Milarepa

Dal Buddha allo Zen, e oltre se c'è...

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Re: Milarepa

Messaggiodi Luce Oscura il 03/03/2010, 13:14

Certo non è cosa da improvvisare. Per il corpo di luce, ne lessi la descrizione nei sei yoga di Naropa, e ne
applico ancor oggi una lieve variante, con la preliminare visualizzazione dei colori dell'arcobaleno, per poi unirli lella luce splendente. Lessi delle lettere, il fuoco, i colori, simboli. Lungo, e complesso.
Per molto tempo, è bene attenersi strettamente alle indicazioni.

Nella Mano Sinistra, si tende, in generale, a saltare diversi preliminari.
Pericoloso, ovviamente, ma viene messo in conto.
Si tiene sotto controllo la situazione con la concentrazione costante.
Alle brutte, si usano tecniche di proiezione all'esterno.
Alle bruttissime, paghi, senza rompere le scatole.
Non è una partita di tresette.
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Re: Milarepa

Messaggiodi Surya il 03/03/2010, 13:26

Luce Oscura ha scritto:Certo non è cosa da improvvisare. Per il corpo di luce, ne lessi la descrizione nei sei yoga di Naropa, e ne
applico ancor oggi una lieve variante, con la preliminare visualizzazione dei colori dell'arcobaleno, per poi unirli lella luce splendente. Lessi delle lettere, il fuoco, i colori, simboli. Lungo, e complesso.
Per molto tempo, è bene attenersi strettamente alle indicazioni.


Corpo di Luce?
Forse intendi corpo illusorio che e' uno dei sei Yoga.
Ancor di piu' del gTummo quello Yoga non ha senso senza la fase [preliminare] del Kyerim. E' come se tu volessi far circolare dell'acqua in un impianto idraulico senza averlo prima costruito. Kyerim (fase di generazione) e Dzogrim (Fase del compimento) (scr.Sampannakrama e Utpattikrama) non possono essere separati.


Nella Mano Sinistra, si tende a saltare diversi preliminari.
Pericoloso, ovviamente, ma viene messo in conto.
Si tiene sotto controllo la situazione con la concentrazione costante.
Alle brutte, si usano tecniche di proiezione all'esterno.
Alle bruttissime, paghi, senza rompere le scatole.
Non è una partita di tresette.


Tu fai confusione, me ne accorsi dai tuoi primi post.
O segui la via diretta oppure segui la via della trasformazione che ha come risultato lo stato naturale.
Ma mescolare le due non ha senso.
Confondi, elementi di pratiche di trasformazione con la via diretta.
Nella Via Diretta non ci sono Yoga.
"La morte (thànatos) è di due tipi. La prima, più conosciuta, avviene quando il corpo si separa dall'anima. La seconda, propria dei filosofi (philosòphon), quando l'anima si separa dal corpo. La seconda non accade dopo la prima"
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Re: Milarepa

Messaggiodi Luce Oscura il 03/03/2010, 13:43

Giusta osservazione. Chiarisco.
Nella Mano Sinistra (tre dita), per via Diretta si intende l'Unione di Sakti e Siva, ottenuta con la veicolazione dell'energia (kundalini), con tramite , o senza.
Non lo stato Naturale come previsto nello Dzogchen.

Sì, visualizzazione del corpo illusorio.
Sto nel generico, per non fuorviare lettori, ma nella Mano Sinistra, si agisce diversamente.
Si può utilizzare qualsiasi pratica, ortodossa, o meno.
Previa padronanza di asana, pranayama, pratyhara, dharana, dhyana.
E distacco.
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Re: Milarepa

Messaggiodi Surya il 03/03/2010, 14:21

Luce Oscura ha scritto:Giusta osservazione. Chiarisco.
Nella Mano Sinistra (tre dita), per via Diretta si intende l'Unione di Sakti e Siva, ottenuta con la veicolazione dell'energia (kundalini), con tramite , o senza.
Non lo stato Naturale come previsto nello Dzogchen.



Nello Dzogchen non c'e' nulla da ottenere, tutto e' perfetto cosi come e'.
Se c'e' qualcosa da ottenere non e' via Diretta.
Dici di conoscere l'Avadhutgita .....
Simbolo dello Dzogchen e' Samantabhadra in unione con Samantabhadri.
Qui il vuoto e' femminile, mentre in ShivaShakti e' maschile, e' Shiva. Ma si tratta solo di simboli di qualcosa che non e' mai stato separato. Questo e' lo stato naturale.

Immagine



Sì, visualizzazione del corpo illusorio.
Sto nel generico, per non fuorviare lettori, ma nella Mano Sinistra, si agisce diversamente.
Si può utilizzare qualsiasi pratica, ortodossa, o meno.
Previa padronanza di asana, pranayama, pratyhara, dharana, dhyana.
E distacco.


Allora non e' una via Diretta ma di Trasformazione* [necessaria].

* Tantra
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Re: Milarepa

Messaggiodi Luce Oscura il 03/03/2010, 18:13

Ho compreso cosa intendi con stato Naturale. Molto simile alla Via del Tao.
E al Ch'an. Il vertice è uguale per tutte le vie.
Uso il termine Diretta per indicare un modo privo di passaggi intermedi.
Non da muladhara ad ajna, ma "In" ajna, direttamente.
Certo, si adopera la volontà, che tu, invece, lasci fluire , non" volendo".
Dici : se voglio, non è più naturale.
Però, scusa, non è sempre un atto di volontà?
potresti spiegarmi?
Simbolo molto...evocativo.
Anche nella Mano Sinistra si usano i termini SaktiSiva, SivaSakti, MayaSakti, SaktiMaya, a seconda del prevalere della caratteristica principale, il resto è uguale. si adopera anche la visualizzazione di Siva come Vuoto, femminile, e sakti come Pieno, maschile, sia singolarmente, che come l'uno nell'altro, separati- uniti.
E' tantra, ma non di trasformazione, non essendoci mai stata la separazione.
E' (ri)unire l'inseparato. Stiamo parlando della stessa cosa.
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Re: Milarepa

Messaggiodi gigi il 03/03/2010, 20:22

Luce Oscura ha scritto:Però, scusa, non è sempre un atto di volontà?.

trovo abbastanza originale che chi si ritiene asparsin parli di volontà personale..
eppure da molte cose che affermi ,questo agente in cui ti poni e identifichi,sembra essere il motore di tutta la tua pratica:mi sembra piuttosto l'acquisizione-ambizione di poteri-siddhi da parte di un mago..
Impressione personale,ma dovuta :)
"se le tue parole non valgono piu del tuo silenzio, taci"
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Re: Milarepa

Messaggiodi Surya il 04/03/2010, 8:49

Luce Oscura ha scritto:Ho compreso cosa intendi con stato Naturale. Molto simile alla Via del Tao.
E al Ch'an. Il vertice è uguale per tutte le vie.



Rispetto al Chan sono state dette molte cose. Proprio quel mago di Nub Chen Sangye Yeshe, padre del lignaggio dei Ngagpa, dedica un capitolo del suo Samten Migdron a Chan e Dzogchen.

Però, scusa, non è sempre un atto di volontà?


Si e no. L'insegnamento, si basa sulla Trasmissione Diretta da parte del Maestro (Rig-pa'i ngo-sprod) del Rigpa (scr. Vidya, ma il significato che piu' si avvicina nella nostra lingua e' consapevolezza). L'allievo ne deve fare esperienza anche solo momentaneamente, ci deve essere un riconoscimento (tib. ngo shes).
A questo punto inizia la pratica.
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Re: Milarepa

Messaggiodi Luce Oscura il 04/03/2010, 10:51

Interessante, potresti dire di più sulle interpretazioni del Chan e Dzogchen da parte di Nub Chen?

Dimmi, la Trasmissione diretta potrebbe risentire delle "impressioni mentali residue" dell'allievo, visto che agisce nel divenire, e rendere non esatto il suo riconoscimento ?e,riconoscere la consapevolezza , in che senso?
Temo di non aver capito.
Chiarisco. Se sei consapevole, anche una sola volta, lo sarai per sempre, essendo la consapevolezza unica, al di là di tempo, e spazio. La riconoscerai in tutto, continuamente, e la tua pratica cesserebbe. Se, invece, essa andasse riconosciuta,mantenuta, ci sarebbe sforzo, volontà, non stato naturale.
Nel mio modo, non si è consapevoli della vera essenza di una banana, tanto per dire, e non anche di mangiarla, o del resto.
Il difficile, prima, è permanere nello stato di vuoto mentale, e si applica con la concentrazione costante, divenuta stato proprio, e Distacco, affinchè nulla divenga puntello, legame, foss'anche lo stato proprio, e la stessa consapevolezza. E, dal Distacco, rinunciando, e rinunciando al rinunciare.
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Re: Milarepa

Messaggiodi Surya il 04/03/2010, 13:06

Luce Oscura ha scritto:Interessante, potresti dire di più sulle interpretazioni del Chan e Dzogchen da parte di Nub Chen?


Al di la di cosa pensava Sangye Yeshe, in Tibet le polemiche tra Shentong e Rangtong sono andate avanti per secoli. Se vuoi fare delle ricerche ti do delle chiavi (oltre ai termini indicati prima): fondazione del monastero di Samye', il Maestro Chan Heshang Mahayana e suo dibattito con il Maestro Indiano Kamalashila. (VIII secolo)

Dimmi, la Trasmissione diretta potrebbe risentire delle "impressioni mentali residue" dell'allievo, visto che agisce nel divenire, e rendere non esatto il suo riconoscimento ?e,riconoscere la consapevolezza , in che senso?
Temo di non aver capito.


Si parla di trasmissione diretta, orale, simbolica.
Sono i mezzi abili (scr. Upaya, Tib Thabs) del Maestro.
Molti Maestri non Dzogchen, Ramana era uno di questi, sono naturalmete capaci di Trasmettere l'esperienza della Consapevolezza nuda.

Ci sono due tipi di Rigpa: uno e' quello assoluto, detto della base (della purezza primordiale o Ka dag da cui: ka dag khregs chod la pratica fondamentale dello Dzogchen. L'altro quello della Via, ed e' questo che ti viene indicato. (secondo me corrisponde all'Ahamvritti cosi come lo indicava Ramana Maharshi).
Sulle latenze ci sono, certo. Emergeranno e svaniranno naturalmente dimorando nel Rigpa, si parla infatti di autoliberazione.

Chiarisco. Se sei consapevole, anche una sola volta, lo sarai per sempre, essendo la consapevolezza unica, al di là di tempo, e spazio. La riconoscerai in tutto, continuamente, e la tua pratica cesserebbe. Se, invece, essa andasse riconosciuta,mantenuta, ci sarebbe sforzo, volontà, non stato naturale.


Questo e' cruciale....sono buffi a volte gli occidentali che cercano di praticare il Trek Chod (tib.khregs chod)..rigidi come pezzi di legno...

Nel mio modo, non si è consapevoli della vera essenza di una banana, tanto per dire, e non anche di mangiarla, o del resto.
Il difficile, prima, è permanere nello stato di vuoto mentale, e si applica con la concentrazione costante, divenuta stato proprio, e Distacco, affinchè nulla divenga puntello, legame, foss'anche lo stato proprio, e la stessa consapevolezza. E, dal Distacco, rinunciando, e rinunciando al rinunciare.


Si [belle parole], un modo e' quello di arrivarci con sforzo e quindi attraverso la concentrazione [della mente in un punto, non sul vuoto], ma per Mahamudra e Dzogchen non e' l'unico [modo]. Solo la concentrazione puo' essere coltivata con sforzo, concentrazione della mente in un punto. Prerequisito questo per la visione profonda.
"La morte (thànatos) è di due tipi. La prima, più conosciuta, avviene quando il corpo si separa dall'anima. La seconda, propria dei filosofi (philosòphon), quando l'anima si separa dal corpo. La seconda non accade dopo la prima"
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Re: Milarepa

Messaggiodi Luce Oscura il 04/03/2010, 18:24

Ti ringrazio per il tempo dedicatoci e la competenza e la chiarezza con cui hai esposto.

Ai piedi della montagna, uno spaccapietre.
Ferro, e roccia.
Un colpo dopo l'altro,
sempre uguale, sempre diverso.
Disegna mandala di schegge,
Stelle, Circoli,e Quadrati.
Disfa ciò che non può esser mantenuto.
Eppure, ancor oggi,
il suo ruggito risuona.
Luce Oscura
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