Non mi capitava dalle medie. Oggi ho finto di stare male per non recarmi al lavoro.
Buffo. Alla mia età potrei semplicemente dire che non ne ho voglia.
Ma non l’ho fatto.
Ho qui in braccio il mio piccolo davide. Mi guarda.
Faccio un gran parlare di verità, ne leggo un sacco soprattutto. Ma io mento sempre. A me stesso, che è un suicidio, ed anche agli altri. Mi piacerebbe raccontarmi di un fabio sempre ligio al dovere, retto, intelligente. Invece no. Bigiavo la scuola, non mi ha mai interessato. Preferivo andare a giocare a biliardo. Non era importante mettere in difficoltà qualcun altro, l’importante era il mio tornaconto personale. Buffo che determinate cose siano venute fuori stamani, in coincidenza con l’aver mentito per non recarmi al lavoro. La cosa più strana è che è venuto fuori il senso di colpa. Credevo di averlo superato, di aver smesso di giudicarmi. Ed invece sono qui e mi sento “in colpa”.
Mi chiedo veramente che cosa io ci faccia qui. Non so badare a me, non so badare ad una moglie, tantomeno ad un bimbino come quello che ho in braccio.
Provo a respirare, ed in realtà un piccolo sollievo arriva, ma i carichi sembrano così tanti che schiacciano la vita. Dopo poco si smette di respirare.
Probabilmente sono un pò depresso.
