AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Confronti & tenzoni

Moderatore: ryu no kokyu

Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi ryu no kokyu il 08/02/2010, 21:26

fabio ha scritto:Non mi capitava dalle medie. Oggi ho finto di stare male per non recarmi al lavoro.
Buffo. Alla mia età potrei semplicemente dire che non ne ho voglia.
Ma non l’ho fatto.
Ho qui in braccio il mio piccolo davide. Mi guarda.
Faccio un gran parlare di verità, ne leggo un sacco soprattutto. Ma io mento sempre. A me stesso, che è un suicidio, ed anche agli altri. Mi piacerebbe raccontarmi di un fabio sempre ligio al dovere, retto, intelligente. Invece no. Bigiavo la scuola, non mi ha mai interessato. Preferivo andare a giocare a biliardo. Non era importante mettere in difficoltà qualcun altro, l’importante era il mio tornaconto personale. Buffo che determinate cose siano venute fuori stamani, in coincidenza con l’aver mentito per non recarmi al lavoro. La cosa più strana è che è venuto fuori il senso di colpa. Credevo di averlo superato, di aver smesso di giudicarmi. Ed invece sono qui e mi sento “in colpa”.
Mi chiedo veramente che cosa io ci faccia qui. Non so badare a me, non so badare ad una moglie, tantomeno ad un bimbino come quello che ho in braccio.
Provo a respirare, ed in realtà un piccolo sollievo arriva, ma i carichi sembrano così tanti che schiacciano la vita. Dopo poco si smette di respirare.
Probabilmente sono un pò depresso.


ma quanto ti piacerà piangerti addosso? ;)
scusa, ma in realtà non capisco molto bene dove è il problema.
forse sono un pò stupido.
vediamo: non avevi voglia di andare al lavoro perchè eri di pessimo umore e volevi piangere sulla spalla di tuo figlio.
è così no?
potevi dire ai tuoi colleghi "non vengo a lavoro perchè voglio piangere sulla spalla di mio figlio"?

se gli avessi detto la verità ti avrebbero compreso?
se si non cambia niente.
se no hai fatto bene a mentire.

la cosa più sorprendente, per me, è il tuo pensarci dopo e ricostruire tutto un mondo dietro ad una sciocchezza.
qual'è il problema?

l'intravedere nel tuo comportamento il piccolo fabio che non andava a scuola per andare a giocare a biliardo?
se per te era meglio andare a giocare a biliardo che andare a scuola che problema c'è?

se ti fosse dispiaciuto tanto non l'avresti fatto.
mi sembra ovvio.

quindi non è su fabio che piagnucolii ma sulla maschera del bravo ragazzo che ti sei costruito.
secondo me.

se tu sai chi è fabio ovvero uno che si diverte ad andare a giocare a biliardo e ad inventarsi le balle (sono stato male e non ho studiato signorina maestra...è morta mia zia proprio ieri e sono tanto triste.... ) va bene.
l'importante è conoscersi.

solitamente non facciamo niente che nessuno ci costringa a fare.
in qualche modo, più o meno evidente più o meno misterioso, tutto ciò che facciamo è ciò che desideriamo fare.

se ciò che desideri fare è sfondarti di cocaina ed andare a puttane fallo.
a meno che tu non abbia deciso di sposarti e mettere su famiglia, nel qual caso bisognerebbe pensarci un pochino.

in questo caso il tuo desiderio era rimanere a casa e piangere sulle spalle di tuo figlio, cercando consolazione in lui , e nella tua splendida moglie .

perchè lo scrivi qua su dojo in un argomento che si chiama gioco al massacro?

vuoi farti massacrare?
non ti sembra una cosa virile?
ti senti un vigliacco?
pippe.
sono solo pippe.
qual'è il fatto?
volevi rimanere a casa a spupazzarti tuo figlio , piangerti un pò addosso ed inveire contro il complotto massogiudaicoimperialista che ti ha tolto un lavoro che durava da due anni.
come altri, probabilmente, avranno inveito contro il complotto massogiudaicoimperialista quando quello o un altro lavoro è stato assegnato a te ed ai tuoi amici.

vuoi che ti si faccia terapia psicanalitica e ti si aiuti a trovare le radici del tuo mentire in una notte buia e temnpestosa in cui , a due anni, sei stato scoperto dalla zia bigotta a smandrupparti il pisellino e ti sei dovuto inventare che cercavi i vermicelli per pescare?

un'azione è un'azione.
è fatta.
che abbia causato effetti negativi o positivi appartiene al passato.

godi a disperarti?
se è così va bene.
suggeriscimi cosa dovrei dirti per farti disperare di più e te lo scrivo.

ma come diceva il profeta:
il cercare giustificazioni non porta cammelli in dono.

diceva un altra cosa:
se c'è rimedio perchè disperarsi?
se non c'è rimedio perchè disperarsi?


perchè invece di farti le pippe sul fabio che giocava a biliardo anzichè andare a scuola non spremi il cervello per rendere omaggio, per san valentino, a quella donna bellissima che ti sta accanto sopportando chissà perchè (c'è gente che nasce con la camicia) i tuoi piagnistei e d i tuoi scatti d'ira?


un abbraccio,
p.
ryu no kokyu
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Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi sandhya il 08/02/2010, 21:45

fabio ha scritto:vi dico come è andata. ha poco a che fare con la filosofia perenne.

ho/abbiamo perso un lavoro. un lavoro che avevamo già ottenuto. contratto firmato. un lavoro enorme. lo stesso che mi / ci ha permesso fino ad oggi di avere un quasi stipendio.

praticamente credo ci abbiano fatto fuori per una questione politica. non mi dilungo. il fatto è che questo lavoro garantiva lo stipendio a me ed altre due famiglie per almeno 2 anni.

suppongo arriverà qualcos'altro. suppongo che non morirò di fame. ma la mente corre. ieri notte percepivo la mente che correva in modo del tutto disconnesso dal cuore. la mente si è cristallizzata in quel punto. e non riesco a riportare la mente alla velocità del cuore.

grazie alla comunità tutta. un bacio


quindi non è questione di depressione.
si tratta di un problema pratico e concreto.
non sei tu che non sei capace, ma le circostanze avverse.
avverse per te e favorevoli per qualcun altro, naturalmente.
in tutta onestà, al tuo posto, sarei molto preoccupata anche io.
ma poi mi vengono in mente due cose: la prima, il vocione di mio padre che mi dice, forza forza occuparsi e non preoccuparsi; la seconda, occorre discriminare.
mi spiego meglio, puoi considerare la situazione soggettivamente e dirti: come farò, sono un'incapace, un cattivo padre e un pessimo marito, non potrò sostentare la famiglia, meglio nascondere la testa sotto la sabbia.
oppure fare una valutazione oggettiva dei fatti, guardare al tuo portafogli, guardarti attorno e trovare una soluzione, magari una soluzione oltre lo schema, rimboccandoti le maniche. sei giovane, forte, sano, che ti manca?

perdonami se mi sono permessa, fà conto che lo abbia detto a me stessa.
Che cosa io veramente sono non so con chiarezza:
misterioso, io vago prigioniero, incatenato nella mia mente.
- RV 1,164,37 -
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Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi ryu no kokyu il 08/02/2010, 21:55

sandhya ha scritto:
fabio ha scritto:vi dico come è andata. ha poco a che fare con la filosofia perenne.

ho/abbiamo perso un lavoro. un lavoro che avevamo già ottenuto. contratto firmato. un lavoro enorme. lo stesso che mi / ci ha permesso fino ad oggi di avere un quasi stipendio.

praticamente credo ci abbiano fatto fuori per una questione politica. non mi dilungo. il fatto è che questo lavoro garantiva lo stipendio a me ed altre due famiglie per almeno 2 anni.

suppongo arriverà qualcos'altro. suppongo che non morirò di fame. ma la mente corre. ieri notte percepivo la mente che correva in modo del tutto disconnesso dal cuore. la mente si è cristallizzata in quel punto. e non riesco a riportare la mente alla velocità del cuore.

grazie alla comunità tutta. un bacio


quindi non è questione di depressione.
si tratta di un problema pratico e concreto.
non sei tu che non sei capace, ma le circostanze avverse.
avverse per te e favorevoli per qualcun altro, naturalmente.
in tutta onestà, al tuo posto, sarei molto preoccupata anche io.
ma poi mi vengono in mente due cose: la prima, il vocione di mio padre che mi dice, forza forza occuparsi e non preoccuparsi; la seconda, occorre discriminare.
mi spiego meglio, puoi considerare la situazione soggettivamente e dirti: come farò, sono un'incapace, un cattivo padre e un pessimo marito, non potrò sostentare la famiglia, meglio nascondere la testa sotto la sabbia.
oppure fare una valutazione oggettiva dei fatti, guardare al tuo portafogli, guardarti attorno e trovare una soluzione, magari una soluzione oltre lo schema, rimboccandoti le maniche. sei giovane, forte, sano, che ti manca?

perdonami se mi sono permessa, fà conto che lo abbia detto a me stessa.


vedo che dojo si sta evolvendo in "I consigli di donna letizia".
interessante.

un sorriso.
r.
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Messaggiodi sandhya il 09/02/2010, 8:01

ryu no kokyu ha scritto:
vedo che dojo si sta evolvendo in "I consigli di donna letizia".
interessante.

un sorriso.
r.



per lenire l'acidità si consiglia una tisana al tiglio, addolcita da un cucchiaino di miele di fiori d'arancio.

fa che il tuo dire sia sempre gradito alle manifestazioni della Dea, shakta.

un triplice sorriso

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Che cosa io veramente sono non so con chiarezza:
misterioso, io vago prigioniero, incatenato nella mia mente.
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Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi gigi il 09/02/2010, 8:10

sandhya ha scritto:per lenire l'acidità si consiglia una tisana al tiglio, addolcita da un cucchiaino di miele di fiori d'arancio.

fa che il tuo dire sia sempre gradito alle manifestazioni della Dea, shakta.

un triplice sorriso


ryu no kokyu è soltanto uno specchio per le allodole che costantemente vi si appiccicano.
Se non vi fosse acidità in noi,non riusciremmo mai a vederne ciò che è soltanto un riflesso nell'altro .
Ciao,basta un sincero sorriso :)
"se le tue parole non valgono piu del tuo silenzio, taci"
(detto islamico)
gigi
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Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi ryu no kokyu il 09/02/2010, 11:43

sandhya ha scritto:
ryu no kokyu ha scritto:
vedo che dojo si sta evolvendo in "I consigli di donna letizia".
interessante.

un sorriso.
r.



per lenire l'acidità si consiglia una tisana al tiglio, addolcita da un cucchiaino di miele di fiori d'arancio.

fa che il tuo dire sia sempre gradito alle manifestazioni della Dea, shakta.

un triplice sorriso.


esatto, alla dea.
Immagine

il miele di fiori d'arancio è dolce come il sangue .
c'è una cosa su cui credo, occorrerebbe riflettere.

l'uomo animale sociale"vuole" il bene ed il bello.
la voglia del bene e del bello porta alla manifestazione del male e del brutto.
il Bene in sè non ha bisogno di di insegne luminose.
tempo fa un nostro amico e fratello (si dice così?) sapendo che avevo raccolto molte immagini delle dea, mi chiese se gliene spedivo qualcuna.

ne scelti alcune per me bellissime, dove Uma risplendeva in tutta la sua bellezza: le coscie tornite, il seno gonfio di latte, la lingua scarlatta pronta a leccare il sangue che sgorga dalla teste mozzate dal distruttore dell'universo, come a baciare la bocca di chi la ama.
il nostro amico e fratello , mi scrisse dicendo che non avevo capito bene" vorrei qualcosa di più universale".
la Dea è la Vita e la vita è la vita non il cartone animato che disegnamo per far finta di essere buoni.

nel nostro mondo si tende a sostituire la Vera Estetica con l'estetica dei sepolcri imbiancati.
e la Morale intesa come Legge universale, con l'etica del profitto.

una cosa ch mi ha colpito molto, in occasione dei due parti di mia moglie, è il vedere che la maggior parte delle altre gestanti venivano trattate come malate.
la nascita anzichè la cosa più naturale del mondo, è considerata come un appendicectomia.
il dolore, senza il qual non esiste la possibilità del piacere, riflesso di ananda, è considerato come qualcosa da combattere a tutti i costi.

negli ospedali italiani in media il 50% dei parti sono cesarei.
non solo per ragioni economiche (costano di più e medici e cliniche guadagnano di più che con il parto naturale) ma perchè c'è il rifiuto del dolore.

d'altra parte in certi ambienti c'è la la santificazione del dolore.

rifiuto dl dolore e santificazione del dolore sono entrambe cose innaturali.

ma soprattutto per qualche motivo, si è fatta strada nell'inconscio collettivo l'idea che la morte sia il contrario della vita.
si crea una relazione duale tra ciò che è e sempre sarà (la Vita ovvero la Dea) ed un passaggio di stato considerato dalla tradizione come una modificazione dello stato di sonno profondo, ovvero uno stato della manifestazione.

la vita è , dal nostro punto di vista, eterna.

poichè siamo sottoposti alle determinazioni di tempo spazio dividiamo questo fluire ininterrottoin segmenti il cui inizio chiamiamo nascita e la cui fine chiamiamo morte.

la morte è quindi, se si vuole parlare in termini duali, l'opposto della nascita e non della vita.

un sorriso.
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Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi Surya il 09/02/2010, 12:06

ryu no kokyu ha scritto:

una cosa ch mi ha colpito molto, in occasione dei due parti di mia moglie, è il vedere che la maggior parte delle altre gestanti venivano trattate come malate.
la nascita anzichè la cosa più naturale del mondo, è considerata come un appendicectomia.
il dolore, senza il qual non esiste la possibilità del piacere, riflesso di ananda, è considerato come qualcosa da combattere a tutti i costi.

negli ospedali italiani in media il 50% dei parti sono cesarei.
non solo per ragioni economiche (costano di più e medici e cliniche guadagnano di più che con il parto naturale) ma perchè c'è il rifiuto del dolore.



Hanno fretta.
Una mia amica, che ha appena partorito, ha dovuto lottare, proprio durante il parto per evitare prima il cesareo, poi l'uso del forcibe (non sapevo che lo utilizzassero ancora).
In Giappone e' proibito dal 1930.
Alla fine il parto e' andato benissimo, solo e' durato troppo tempo per ..loro...
F. Leboyer e' un vero Bodhisattva.
"La morte (thànatos) è di due tipi. La prima, più conosciuta, avviene quando il corpo si separa dall'anima. La seconda, propria dei filosofi (philosòphon), quando l'anima si separa dal corpo. La seconda non accade dopo la prima"
(Porfirio)
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Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi sky il 09/02/2010, 13:21

Surya ha scritto:
ryu no kokyu ha scritto:

una cosa ch mi ha colpito molto, in occasione dei due parti di mia moglie, è il vedere che la maggior parte delle altre gestanti venivano trattate come malate.
la nascita anzichè la cosa più naturale del mondo, è considerata come un appendicectomia.
il dolore, senza il qual non esiste la possibilità del piacere, riflesso di ananda, è considerato come qualcosa da combattere a tutti i costi.

negli ospedali italiani in media il 50% dei parti sono cesarei.
non solo per ragioni economiche (costano di più e medici e cliniche guadagnano di più che con il parto naturale) ma perchè c'è il rifiuto del dolore.


Hanno fretta.
Una mia amica, che ha appena partorito, ha dovuto lottare, proprio durante il parto per evitare prima il cesareo, poi l'uso del forcibe (non sapevo che lo utilizzassero ancora).
In Giappone e' proibito dal 1930.
Alla fine il parto e' andato benissimo, solo e' durato troppo tempo per ..loro...
F. Leboyer e' un vero Bodhisattva.


sì, penso che avete ragione, c'è fretta di partorire e c'è la tendenza a considerare le donne gravide degli ingombri per sè e per gli altri, se non addirittura delle malate, ma questo solo proprio gli ignoranti, secondo me. Ci sono anche delle ginecologhe e delle ostretriche che riescono a far capire alle donne che la gravidanza è un evento naturale.
Ricordo le mie gravidanze come momenti bellissimi della vita in cui mi sentivo veramente bene fisicamente, a parte quelle poche nausee all'inizio, forte, positiva, felice, piena nel corpo e nello spirito.
Del primo figlio ero sicura da subito che fosse un maschio e naturalmente lo dicevo a tutti, ricevendo sguardi un po' ironici o perplessi.
Casualmente beccai un ecografo bravissimo (che insegnava alle ostretriche del S. Anna, l'ospedale principale per i parti, qui) che alla prima ecografia (due mesi, perchè ero indietro di 15 giorni e lui se ne accorse, datandomi il parto con l'errore di un giorno, due settimane dopo la data "presunta" classica) mi disse che era un maschio e io risposi: lo so! Lui mi chiese perchè lo sapevo e gli descrissi quella sensazione unica di sentirsi femmina e maschio insieme. Apertura e potenza. Forza centrata, raggio di luce che sale.
Tornavo ad avere il "pisello" dopo chissà quanti giri di ruota! :mrgreen:
Lui mi disse solo: Ah! ma capii che rispettava quella mia sensibilità che dovrebbe portare ogni donna gravida, ma anche ogni padre, a sapere di che sesso è il feto che porta in grembo.
Restano alcune incertezze, certo. Del secondo figlio forse volevo che fosse femmina dunque non "vidi" per un bel po', anche perchè naturalmente neppure dalla seconda ecografia (fatta con personale non così bravo) si vedeva il sesso...si nascondeva
Ma comincia ben presto, anche se facevo finta di niente, a sapere che era maschio pure quello, ogni volta che pensavo che era una femmina mi veniva un groppo al cuore e un senso di nausea...
era una forza maschile più calma, profonda, ma resistente a tutto, compreso un fratellino di due anni scatenato e una madre con deliri mistici (durante il parto diedi un po' fuori di testa, nevrosi zen?, e mi misi a ripetere la om fortissimo nel corridoio accompagnando il tutto con invocazioni e implorazioni tipo: vi prego, fatemi il cesareo, non ne posso più! venni chiusa in uno sgabuzzino per un po' dall'amica ostretrica e venne convocato d'urgenza il marito alle 6 del mattino perchè non ne potevano più delle mie OMMMMMMMMMMMM)
Così si può capire anche il carattere del bambino, osservando le sensazioni nella pancia.
E comprendo anche quanto la mente condizioni il corpo, non si capisce mai abbastanza.
Anche il contrario però, il corpo condiziona molto la mente.
Se è malato, stanco, depresso, troppo magro o troppo grasso, rende la mente sofferente, secondo me. (vedo che va di moda, dunque lo continuo a usare)
C'è anche una stupida abitudine a "soffrire in gravidanza".
Ma soffrire di cosa?
E' bellissimo! puoi mangiare per due, che non è male, puoi eslodere liberamente come un sole che splende.
Sei grande spaziosa, tutti ti fanno posto...
Io esagerai per il primo figlio, volevo la pancia, bella e rotonda e presi 17 chili, uno sproposito.
Feci pure vita spericolata, al sesto mese andai a visitare con una vecchia cinquecento le sorgenti di mangiatorella in calabria, con un pazzo furioso mio amico (calabrese trapiantato a Roma) e mio marito che guidava in discesa in picchiata in una strada sterrata, stretta e piena di cunette.
Poi beccai la "bolla di caldo" che uccise parecchie persone in grecia quell'estate.
Una cosa pazzesca...si poteva stare solo vicino al mare e mai cucinare alla sera per via del gas...
i neonati li portavano in cantina.
Poi ritornai in treno, tranquilla con un'altra donna incinata, per evitare il viaggio di 1700 chilometri con qualche autista adrenalinico.
Reggio calabria (giù di lì, Stilo) Torino è un viaggio da perdere la pazienza, anche chi si spara in cuffia mantra e bhajan tutto il viaggio.
Tornando al post...
c'è il rifiuto del dolore perchè c'è la paura del dolore.
A volte mi pare che tutta la "spiritualità" il pensarsi "persona spirituale" sia basato sulla sofferenza del "parto":
devo partorire l'illuminazione, la realizzazione
devo "risvegliare i chakra e kundalini"
devo diventare Shiva ripetendo i mantra
devo meditare almeno mattina e sera anche per cinque minuti...
devo fare gli esercizi che mi ha dato il lama
devo amare intensamente il maestro e fare i compiti: letture, trascrizioni, ripetizioni, lezioni private.
Scherzo, ma non tanto.
troppi doveri danno l'idea di una meta da raggiungere.
Come godersi la vita e compiere nella gioia il proprio dovere, con tutti questi diktat?
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Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi gigi il 09/02/2010, 13:39

sky ha scritto:Reggio calabria (giù di lì, Stilo) Torino è un viaggio da perdere la pazienza, anche chi si spara in cuffia mantra e bhajan tutto il viaggio.

E ci credo..anche a me sarebbero venute le nausee con tutta quella "santissima musica"..
magari avrei pure partorito! :D
Il resto non riesco proprio a riconoscerlo,per quanto faccia spazio al mio lato femmnile,ma mia moglie ne parla come dei momenti più belli della sua vita (compreso l'allattamento).

Fabiooo.. non è che ci siamo dimenticati di te..qui il consiglio è proprio :partorisci e allatta tuo figlio! :)
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Re: AL "GIOCO DEL MASSACRO"- FABIO

Messaggiodi fabio il 09/02/2010, 13:47

gigi ha scritto:
sky ha scritto:Reggio calabria (giù di lì, Stilo) Torino è un viaggio da perdere la pazienza, anche chi si spara in cuffia mantra e bhajan tutto il viaggio.

E ci credo..anche a me sarebbero venute le nausee con tutta quella "santissima musica"..
magari avrei pure partorito! :D
Il resto non riesco proprio a riconoscerlo,per quanto faccia spazio al mio lato femmnile,ma mia moglie ne parla come dei momenti più belli della sua vita (compreso l'allattamento).

Fabiooo.. non è che ci siamo dimenticati di te..qui il consiglio è proprio :partorisci e allatta tuo figlio! :)


:)
io leggo, leggo tutto.

besos
Il barlume della candela, è “la scienza della realtà”: il calore della candela, “è “la realtà della realtà”; ricollegarsi alla candela (bruciante), è il Reale della realtà.
Farid ad-Din Attar


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