan e Dzogchen da parte di Nub Chen?
Al di la di cosa pensava Sangye Yeshe, in Tibet le polemiche tra Shentong e Rangtong sono andate avanti per secoli. Se vuoi fare delle ricerche ti do delle chiavi (oltre ai termini indicati prima): fondazione del monastero di Samye', il Maestro Chan
Heshang Mahayana e suo dibattito con il Maestro Indiano
Kamalashila. (VIII secolo)
Dimmi, la Trasmissione diretta potrebbe risentire delle "impressioni mentali residue" dell'allievo, visto che agisce nel divenire, e rendere non esatto il suo riconoscimento ?e,riconoscere la consapevolezza , in che senso?
Temo di non aver capito.
Si parla di trasmissione diretta, orale, simbolica.
Sono i mezzi abili (scr. Upaya, Tib Thabs) del Maestro.
Molti Maestri non Dzogchen, Ramana era uno di questi, sono naturalmete capaci di Trasmettere l'esperienza della Consapevolezza nuda.
Ci sono due tipi di Rigpa: uno e' quello assoluto, detto della base (della purezza primordiale o Ka dag da cui:
ka dag khregs chod la pratica fondamentale dello Dzogchen. L'altro quello della Via, ed e' questo che ti viene indicato. (secondo me corrisponde all'Ahamvritti cosi come lo indicava Ramana Maharshi).
Sulle latenze ci sono, certo. Emergeranno e svaniranno naturalmente dimorando nel Rigpa, si parla infatti di autoliberazione.
Chiarisco. Se sei consapevole, anche una sola volta, lo sarai per sempre, essendo la consapevolezza unica, al di là di tempo, e spazio. La riconoscerai in tutto, continuamente, e la tua pratica cesserebbe. Se, invece, essa andasse riconosciuta,mantenuta, ci sarebbe sforzo, volontà, non stato naturale.
Questo e' cruciale....sono buffi a volte gli occidentali che cercano di praticare il Trek Chod (tib.khregs chod)..rigidi come pezzi di legno...
Nel mio modo, non si è consapevoli della vera essenza di una banana, tanto per dire, e non anche di mangiarla, o del resto.
Il difficile, prima, è permanere nello stato di vuoto mentale, e si applica con la concentrazione costante, divenuta stato proprio, e Distacco, affinchè nulla divenga puntello, legame, foss'anche lo stato proprio, e la stessa consapevolezza. E, dal Distacco, rinunciando, e rinunciando al rinunciare.
Si [belle parole], un modo e' quello di arrivarci con sforzo e quindi attraverso la concentrazione [della mente in un punto, non sul vuoto], ma per Mahamudra e Dzogchen non e' l'unico [modo]. Solo la concentrazione puo' essere coltivata con sforzo, concentrazione della mente in un punto. Prerequisito questo per la visione profonda.