fabio ha scritto:Pratica di stamani.
Seduto in siddhasana cerco la postura giusta. Comincio poi a portare l’attenzione al respiro, conto circa 108 respiri completi. È una fase preparatoria nella quale cerco lo stato “shoong”.
Verso la fine percepisco il corpo, il suo asse, che comincia a volersi muovere. Anziché assecondarlo “incanalo” questa percezione nel corpo. le braccia cominciano a muoversi per i fatti loro, simmetricamente. Si portano prima in alto, poi tornano verso il basso tra il plesso solare e l’ombelico e si fermano. Le braccia sono come appoggiate su di un cuscino d’aria. Mi distraggo, la mente va da un’altra parte penso che oggi è il compleanno di un amico e ho voglia di chiamarlo. Quando riporto l’attenzione alla pratica mi accorgo che le braccia si stanno (da un po’…) muovendo verso l’alto verso il capo senza nessuno sforzo e scendono con un po’ di “fatica”. Ascolto il flusso che fa muovere il corpo e porto lo sguardo in mezzo alla fronte. Di sfuggita un bagliore color “magenta”. Noto comunque, ed è il motivo per il quale scrivo, una specie di blocco tra il plesso e l’ombelico. Potrebbe essere lo stesso blocco che mi provoca a volte nausea e vomito. Suggerimenti?
la tensione al plesso solare dipende da una serie di motivi diversi:
1) la tensione del diaframma che in pratica si incolla alle costole più basse.
2) la cattiva utilizzazione e percezione degli psoas (i muscoli che collegano i femori con la colonna all'altezza , mi pare della 11dorsale e la relativa chiusura della cerniera del bacino (aricolazione coxo femorale)
3) la concentrazione( se si lavora sui cakra) sul plesso solare come se fosse manipura cakra.
in realtà manipura, per coloro che lavorano sulle energie , è posto all'ombelico.
quello del plesso solare è un cakra minore.
prima di assumere le posizioni sedute (siddhasana, swastikasana, ardhapadmasana, padmasana) si dovrebbe prepararle assumendo prima dandasana e poi facendo il movimento che una volta(su yoga.it) si era definito esercizio della gallina.
ci si siede nella posizione comoda con il piede sinistro vicino ai genitali ed il piede destro davanti(entrambi sul pavimento).
quindi si rilassa la schiena in avanti e si massaggia con il palmo delle manila zona bassa della schiena con movimenti circolari (dal bacino ai reni , dai reni al bacino).
quindi si taburella delicatamente la zona dorsale con la parte interna del il pugno chiuso(la zona di indice e pollice)
quando la zona è calda ci si siede con la schiena dritta.
a questo punto si ruotano i talloni verso l'esterno (per non farsi male alle ginocchia) e aiutandosi con le mani messe a terra dietro il sedere si sposta in avanti la schiena fino a poggiare il peso sulle gambe alzando leggermente il sedere in alto.
si allunga il mento in avanti e si porta l'attenzione sull'asse ossosacro mento.
le scapole sono basse incollate alla schiena.
inspirando si tirano su i muscoli dell'ano. espirando si allunga la nuca e ci si siede delicatamente sui glutei e sul perineo mantenedo la schiena dritta in diagonale.
aiutandosi con le mani e senza muovere la zona lombare si porta la schiena perpendicolare al terreno.
ci si sostiene un pò con le braccia senza alzare le spalle immaginando che la fontanella sia attratta dal soffito il perineo dal pavimento.
delicatamente si toglie l'appoggio delle mani (senza cedere con le costole e le spalle ) e si assume la posizione scelta (siddhasana, svastikasana, padmasana...)
metti le mani nella posizione più comoda per te e prima di cominciare la meditazione o ricercare lo stato che i cinesi chiamano shoong, porta l'attenzione sul basso ventre.
inspirando tira su i muscoli dell'ano e percepisce l'osso sacro che si abbassa e i genitali che si spostano leggermente verso l'ombelico.
espirando immagina che qualcosa di caldo e liquido si sparga nel pavimento.
quando riuscirai, con la inspirazione, a percepire l'allargamento della zona del bacino ed avvertirai , ad ogni espirazione, il perineo che si gonfia (non forzare mai!) potrei cominciare la meditazione.
un buon metodo per addolcire la posizioni (molti cercando di stare diritti sono rigidi come baccalà: questo comporta , alla fine della seduta, lo sviluppo di un'energia metallica, quasi isterica) è secondo me la coordinazione della respirazione con un mantra dolce, femminile (esistono mantra maschili, neutri, femminili).
esempio:
inspiro pensando al punto sotto l'ombelico immaginando di assorbire l'aria da lì. piccola pausa naturale. espiro pensando che con la respirazione fluisca dolcemente OM (onnng- solo mentale senza pronunciare e tenendo la lingua sul palato)
piccola pausa naturale. inspiro ancora alla stessa maniera ed espirando penso che fluisca SRING.
piccola pausa. inspiro alla stessa maniera ed espirando penso che fluisca HRING.
piccola pausa.inspiro alla stessa maniera ed espirando penso che fluisca KLIING.
piccola pausa. inspiro alla stessa maniera ed espirando penso che fluisca MAHALAKSHMINAMAH...
poi passo al perineo.
poi all'osso sacro(inspirando si comprime espirando lascia fluire le sillabe del mantra)
poi ai reni(due palline gialle si comprimono inspirando ecc...)
poi ai polmoni....
poi alla gola ...
poi alla nuca....
poi alla fontanella....
poi al punto in mezzo alla fronte...
poi al timo....
poi al centro del petto....
poi all'stomaco (ombelico o se ti è più naturale plesso solare....)
alla fine del ciclo avrai fatto dodici ripetizioni del mantra e già, se eri seduto comodo, potrai sentire uno stato di benessere e rilassamento...
(naturalmente questo esercizio è un esercizio per fabio che ha già esperienza di simili pratiche e ha lavorato sulla percezione della circolazione delle energie. per chi non ha mai lavorato sulla postura del corpo fisico e sulla percezione delle energie potrebbe essere un'inutile perdita di tempo o addirittura avere degli effetti negativi con l'aumento della tensione dovuta allo sforzo di immaginare anzichè percepire)
un abbraccio.
r.