Nel contempo il brano mi piace molto, lo leggo e lo rileggo e mi pare di afferrarne qualcosa ogni volta.
Un paio di persone mi hanno anche scritto in privato ringraziandomi per il brano.
Forse è meglio ringraziare Bodhananda per la sua bodhi così chiara e capace di generare in ognuno riflessioni creative: che creano semi che potranno germogliare e fruttificare.
Riassuntino.
Nel brano si parla del Guardiano della soglia secondo la tradizione orientale.
Verso la fine del brano viene fuori che i guardiani della soglia sono molti.
Gli strati della cipolla che stiamo tentando di perforare con la lama della discriminazione?
Però il Guardiano, quello feroce, è uno, quando ci avviciniamo alla battaglia finale siamo molto sofferenti, più ancora di quando incontriamo i piccoli guardiani delle "sale del castello".
Bodhananda fa l'esempio del letto di chiodi: tanti chiodi, poco dolore.
Un solo chiodo, la ferita è lacerante e sono guai.
Il Guardiano della soglia, o uno dei guardiani più feroci, per me, è la paura di perdere la propria individualità.
Il non riuscire a capire/convincermi che una volta trasfusa nell'Uno, mi divertirò e amerò la manifestazione come riesco a fare ora che sono in un corpo.
Per anni mi sono consolata con l'idea che "sarei tornata" girando sulla ruota, per imparare sempre cose nuove, per essere più felice, amare di più, persone più belle, amori perfetti, fiabe meravigliose, svelando misteri sempre più misteriori e impadronendomi di segreti segretissimi...
immaginazione consolatoria.
Il gioco fa acqua da tutte le parti.
La ruota gira per chi vi è intrappolato.
Se voglio scendere dalla giostra devo tornare al centro e non avere paura di pedere l'individualità.
Che è solo un miraggio.
Il brano sul guardiano della soglia si conclude con la chiosa su Ahamkara tratta dal glossario sanscrito dell'Ashram vidya.
Il senso dell'io, creduto reale e da combattere, è forse il Guardiano più feroce della soglia?
Mi sono molto piaciute le riflessioni di Surya che richiamano trasversalmente il Guardiano della soglia.
Lui parla di "identificazione emotiva" un concetto che mi piacerebbe approfondire.
Riporto uno stralcio del suo passo:
Quale bag chags (vasana) ti ha portato a vivere una tale identificazione emotiva?
Questo si che e' importante.
Sono sicurissimo che sai bene di cosa si tratta.
Quante volte ti e' gia' accaduto?
Troppe.
Accade anche a me.
Sono ferite profonde, impresse nell'Anima.
Sono o [e'] cio' che e' da purificare.
Magari e' il guardiano della soglia stesso.
Dietro alle nuvole c'e' sempre il Sole
