Malcolm , la Grazia ed il Samadhi

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Moderatore: ryu no kokyu

Re: Malcolm , la Grazia ed il Samadhi

Messaggiodi malcolm il 27/01/2010, 16:13

tu no lo hai detto.
ma qualcuno ci ha detto che tu sei l'istruttore al quale far riferimento!

così è!

con amore
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Re: Malcolm , la Grazia ed il Samadhi

Messaggiodi fabio il 27/01/2010, 16:50

malcolm ha scritto:tu no lo hai detto.
ma qualcuno ci ha detto che tu sei l'istruttore al quale far riferimento!

così è!

con amore
malcolm


è andata così.

besos
Il barlume della candela, è “la scienza della realtà”: il calore della candela, “è “la realtà della realtà”; ricollegarsi alla candela (bruciante), è il Reale della realtà.
Farid ad-Din Attar


è la mente che crea l'oggetto percepito.
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Re: Malcolm , la Grazia ed il Samadhi

Messaggiodi sandhya il 27/01/2010, 16:52

ryu no kokyu ha scritto:
sandhya ha scritto:Premettendo che non possiedo le qualifiche necessarie per l'istruzione nella quarta via, mi pare che si stia facendo una certa confusione fra talune interpretazioni psicologiche ( o psicologiste) dell'enneagramma, vedi Naranjo e altri, e l'effettivo insegnamento di Gurdjieff.
Per esempio, è errato confondere la teoria del possibile sviluppo dei quattro corpi dell'uomo, con la suddivisione dell'uomo stesso nei tipi nr.1, 2 e 3. Quest'ultima, infatti, è collegata all'uso prevalente o esclusivo dei centri: motore (o fisico), emotivo ed intellettuale. Quanto al centro sessuale, Gurdjieff ha sempre ribadito che se ne potesse parlare soltanto nel momento in cui il lavoro dei tre centri fosse stato equilibrato e che qualunque forma di "originalità" in questo campo impedisce qualunque possibilità nel lavoro.
Inoltre la comparazione analogica con dottrine di altra provenienza potrebbe non essere del tutto corrispondente.

Per una questione di ordine e senza aggiungere niente di mio, se non qualche brevissima considerazione del tutto personale, posterò in Similaria, qualora qualcuno fosse interessato, l'insegnamento di Gurdjieff relativo alla teoria dei quattro corpi, quella dei centri e quella delle vie, nel post già aperto intitolato La scala e la via.


è possibile sandhya.
ti chiarisco l'origine delle mie riflessioni:
il discorso dei nove tipi d'uomo non si riferisce ai quattro corpi di cui parli...
è frutto di un lavoro fatto con un amico che fa parte del centro per lo sviluppo armonico di parigi.
quindi di una serie di riflessioni da persona a persona non da testi.
può darsi che tu possa trovare qualche indizio nella quarta via e anche in frammenti per ciò che riguarda l'analogie tra i punti dell'enneagramma e le note musicali (9 do, 1 re, 2 mi dove la mancanza di diesis porta alla necessità di un intervento da un ottava superiore per cui mi sarebbe il do superiore e 4 anzichè fa diventa do ecc ecc.

difficile trovare qualcuno che veramente sa cosa sia il metodo e che abbia partecipato ai gruppi temporanei, anche perchè molto di ciò che è arrivato a noi proviene da Ousspenskji (che si staccò in realtà da gurdjeff) e da Orage, l'editore di The New Age, la rivista che negli anni venti lanciò un gran numero di temi che moltio di noi sembrano scoprire solo adesso.
l'ultimo che ha avuto a accesso ad un fonte diretta pare che sia stato peter brook, il regista del mahabharata ,che è stato istruito, pare, direttamente da saltzman.
la mia esperienza risale , con alti e bassi ad un periodo tra il 1979 e el 1996.

da un interesse letterario, ovvero la lettura di incontri con uomini straordinari, poi i libri di daumal e vari testi (ouspenskji, de hartman ecc) è partita un ricerca pratica.
prima ho incontrato degli orange che avevano lavorato a Poona sull'enneagramma e sulle danze sacre (il lavoro "fisico" di osho è, all'inizio, incentrato sul metodo di gurdjef , a Poona c'era un grande palcoscenico con il disegno dell'enneagramma con il tetramorfo al centro).
nell'88 ho presentato una coreografia all'allora spazio zero di roma , in cui i danzatori si limitavano a camminare ed a girare seguendo il percorso 1-4-2-8-5-7-1 ruotando a velocità diversa e direzioni diversi ogni volta che raggiungevano un punto base.
naturalmente non ho detto a nessuno che si trattava di una cosa basata su gurdjieff , altrimenti i commenti e le reazioni sarebbero state condizionati dall'informazione.
fu interessante la reazione del pubblico: non succedeva niente che avesse a che fare con la danza contemporanea e niente di spettacolare, ma alla fine ci fu un applauso calorosissimo.
mi venne in mente che forse il percorso dell'enneagramma potesse avere a che vedere con una qualche legge universale.
nell'89 ho conosciuto dei musicisti russi che conoscevano il metodo ed ho cominciato a lavorare ad un progetto , mai andato in porto, in cui avevo cercato di coinvolgere un gesuita, ex rettore della università cattolica di roma (si chiama cosi?), un progetto che riguardava l'influenza di gurdjeff su una serie di artisti del primi 900 che erano statio in contatto direttamente con lui o con i suoi discepoli (da nureijev, a kandinskij, a Laban...)
ho avuto poi modo di lavorare con N. un danzatore che faceva parte dell'istituto di parigi e con M. una ragazza che aveva lavorato a lungo sulle ginnastiche sacre.

il problema dell'interpretazione di gurdjeff, secondo la mia esperienza personale, è che si tenda in qualche modo a "cristianizzarlo" depurandolo dall'aspetto sessuale, dall'uso delle droghe e da tutto ciò che riguarda i suoi rapporti con l'esoterismo nazista il suo essere un iniziato tibetano, o a considerarlo un geniale battitore libero.

parlare di via dell'uomo astuto ad esempio non è proprio precisissimo.
in Italiano astuzia ha dei collegamenti con la malizia che il corrispondente termine francese, mi pare, non abbia.


se leggi con attenzione frammenti, ci troverai la descrizione della maniera di gurdjeff di assumere gli asana (veloce come nello yoga tibetano e nello yoga dei nath) e la descrizione di un esercizio simile al Nyasa in cui l'om viene recitato "in varie parti del corpo".

tra il 1900 e il 1904 era aiutante di lama dorjeff, un mongolo che aveva il compito di armonizzare la figura della Tzarina con quella di Tara Bianca.
partecipò all'inaugurazione del grande tempio tantrico di san Pietroburgo (mi pare) all'inizio del secolo insieme a lama dorjeff con il quale verrà , in seguito, verrà scambiato.

fu ferito dagli inglesi durante l'invasione del tibet da parte di Yougsband (è il periodo del il "grande gioco" tra Cina, Russia, giappone ed inghilterra). riconosciuto come nemico di stato dagli inglesi fu bandito per sempre per sempre dai territori della Gran Bretagna.

credo che rileggere Incontri con Uomini straordinari pensandolo come un trattato di anatomia alla luce
degli insegnamenti del tantrismo tibetano riserverebbe delle sorprese ....ma forse mi sbaglio.
un sorriso.
r.

salutami s.



ti ringrazio per le informazioni sul tuo percorso, ryu no kokyu, comunque i dettagli sulla vita privata di Gurdjieff non m'interessano, giusti o sbagliati che siano.
non potendo presentare le mie credenziali, e con tutto il rispetto per le tue, mi limito a ribadire che vi sono diversi discepoli diretti di Gurdjieff.
certo, il tempo fa il suo lavoro, e ad essere rimasti in vita sono sempre meno.
ognuno segue la strada cui è chiamato, l'importante è seguirla senza distrazioni nè preconcetti.
una delle caratteristiche precipue della quarta via è la difficoltà di trovarla, questa è la prima prova.
t'invito soltanto a rileggere ciò che sostiene Gurdjieff su Kundalini per evidenziare quanto certi insegnamenti tantrici siano lontani da lui.
che poi utilizzasse, anche, tecniche dello yoga mi pare fuor di dubbio. l'astuzia, meglio sarebbe dire sagacia, sta nel prendere ciò che serve, e applicarlo dove serve.

un sorriso

ma chi è s.?

P.S. la tecnica dell'esicasmo non è insegnata soltanto nei monasteri ortodossi.
Che cosa io veramente sono non so con chiarezza:
misterioso, io vago prigioniero, incatenato nella mia mente.
- RV 1,164,37 -
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Re: Malcolm , la Grazia ed il Samadhi

Messaggiodi ryu no kokyu il 27/01/2010, 19:05

sandhya ha scritto:
ryu no kokyu ha scritto:
sandhya ha scritto:Premettendo che non possiedo le qualifiche necessarie per l'istruzione nella quarta via, mi pare che si stia facendo una certa confusione fra talune interpretazioni psicologiche ( o psicologiste) dell'enneagramma, vedi Naranjo e altri, e l'effettivo insegnamento di Gurdjieff.
Per esempio, è errato confondere la teoria del possibile sviluppo dei quattro corpi dell'uomo, con la suddivisione dell'uomo stesso nei tipi nr.1, 2 e 3. Quest'ultima, infatti, è collegata all'uso prevalente o esclusivo dei centri: motore (o fisico), emotivo ed intellettuale. Quanto al centro sessuale, Gurdjieff ha sempre ribadito che se ne potesse parlare soltanto nel momento in cui il lavoro dei tre centri fosse stato equilibrato e che qualunque forma di "originalità" in questo campo impedisce qualunque possibilità nel lavoro.
Inoltre la comparazione analogica con dottrine di altra provenienza potrebbe non essere del tutto corrispondente.

Per una questione di ordine e senza aggiungere niente di mio, se non qualche brevissima considerazione del tutto personale, posterò in Similaria, qualora qualcuno fosse interessato, l'insegnamento di Gurdjieff relativo alla teoria dei quattro corpi, quella dei centri e quella delle vie, nel post già aperto intitolato La scala e la via.


è possibile sandhya.
ti chiarisco l'origine delle mie riflessioni:
il discorso dei nove tipi d'uomo non si riferisce ai quattro corpi di cui parli...
è frutto di un lavoro fatto con un amico che fa parte del centro per lo sviluppo armonico di parigi.
quindi di una serie di riflessioni da persona a persona non da testi.
può darsi che tu possa trovare qualche indizio nella quarta via e anche in frammenti per ciò che riguarda l'analogie tra i punti dell'enneagramma e le note musicali (9 do, 1 re, 2 mi dove la mancanza di diesis porta alla necessità di un intervento da un ottava superiore per cui mi sarebbe il do superiore e 4 anzichè fa diventa do ecc ecc.

difficile trovare qualcuno che veramente sa cosa sia il metodo e che abbia partecipato ai gruppi temporanei, anche perchè molto di ciò che è arrivato a noi proviene da Ousspenskji (che si staccò in realtà da gurdjeff) e da Orage, l'editore di The New Age, la rivista che negli anni venti lanciò un gran numero di temi che moltio di noi sembrano scoprire solo adesso.
l'ultimo che ha avuto a accesso ad un fonte diretta pare che sia stato peter brook, il regista del mahabharata ,che è stato istruito, pare, direttamente da saltzman.
la mia esperienza risale , con alti e bassi ad un periodo tra il 1979 e el 1996.

da un interesse letterario, ovvero la lettura di incontri con uomini straordinari, poi i libri di daumal e vari testi (ouspenskji, de hartman ecc) è partita un ricerca pratica.
prima ho incontrato degli orange che avevano lavorato a Poona sull'enneagramma e sulle danze sacre (il lavoro "fisico" di osho è, all'inizio, incentrato sul metodo di gurdjef , a Poona c'era un grande palcoscenico con il disegno dell'enneagramma con il tetramorfo al centro).
nell'88 ho presentato una coreografia all'allora spazio zero di roma , in cui i danzatori si limitavano a camminare ed a girare seguendo il percorso 1-4-2-8-5-7-1 ruotando a velocità diversa e direzioni diversi ogni volta che raggiungevano un punto base.
naturalmente non ho detto a nessuno che si trattava di una cosa basata su gurdjieff , altrimenti i commenti e le reazioni sarebbero state condizionati dall'informazione.
fu interessante la reazione del pubblico: non succedeva niente che avesse a che fare con la danza contemporanea e niente di spettacolare, ma alla fine ci fu un applauso calorosissimo.
mi venne in mente che forse il percorso dell'enneagramma potesse avere a che vedere con una qualche legge universale.
nell'89 ho conosciuto dei musicisti russi che conoscevano il metodo ed ho cominciato a lavorare ad un progetto , mai andato in porto, in cui avevo cercato di coinvolgere un gesuita, ex rettore della università cattolica di roma (si chiama cosi?), un progetto che riguardava l'influenza di gurdjeff su una serie di artisti del primi 900 che erano statio in contatto direttamente con lui o con i suoi discepoli (da nureijev, a kandinskij, a Laban...)
ho avuto poi modo di lavorare con N. un danzatore che faceva parte dell'istituto di parigi e con M. una ragazza che aveva lavorato a lungo sulle ginnastiche sacre.

il problema dell'interpretazione di gurdjeff, secondo la mia esperienza personale, è che si tenda in qualche modo a "cristianizzarlo" depurandolo dall'aspetto sessuale, dall'uso delle droghe e da tutto ciò che riguarda i suoi rapporti con l'esoterismo nazista il suo essere un iniziato tibetano, o a considerarlo un geniale battitore libero.

parlare di via dell'uomo astuto ad esempio non è proprio precisissimo.
in Italiano astuzia ha dei collegamenti con la malizia che il corrispondente termine francese, mi pare, non abbia.


se leggi con attenzione frammenti, ci troverai la descrizione della maniera di gurdjeff di assumere gli asana (veloce come nello yoga tibetano e nello yoga dei nath) e la descrizione di un esercizio simile al Nyasa in cui l'om viene recitato "in varie parti del corpo".

tra il 1900 e il 1904 era aiutante di lama dorjeff, un mongolo che aveva il compito di armonizzare la figura della Tzarina con quella di Tara Bianca.
partecipò all'inaugurazione del grande tempio tantrico di san Pietroburgo (mi pare) all'inizio del secolo insieme a lama dorjeff con il quale verrà , in seguito, verrà scambiato.

fu ferito dagli inglesi durante l'invasione del tibet da parte di Yougsband (è il periodo del il "grande gioco" tra Cina, Russia, giappone ed inghilterra). riconosciuto come nemico di stato dagli inglesi fu bandito per sempre per sempre dai territori della Gran Bretagna.

credo che rileggere Incontri con Uomini straordinari pensandolo come un trattato di anatomia alla luce
degli insegnamenti del tantrismo tibetano riserverebbe delle sorprese ....ma forse mi sbaglio.
un sorriso.
r.

salutami s.



ti ringrazio per le informazioni sul tuo percorso, ryu no kokyu, comunque i dettagli sulla vita privata di Gurdjieff non m'interessano, giusti o sbagliati che siano.
non potendo presentare le mie credenziali, e con tutto il rispetto per le tue, mi limito a ribadire che vi sono diversi discepoli diretti di Gurdjieff.
certo, il tempo fa il suo lavoro, e ad essere rimasti in vita sono sempre meno.
ognuno segue la strada cui è chiamato, l'importante è seguirla senza distrazioni nè preconcetti.
una delle caratteristiche precipue della quarta via è la difficoltà di trovarla, questa è la prima prova.
t'invito soltanto a rileggere ciò che sostiene Gurdjieff su Kundalini per evidenziare quanto certi insegnamenti tantrici siano lontani da lui.
che poi utilizzasse, anche, tecniche dello yoga mi pare fuor di dubbio. l'astuzia, meglio sarebbe dire sagacia, sta nel prendere ciò che serve, e applicarlo dove serve.

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ma chi è s.?

P.S. la tecnica dell'esicasmo non è insegnata soltanto nei monasteri ortodossi.


senza offesa, anzi scherzando : per essere una che segue la via dell'uomo astuto o come dici tu sagace non mi pari propriamente una volpe nel recepire le informazioni nascoste.

per quel poco che ne so la via prospettata da gurdjeff va oltre il luogo comune (oh le bon ton!) ed i riferimenti sono indiretti.
la tecnica dell'esicaismo a quanto mi hanno detto, necessita un particolare "utilizzo del vangelo in greco" e la conoscenza di certi simboli che non appartengono alla nostra cultura.
se mi dici che anche chi non è un monaco ortodosso iniziato è in grado di insegnarla non posso certo fare a meno di crederti.

un sorriso.
r.
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Re: Malcolm , la Grazia ed il Samadhi

Messaggiodi sandhya il 27/01/2010, 21:15

ryu no kokyu ha scritto:
senza offesa, anzi scherzando : per essere una che segue la via dell'uomo astuto o come dici tu sagace non mi pari propriamente una volpe nel recepire le informazioni nascoste.

per quel poco che ne so la via prospettata da gurdjeff va oltre il luogo comune (oh le bon ton!) ed i riferimenti sono indiretti.
la tecnica dell'esicaismo a quanto mi hanno detto, necessita un particolare "utilizzo del vangelo in greco" e la conoscenza di certi simboli che non appartengono alla nostra cultura.
se mi dici che anche chi non è un monaco ortodosso iniziato è in grado di insegnarla non posso certo fare a meno di crederti.

un sorriso.
r.


proseguendo lo scherzo, ryu no kokyu, l'apparenza inganna.
grazie, ti sono debitrice.
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Re: Malcolm , la Grazia ed il Samadhi

Messaggiodi ryu no kokyu il 28/01/2010, 17:08

sandhya ha scritto:
ryu no kokyu ha scritto:
senza offesa, anzi scherzando : per essere una che segue la via dell'uomo astuto o come dici tu sagace non mi pari propriamente una volpe nel recepire le informazioni nascoste.

per quel poco che ne so la via prospettata da gurdjeff va oltre il luogo comune (oh le bon ton!) ed i riferimenti sono indiretti.
la tecnica dell'esicaismo a quanto mi hanno detto, necessita un particolare "utilizzo del vangelo in greco" e la conoscenza di certi simboli che non appartengono alla nostra cultura.
se mi dici che anche chi non è un monaco ortodosso iniziato è in grado di insegnarla non posso certo fare a meno di crederti.

un sorriso.
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proseguendo lo scherzo, ryu no kokyu, l'apparenza inganna.
grazie, ti sono debitrice.


se qualcuno mi dà qualcosa che gli appartiene gli sono debitore di quel qualcosa.
di mio ho ben poco.
una spada forse(ne ho diverse, ma ce ne è una con il fodero nero che in qualch modo considero mia)
che però non mi sembra di averti mai nemmeno prestato.
tra l'altro ha un carattere strano, non ama essere toccata da altri e non credo che ti farei un favore a dartela.
non avendoti dato niente di mio non comprendo quel tuo "ti sono debitrice".
che significa?

un sorriso,
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Re: Malcolm , la Grazia ed il Samadhi

Messaggiodi sandhya il 28/01/2010, 19:43

ryu no kokyu ha scritto:non avendoti dato niente di mio non comprendo quel tuo "ti sono debitrice".
che significa?


la gentilezza e la pazienza, non sono dovute.
chi le offre è in credito, secondo me.

un sorriso?
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Re: Malcolm , la Grazia ed il Samadhi

Messaggiodi ryu no kokyu il 30/01/2010, 23:30

sempre a proposito di grazia.....
ciò che è definibile grazia nel buddismo,si esplica nel rinascere come esseri umani non schiavi della necessità ed in grado di ascoltare la parola.

tale stato deriva da "meriti" acquisiti in vite precedenti.
non esiste alcuna relazione causa effetto però tra l'esistere e il realizzarsi.
la illuminazione nel buddismo è definita autorealizzazione.
in questo consiste , credo di aver capito, l'insegnamento della "Vacuità" di Buddha shakiamuni.

prendo un libro a caso ...

si intitola "Un'antica saggezza".
l'autore è Gyatrul rinpoche.
le edizioni Ubaldini editore.
la parte che sto per trascrivere(avevo fatto un'orecchietta alle pagine forse qualche anno fa) è un commento al Testo radice di sua Santità Dudjom Rinpoche,Jigdrel Yeshe Dorje.

praticare per mezzo della meditazione:

Il passato è svanito e il futuro
Non è ancora sorto.
porta sul sentiero la coscienza del
presente,
come consapevolezza vuota,non mediata.

rendetevi conto personalmente che il dharmakaya non è altro che questa grande, vuota, chiara consapevolezza autogenerata che trascende l'intelletto.

non create nè modificate alcunchè nella coscienza momentanea del presente,in cui i pensieri passati sono finiti e quelli successivi non sono ancora sorti.

Così facendo, rendete stabile la coscienza ordinaria nel suo stato naturale, inalterato,non contaminato da concettualizzazioni che riguardano i tre periodi, totalmente libero dalla dimensione del tempo.
convincetevi fermamente che la tecnica di meditazione non comporta altro che questo.
[...] su queste basi ponete la coscienza di uno stato di rilassamento privo di sforzo, simile allo spazio e libero dagli estremi.[...]

[color=orange]Mantenere la continuità con il proprio comportamento

Durante l'equilibrio meditativo, liberate la consapevolezza vuota e autoilluminata, senza contaminarla con l'attaccamento per la saggezza primordiale e non mediata[...]


l'ultima parte che ho messo in grassetto mi sembra importante.
se ci si accinge all'esperienza del vuoto durante lo stato meditativo mossi da devozione o volontà di ricerca o volontà di adesione o gratitudine verso l'assoluto o saggezza primordiale e non mediata.
se ci accingiamo all'esperienza del vuoto con il concetto di grazia intrinseco allo stesso esistere, turbiamo lo stato meditativo con il nostro comportamento e allontaniamo la possibilità dell'autoilluminazione.

ciò che è cosa buona e giusta fuori dallo stato meditativo
non è cosa buona e giusta nello stato meditativo.
sarebbe sintomo di attaccamento.


un sorriso.
r.
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Re: Malcolm , la Grazia ed il Samadhi

Messaggiodi gigi il 31/01/2010, 7:04

ryu no kokyu ha scritto:ciò che è cosa buona e giusta fuori dallo stato meditativo
non è cosa buona e giusta nello stato meditativo.
sarebbe sintomo di attaccamento.

Ma..l'attaccamento e' pur sempre attaccamento
anche fuori dallo stato meditativo (se s'intende per questo ,la seduta formale) no?

Sembra che come il desiderio alimenti la visione,lo stesso la ottenebri:un bel paradosso,
ma vi è l'esserlo (o vuoto ) come discriminante reale.
"se le tue parole non valgono piu del tuo silenzio, taci"
(detto islamico)
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Re: Malcolm , la Grazia ed il Samadhi

Messaggiodi ryu no kokyu il 03/02/2010, 20:55

gigi ha scritto:
ryu no kokyu ha scritto:ciò che è cosa buona e giusta fuori dallo stato meditativo
non è cosa buona e giusta nello stato meditativo.
sarebbe sintomo di attaccamento.

Ma..l'attaccamento e' pur sempre attaccamento
anche fuori dallo stato meditativo (se s'intende per questo ,la seduta formale) no?

Sembra che come il desiderio alimenti la visione,lo stesso la ottenebri:un bel paradosso,
ma vi è l'esserlo (o vuoto ) come discriminante reale.


non ho ben capito cosa vuoi dire...
comunque sia la manifestazione stessa è frutto del desiderio.
iccha (desiderio)
Kriya (azione)
jnana(conoscenza) sono le tre shakti.

un abbraccio,
r.
ryu no kokyu
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