AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Confronti & tenzoni

Moderatore: ryu no kokyu

AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi fabio il 29/09/2008, 6:47

paura

Mi viene da piangere. Ogni volta che mi guardo, che guardo me stesso, mi viene da piangere. Non so perché. In realtà ho la lacrima facile.

Non ho voglia di emergere, non ho voglia di lottare, non ho voglia di fare un razzo. Ora non ho voglia di parlare. Ma in qualche modo lo sto facendo. Ho paura. Paura di rimanere senza lavoro, paura di vivere, paura di tutto quello che ho e ho paura di perdere.

Sono solo. Gli amici, la famiglia, sono ombre. Amo mio figlio, amo mia moglie, ma la dipendenza da loro mi fa paura. Eppure li ho cercati, da quando ero piccolo. Ho sempre cercato l’amore di una donna. Forse non sono senza lei.

Mi chiedono tutti un sacco di cose. Io però non so niente. Se potessero vedere come mi sento fragile. Se potessero vedere il mio nodo alla gola. Fingo, fingo di continuo, fingo con gli altri, fingo con me stesso.

Ad ansedonia paolo disse, “sei più sincero di…” ma che castroneria. La mia rabbia è furia. Vorrei urlare di lasciarmi stare, vorrei urlare e spegnere tutto. Vorrei urlare e spegnere tutto.

C’è sempre qualcosa da fare. C’è sempre qualcuno che chiede. In realtà non ho voglia di fare niente per nessuno. A volte vorrei chiudere gli occhi e basta. Svegliarmi il mattino è il sacrificio più grande. Sto bene solo quando dormo. Perché non sono. Ah no. Anche quando faccio l’amore. Per un istante anche quando faccio l’amore. Il mondo è fuori. Non esiste. Non esistere. Questo mi sembra bello.

Maya è meravigliosa. Mah, non so perché da una parte lo capisco, dall’altra no.

lotto. lottavo in palestra, volevo affermarmi. ferire gli altri, apparire più forte mi dava un senso di potenza. nei bar entravo e controllavo tutto. tutti potenziali nemici. sapevo chi c'era davanti e chi c'era alle mie spalle. sapevo chi entrava e chi usciva. cercavo gli occhi delle faccie da razzo. per litigare. non è quasi mai capitato. ma l'ho raccontato. ho raccontato di aver ferito, di aver picchiato di aver fatto sanguinare.

da piccolo sognavo di sognarmi e che uscivo dal corpo. era bellissimo, ma che brutto quando tornavo indietro. e non sono più tornato. sono rimasto qua.

mi dicono che è così. che la mia realtà è quella perfetta, è quella più giusta, ma a me non piace. devo farmela piacere? devo convincermi? sembra un giochino che può aiutare a vivere meglio, ma mi fa incazzare.

ecco qua. quello che vivo non mi piace, e cerco rifugio. ho paura anche di vivere.
Il barlume della candela, è “la scienza della realtà”: il calore della candela, “è “la realtà della realtà”; ricollegarsi alla candela (bruciante), è il Reale della realtà.
Farid ad-Din Attar


è la mente che crea l'oggetto percepito.
R.
fabio
Anassimene
 
Messaggi: 577
Iscritto il: 05/08/2008, 6:57

Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi Riccardo il 29/09/2008, 9:34

Tanto cerchiamo la sicurezza
e la felicita' negli oggetti esterni
tanto non siamo capaci di Amare
e tanto abbiamo paura.
Parlo di una forma di Amore
che non e' mera affezione
parlo di una forma di Amore
che e' l'antidoto alla paura.
Questo e' cio' che osservo in me.
Fiorisce nel cuore
quella forma di Amore
e' presenza
ascolto.
Il Vuoto e' il nulla
senza quel Sole
che risplende
nel Suo spazio immenso.
Cosi e' presenza
spazio
conoscenza.
E' contagiosa/o
perche' si espande
ai tuoi cari
e da loro
agli altri.
Spesso me ne dimentico
e allora ho paura
e quando ho paura
me ne ricordo
e torno ad accucciarmi
nel silenzio del cuore
dove trovo il calore
dopo aver avuto ancora
una volta freddo.

E' li
sempre presente
da sempre con te
non ti ha mai abbandonato
lascia che le nuvole se ne vadano
e sbracati li
ai raggi
di quell'unico Sole.
Il grand verdetto e' verace, ma le tue idee sono false, perche' tutte le idee lo sono.
Sri Nisargadatta Maharaji
Riccardo
Anassimene
 
Messaggi: 530
Iscritto il: 15/09/2008, 9:23

Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi fabio il 29/09/2008, 9:57

Ciascun confusamente un bene apprende
nel qual si queti l'animo, e disira;
per che di giugner lui ciascun contende.
Se lento amore a lui veder vi tira
o a lui acquistar, questa cornice,
dopo giusto penter, ve ne martira.
Altro ben è che non fa l'uom felice;
non è felicità, non è la buona
essenza, d'ogne ben frutto e radice.
L'amor ch'ad esso troppo s'abbandona,
di sovr'a noi si piange per tre cerchi;
ma come tripartito si ragiona,
tacciolo, acciò che tu per te ne cerchi".
Il barlume della candela, è “la scienza della realtà”: il calore della candela, “è “la realtà della realtà”; ricollegarsi alla candela (bruciante), è il Reale della realtà.
Farid ad-Din Attar


è la mente che crea l'oggetto percepito.
R.
fabio
Anassimene
 
Messaggi: 577
Iscritto il: 05/08/2008, 6:57

Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi Riccardo il 29/09/2008, 10:38

:roll: :roll: :roll:

Immagine





:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Il grand verdetto e' verace, ma le tue idee sono false, perche' tutte le idee lo sono.
Sri Nisargadatta Maharaji
Riccardo
Anassimene
 
Messaggi: 530
Iscritto il: 15/09/2008, 9:23

Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi fabio il 29/09/2008, 12:23

Buio.

Fa freddo. Fa caldo, non fa niente.

Sei solo per questo qua. E non ti preoccupare perché qualcuno ci pensa sempre. Pensa per te, pensa di te, non sai nemmeno di esistere se non negli occhi dell’altro.

Chi sono io? Io non sono niente, nemmeno un alito di vento. Il pensiero viene e va, non si ferma mai, non può fermarsi, se si fermasse sarebbe morto. Mai sentito parlare di un pensiero morto.

Chi sono io? Ricordo un sogno.

Un gatto con tre zampe che ho seguito fino ad un ponte. Poi si è buttato nel fiume. E’ scomparso. La strada di fronte a me è lunga, buia, tetra. Fa paura. Mi si gela il sangue, strana sensazione in un sogno. Chiudo gli occhi e li riapro. Decido di andare avanti. Con tutte le mie forze. La strada non era ne lunga ne buia. In un passo sono arrivato alla fine. Buffo.

Trovo un uomo che è ubriaco e ha fatto un incidente. Lo aiuto e mi graffio. Non fa niente, è solo un graffio.

Andare a ruota libera, è quello che sto facendo, non mi interessa. Sono pazzo? E chi se ne infischia? Troppo tempo passato ad essere giudicati, troppo tempo passato ad esser vivo solo negli occhi dell’altro. Chi è l’altro? Ma soprattutto, chi se ne frega?

Un muro bianco. Un esplosione, una contrazione. Una involuzione. Ed eccomi qua. Come si torna a casa?

Sono bravo a sparare. Non so perché ho un’ottima mira. Da piccolo giocavo con un fucile ad aria compressa di mio padre. Ero seduto su di un gradino e vidi un passero su un albero. Gli sparai. E lo presi. Ottimo tiro, saranno stati 20 metri, avevo credo 8 anni.

Vidi il passero crollare su di un tetto. Mi venne un nodo alla gola. Gettai il fucile, corsi su di un albero e poi arrivai sul tetto. Cercai il passero. Era li e mi guardava, vivo, con il collo strisciato da un rigolo di sangue. Allungai una mano per afferrarlo, volevo curarlo, volevo scusarmi. Mi guardava con occhi espressivi, non so come. Era paura. Era terrore. Volò via.

Degli amici di mio padre mi chiamarono “assassino”. Non sparai più a niente.

Ora le mani si sono informicolate. Strana cosa quelle delle mani. Basta portare loro l’attenzione che subito ti ascoltano. Hanno la capacità di far passare stati ansiosi e attacchi di panico. Sono calme, sono calde. Se si potesse lavorare con tutto il corpo con la stessa semplicità delle mani sarebbe bellissimo. La spalle invece, sono sempre contratte. Come il ventre. E’ difficile respirare. Dicono di ascoltare il respiro, e poi ti propinano degli esercizi per controllare od indirizzare. Non capisco. Ma sono sempre stato un po’ “lento”.

Mi piace questa cosa dello scrivere liberamente. L’episodio del passero non so da dove sia venuto fuori. Pensavo fosse cosa rimossa.

boh
Il barlume della candela, è “la scienza della realtà”: il calore della candela, “è “la realtà della realtà”; ricollegarsi alla candela (bruciante), è il Reale della realtà.
Farid ad-Din Attar


è la mente che crea l'oggetto percepito.
R.
fabio
Anassimene
 
Messaggi: 577
Iscritto il: 05/08/2008, 6:57

Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi ryu no kokyu il 29/09/2008, 18:50

paura

Mi viene da piangere. Ogni volta che mi guardo, che guardo me stesso, mi viene da piangere. Non so perché. In realtà ho la lacrima facile.

Non ho voglia di emergere, non ho voglia di lottare, non ho voglia di fare un razzo. Ora non ho voglia di parlare. Ma in qualche modo lo sto facendo. Ho paura. Paura di rimanere senza lavoro, paura di vivere, paura di tutto quello che ho e ho paura di perdere.


paura è desiderio.
Desiderio è vedere con glio occhi
Desiderio è udire i suoni con le orecchie.
desiderio è odorare i profumi con il naso.
desiderio è far nascere anche un solo pensiero


celata all'interno del cuore vi è la natura autentica, priva di desiderio.
che viene frenata e trattenuta dalle emozioni e dai sentimenti grossolani.


"E' la stessa mente
che guida la mente fuori strada,
della mente non essere dimentico"


(canzone tradizionale giapponese)
ryu no kokyu
Anassimene
 
Messaggi: 3048
Iscritto il: 13/06/2008, 21:26

Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi sky il 29/09/2008, 19:14

fabio ha scritto:paura

Mi viene da piangere. Ogni volta che mi guardo, che guardo me stesso, mi viene da piangere. Non so perché. In realtà ho la lacrima facile.

Non ho voglia di emergere, non ho voglia di lottare, non ho voglia di fare un razzo. Ora non ho voglia di parlare. Ma in qualche modo lo sto facendo. Ho paura. Paura di rimanere senza lavoro, paura di vivere, paura di tutto quello che ho e ho paura di perdere.

Sono solo. Gli amici, la famiglia, sono ombre. Amo mio figlio, amo mia moglie, ma la dipendenza da loro mi fa paura. Eppure li ho cercati, da quando ero piccolo. Ho sempre cercato l’amore di una donna. Forse non sono senza lei.

Mi chiedono tutti un sacco di cose. Io però non so niente. Se potessero vedere come mi sento fragile. Se potessero vedere il mio nodo alla gola. Fingo, fingo di continuo, fingo con gli altri, fingo con me stesso.

Ad ansedonia paolo disse, “sei più sincero di…” ma che castroneria. La mia rabbia è furia. Vorrei urlare di lasciarmi stare, vorrei urlare e spegnere tutto. Vorrei urlare e spegnere tutto.

C’è sempre qualcosa da fare. C’è sempre qualcuno che chiede. In realtà non ho voglia di fare niente per nessuno. A volte vorrei chiudere gli occhi e basta. Svegliarmi il mattino è il sacrificio più grande. Sto bene solo quando dormo. Perché non sono. Ah no. Anche quando faccio l’amore. Per un istante anche quando faccio l’amore. Il mondo è fuori. Non esiste. Non esistere. Questo mi sembra bello.

Maya è meravigliosa. Mah, non so perché da una parte lo capisco, dall’altra no.

lotto. lottavo in palestra, volevo affermarmi. ferire gli altri, apparire più forte mi dava un senso di potenza. nei bar entravo e controllavo tutto. tutti potenziali nemici. sapevo chi c'era davanti e chi c'era alle mie spalle. sapevo chi entrava e chi usciva. cercavo gli occhi delle faccie da razzo. per litigare. non è quasi mai capitato. ma l'ho raccontato. ho raccontato di aver ferito, di aver picchiato di aver fatto sanguinare.

da piccolo sognavo di sognarmi e che uscivo dal corpo. era bellissimo, ma che brutto quando tornavo indietro. e non sono più tornato. sono rimasto qua.

mi dicono che è così. che la mia realtà è quella perfetta, è quella più giusta, ma a me non piace. devo farmela piacere? devo convincermi? sembra un giochino che può aiutare a vivere meglio, ma mi fa incazzare.

ecco qua. quello che vivo non mi piace, e cerco rifugio. ho paura anche di vivere.

io terrei conto di una cosa secondo me basilare: la ricerca spirituale è estremamente dolorosa, soprattutto perchè l'ego, e con lui tutti i suoi ideali di Perfezione (amore perfetto, amicizie perfette, professione/lavoro perfetto, conto in banca perfetto :mrgreen: ) devono essere visti, accettati e lasciati andare.
Il problema è che non se ne vogliono andare.
Altra cosa, connessa alla ricerca spirituale, mi spiegava lo Swami Veethamohananda, è l'affiorare delle pulsioni provenienti dall'influenza dei 14 nonni (come li chiamo io) cioè dai semi/tracce (positivi e negativi) lasciati dagli avi di 7 generazioni da parte di padre e 7 da parte di madre.
Non ci puoi fare niente, mi diceva quando io lo scassavo sul fatto che mi ritrovavo a soffrire per questo o per quello, o ad arrabbiarmi, o a delirare, o a temere...
man mano che li riconosci se ne vanno, ma non puoi impedire che affiorino, è inevitabile, necessario.
Molto importante l'accettazione di sè, dimenticando qualsiasi ideale di perfezione tu abbia cucito per indossarlo...
sei così, domani sarai cosà.
Come sei va benissimo.
L'importante è che continui a trasformarti, se ristagni per un po' pazienza.
ciao
sky
sky
Anassimene
 
Messaggi: 1917
Iscritto il: 17/06/2008, 13:18

Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi fabio il 30/09/2008, 6:30

grazie

ma credevo fosse il gioco del massacro, non delle carezze.

sono pieni i libri di buoni consigli

sono pieni gli amici di buoni consigli

sono pieni gli istruttori di buoni consigli

"desiderio".

desidero tutto. ogni cosa, e ogni altra ancora. battito di ali. ecco come deve essere. un battito d'ali e tutto deve essere qui e ora, per me. ma non trovo mai pace. questo, quello, quell'altro ancora, non c'è pace in questo desiderio. allora si desidera ciò che non si può mai avere.

Dio.

Così si rimane in quel costante limbo di costante desiderio che fa apparire che tu sei vivo. ma non è vero. tu sei morto.

Dio. ah già! che stupido...qualcuno dice di guardarmi dentro...

quando mi guardo dentro vedo sempre più ego. e più mi guardo dentro e più ego vedo.ho paura che sia un pozzo senza fondo. ma se paura è desiderio, forse desidero che sia un pozzo senza fondo.
Il barlume della candela, è “la scienza della realtà”: il calore della candela, “è “la realtà della realtà”; ricollegarsi alla candela (bruciante), è il Reale della realtà.
Farid ad-Din Attar


è la mente che crea l'oggetto percepito.
R.
fabio
Anassimene
 
Messaggi: 577
Iscritto il: 05/08/2008, 6:57

Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi ryu no kokyu il 30/09/2008, 7:07

Sono bravo a sparare. Non so perché ho un’ottima mira. Da piccolo giocavo con un fucile ad aria compressa di mio padre. Ero seduto su di un gradino e vidi un passero su un albero. Gli sparai. E lo presi. Ottimo tiro, saranno stati 20 metri, avevo credo 8 anni.

Vidi il passero crollare su di un tetto. Mi venne un nodo alla gola. Gettai il fucile, corsi su di un albero e poi arrivai sul tetto. Cercai il passero. Era li e mi guardava, vivo, con il collo strisciato da un rigolo di sangue. Allungai una mano per afferrarlo, volevo curarlo, volevo scusarmi. Mi guardava con occhi espressivi, non so come. Era paura. Era terrore. Volò via.

Degli amici di mio padre mi chiamarono “assassino”. Non sparai più a niente.

Ora le mani si sono informicolate. Strana cosa quelle delle mani. Basta portare loro l’attenzione che subito ti ascoltano. Hanno la capacità di far passare stati ansiosi e attacchi di panico. Sono calme, sono calde. Se si potesse lavorare con tutto il corpo con la stessa semplicità delle mani sarebbe bellissimo. La spalle invece, sono sempre contratte. Come il ventre. E’ difficile respirare. Dicono di ascoltare il respiro, e poi ti propinano degli esercizi per controllare od indirizzare. Non capisco. Ma sono sempre stato un po’ “lento”.

Mi piace questa cosa dello scrivere liberamente. L’episodio del passero non so da dove sia venuto fuori. Pensavo fosse cosa rimossa.

la cosa più terribile del cattolicesimo è l'educazione al senso di colpa.

colpisci un passero?
finiscilo.
spennalo.
cuocilo e mangiatelo.

il senso di colpa è un infanticida.
ryu no kokyu
Anassimene
 
Messaggi: 3048
Iscritto il: 13/06/2008, 21:26

Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi fabio il 30/09/2008, 7:47

paolo proietti ha scritto:la cosa più terribile del cattolicesimo è l'educazione al senso di colpa.

colpisci un passero?
finiscilo.
spennalo.
cuocilo e mangiatelo.

il senso di colpa è un infanticida.


partiamo dal corpo?

patanjali è il serpente. Fallo salire alla nuca.

Immagine

una vagina in mezzo alla fronte.
è eccitante.
senzo qualcosa che si informicola.
sento "vivo" sotto i testicoli, sento "vivo" sulla fronte, sento "vivo" sulla fontanella. le mani sono pesanti, sono enormi. si divaricano, vanno indietro. il petto si apre. in mezzo non sento niente. il corpo è diviso. testicoli e nuca. in mezzo è spento.

manca un passaggio?

nel momento che sento "vivo" penso "sento vivo" e la mente è già li. solo il movimento rigeneratore mi sembrava "vivo". Vivo, spontaneo, selvaggio, senza regole, nauseante. ma la mente non c'era. o sembrava non esserci? no, non c'era, era come scopare a 16 anni, in piedi contro il muro della chiesa.

fa
Il barlume della candela, è “la scienza della realtà”: il calore della candela, “è “la realtà della realtà”; ricollegarsi alla candela (bruciante), è il Reale della realtà.
Farid ad-Din Attar


è la mente che crea l'oggetto percepito.
R.
fabio
Anassimene
 
Messaggi: 577
Iscritto il: 05/08/2008, 6:57

Prossimo

Torna a Dojo

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite