paura
Mi viene da piangere. Ogni volta che mi guardo, che guardo me stesso, mi viene da piangere. Non so perché. In realtà ho la lacrima facile.
Non ho voglia di emergere, non ho voglia di lottare, non ho voglia di fare un razzo. Ora non ho voglia di parlare. Ma in qualche modo lo sto facendo. Ho paura. Paura di rimanere senza lavoro, paura di vivere, paura di tutto quello che ho e ho paura di perdere.
Sono solo. Gli amici, la famiglia, sono ombre. Amo mio figlio, amo mia moglie, ma la dipendenza da loro mi fa paura. Eppure li ho cercati, da quando ero piccolo. Ho sempre cercato l’amore di una donna. Forse non sono senza lei.
Mi chiedono tutti un sacco di cose. Io però non so niente. Se potessero vedere come mi sento fragile. Se potessero vedere il mio nodo alla gola. Fingo, fingo di continuo, fingo con gli altri, fingo con me stesso.
Ad ansedonia paolo disse, “sei più sincero di…” ma che castroneria. La mia rabbia è furia. Vorrei urlare di lasciarmi stare, vorrei urlare e spegnere tutto. Vorrei urlare e spegnere tutto.
C’è sempre qualcosa da fare. C’è sempre qualcuno che chiede. In realtà non ho voglia di fare niente per nessuno. A volte vorrei chiudere gli occhi e basta. Svegliarmi il mattino è il sacrificio più grande. Sto bene solo quando dormo. Perché non sono. Ah no. Anche quando faccio l’amore. Per un istante anche quando faccio l’amore. Il mondo è fuori. Non esiste. Non esistere. Questo mi sembra bello.
Maya è meravigliosa. Mah, non so perché da una parte lo capisco, dall’altra no.
lotto. lottavo in palestra, volevo affermarmi. ferire gli altri, apparire più forte mi dava un senso di potenza. nei bar entravo e controllavo tutto. tutti potenziali nemici. sapevo chi c'era davanti e chi c'era alle mie spalle. sapevo chi entrava e chi usciva. cercavo gli occhi delle faccie da razzo. per litigare. non è quasi mai capitato. ma l'ho raccontato. ho raccontato di aver ferito, di aver picchiato di aver fatto sanguinare.
da piccolo sognavo di sognarmi e che uscivo dal corpo. era bellissimo, ma che brutto quando tornavo indietro. e non sono più tornato. sono rimasto qua.
mi dicono che è così. che la mia realtà è quella perfetta, è quella più giusta, ma a me non piace. devo farmela piacere? devo convincermi? sembra un giochino che può aiutare a vivere meglio, ma mi fa incazzare.
ecco qua. quello che vivo non mi piace, e cerco rifugio. ho paura anche di vivere.


