
Impadronirsi della Vita
Ramakhrisna Mission: Seminario sul Karmayoga – aprile 2007
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Come esempio possiamo dire che tu, persona, sei il microcosmo del macrocosmo cioè sei una proiezione olistica: rappresenti l'intero, l'universo. Il Vedanta dice specificatamente che tu sei il Jiva che in realtà è l'Atman che è il Brahman, l'Assoluto e chiamiamo processo di ascesi il ripristino di questa Identità, di questa Consapevolezza.
Ma dovremmo interrogarci in altro modo.
Se qui c'è Brahman, che si manifesta come Atman che a sua volta diviene Jiva, è perché lo si voleva. Evidentemente, se c'è una manifestazione, c'era l'anelito di vivere questa esperienza nel manifesto, di precipitarsi, di amarsi nella dualità, nella molteplicità. Altrimenti sarebbe rimasto l'Assoluto, a viversi “lassù” in quanto Assoluto. Ecco perché non dobbiamo fuggire, annullare, cancellare il vivere questa vita. Bello il desiderio ed i discorsi di vivere la contemplazione, la beatitudine su livelli più alti. Ma se noi fossimo veramente delle persone pronte per quello, non ci saremmo sposati, non avremmo avuto figli, non ci piacerebbe quel ragazzo carino o quella ragazza carina, non vorremmo avere un altro figlio, non penseremmo alla casa in campagna, non penseremmo! Avremmo un vuoto attorno. Il vuoto di queste cose.
Se invece abbiamo una famiglia vuol dire che ci sono delle cause che sono giunte in effetto e che dobbiamo comunque viverle in maniera serena e naturale o altrimenti con sofferenza. Allora occorre cominciare a ritrovarsi, cominciare a dare spazio a quell' "altra" parte, vivendosela, secondo i suoi tempi di modo che poi quelle azioni siano svolte nella piena presenza. Ma se invece sono sempre in fuga da quel presente perché ne sto inseguendo un altro, ed ecco che c'è sofferenza. Noi non possiamo essere altro da ciò che siamo e per questo dobbiamo stare nel nostro presente, essere coscienti del nostro presente. Se sbatto contro una porta, il mio presente evidentemente non è quella porta perché sto pensando ad altro. Sto attraversando una porta che in quel momento non fa parte del mio presente e ci vado a sbattere contro perché c'è un altro presente che non sto vivendo. Quindi debbo ripristinare e riprendere possesso di tutti quei presenti che non ho vissuto.
Se fate caso, non ho mai parlato di realizzazione. Quello di cui parliamo nell'ambito tradizionale è il ripristino di noi stessi, nella nostra posizione coscienziale, nella nostra consapevolezza. Mi auguro che dopo questo incontro ci si indirizzi ad essere coscienti di essere una madre o un padre, di avere un dharma, di avere una nostra posizione coscienziale, di avere dei doveri e di fare il cammino spirituale di integrazione come madre, padre, moglie, marito, figlio, figlia...
Ci sono persone che per realizzazione intendono samadhi, jivamukti e altre cose. Ma, ripeto, Tradizione significa ripristinare un percorso di vita tradizionale. L'unica cosa che potete realizzare è la vostra quotidianità: realizzare di essere una persona normale.
E' incominciare a navigare a vista nel nostro mare, con la nostra barca, con i nostri mezzi, i nostri strumenti. Cioè smettere di servirci della mente per prendere mille verità da tutte le parti per poterci giustificare di ogni cosa. Perché in noi troveremmo tutte le verità, tutte le risposte, tutte le spiegazioni del mondo, ma esse non ci servono assolutamente a nulla perché, se fossero servite a qualcosa, siccome sono scritte da migliaia di anni, tutta l'umanità si sarebbe realizzata, ma non lo è. Ed ancora continuiamo a cercare! Allora proviamo a dirci "fermo!" ed iniziamo a vivere al meglio da adesso la nostra vita, i nostri affetti, il nostro lavoro, le nostre famiglie ed essere un buon marito, una buona moglie; e se voglio essere un cattivo marito va bene: sarò un cattivo marito, ma lo sarò al meglio. Incominciamo a praticare per come siamo con la massima serenità; non cerchiamo di cambiarci ma cominciamo piano piano ad essere presenti alle nostre azioni nella vita di ogni giorno. Piano piano, con dolcezza. Poi a poco a poco, senza forzature e senza farci trascinare dalle chimere della mente/ego, inizieremo ad introdurci nel bhakti yoga, nel jnana yoga e via dicendo, per poi dedicarvicisi interamente quando il dharma ce lo indicherà,
Impadroniamoci quindi delle nostre vite!
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