Le Soleil que fuit

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Le Soleil que fuit

Messaggiodi saverio il 07/03/2010, 0:36

Saverio ( Ryu ?),

senti,
ti devo confessare che sono un ciarlatano, esattamente come lo dice Ryu, in realtà non ne conosco nulla, è vero, tutte queste domande mi oltrepassano…
e non so né leggere né scrivere


caro Solaris,
saverio è il nome che porto sui documenti e che mi è stato dato dai miei genitori registrandomi all'anagrafe il 16-11-1986...per eliminare qualsiasi discorso fumoso, sono un individuo che appare con caratteristiche fisiche proprie, vissuto proprio, legami propri etc. etc.
non capisco questa allusione, ma è evidente che non posso identificarmi, con tutta la buona matematica volontà, con ryu no kokyu, rintracciabile in una persona che ha affermato di praticare yoga da 40 anni.

volevo solo comunicarle che non era un test o qualcosa del genere, ma la volontà di capire qualcosa di più degli incontri che tiene e riguardo ad argomenti che attualmente mi impegnano (non solo mentalmente o a livello eruditivo, come lascia intendere il tuo riferimento al "saper leggere e scrivere").
non vi era neanche intento polemico...mi sembra di aver riportato le sue parole riguardo al poter fare luce su tutti gli insegnamenti.
Infatti mi sembra che da sempre (in ogni tempo e latitudine) l'insegnamento, la verifica, la domanda ( e anche la fiducia o meno nei confronti di un maestro o una guida) sia stata fatta ponendo domande sugli insegnamenti passati e sui testi tradizionali. (questo tralasciando altri tipi di riconoscimenti o insegnamenti che si dice avvengano per un particolare "sentire")


Meister Eckhart… ho letto tutto ma non ho compreso nulla.
Fuso ma non confuso… confesso che non comprendo nulla… perché non ho nessun concetto per comprendere i concetti


mi sembra che finchè si sta sul piano delle parole si sta anche sul piano dei concetti (che sono veicolati dalle parole), perchè quello sono in grado di fare le parole.
Io sono parlante e mi sembra che anche dall'altra parte ci sia la facoltà di capire, di rispondere e anche di generare discorsi e concettualizzare (se il concettualizzare riguarda esperienze realizzative questo non posso saperlo)
quindi perchè questa ritrosia?

alba ha scritto:In breve, avrai capito che sono un buono a nulla e chi mi cerca non mi troverà.



non credo lei sia un buono a nulla, diciamo che non lo so e non mi interessa saperlo così, fine a se stesso.
egoisticamente mi interessa ciò che è "buono e utile" per me, da qui le mie domande.
Come devo interpretare dunque la sua frase:
Solaris ha scritto:Se lo vuoi, se lo volete, posso parlare di tutti gli insegnamenti...


Sperando di deluderti profondamente.


mi dispiace un pò questa frase, perchè "deludere" vuol dire (letteralmente) prendersi gioco, e per estensione schernire, ferire...leggendo anche quel "profondamente" sembra voglia dire "ferire nel profondo, alla radice".

Saper leggere e scrivere non serve che l’ignoranza !


però serve per comunicare agli altri no? per tradurre conoscenza o altro, qualcosa insomma.
Mi sembra che lei parli, scriva, legga etc.

Solaris ha scritto:Per i soldi, buona domanda ! Eh, bé, sono io che pago perché non mi si venga ad incontrare.

buona la risposta!
per quello che è il mio giudizio solo per questa risposta varrebbe la pena venire ad incontrarla...

...ah! ovviamente dipende da quanto lei paga in cambio della volontà di venire a incontrarla...tutto (tranne il dono e il sacrificio) ha un valore di scambio.

saverio
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi Surya il 07/03/2010, 5:10

O una suprema superiorità o un'alterazione coscienziale o un astuta furbizia o altro,


Save' con il manas non ci cavi un topo dal buco.
In quell'universo in espansione del neoadvaita, neozen e ora ne(ur)oaurobindiano, ci puoi trovare di tutto, anche chi ha realizzato stati coscienziali "alterati" e quindi e' in cuor suo veramente convinto di cio' che testimonia.
Puo' essere sconcertante per l'ingenuo ricercatore, privo di esperienza di rottura dei livelli dell'io, o privo di una istruzione e pratica in ambiti tradizionali qualificati, trovarsi di fronte un essere privo di emozioni, o con una reale esperienza di vacuita'.
Puo' essere dannoso e pericoloso. Se la persona e' debole diverra' un accolito di tale essere, lo sosterra' anche economicamente, trascurera' la famiglia, si affidera' al suo dire ecc. ecc.
E' una storia vecchia come il mondo.
Per te non lo e', identificato come sei nella tua granitica identificazione discorsiva, meglio cosi.
"La morte (thànatos) è di due tipi. La prima, più conosciuta, avviene quando il corpo si separa dall'anima. La seconda, propria dei filosofi (philosòphon), quando l'anima si separa dal corpo. La seconda non accade dopo la prima"
(Porfirio)
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi sky il 07/03/2010, 8:57

Surya ha scritto:
O una suprema superiorità o un'alterazione coscienziale o un astuta furbizia o altro,


Save' con il manas non ci cavi un topo dal buco.
In quell'universo in espansione del neoadvaita, neozen e ora ne(ur)oaurobindiano, ci puoi trovare di tutto, anche chi ha realizzato stati coscienziali "alterati" e quindi e' in cuor suo veramente convinto di cio' che testimonia.
Puo' essere sconcertante per l'ingenuo ricercatore, privo di esperienza di rottura dei livelli dell'io, o privo di una istruzione e pratica in ambiti tradizionali qualificati, trovarsi di fronte un essere privo di emozioni, o con una reale esperienza di vacuita'.
Puo' essere dannoso e pericoloso. Se la persona e' debole diverra' un accolito di tale essere, lo sosterra' anche economicamente, trascurera' la famiglia, si affidera' al suo dire ecc. ecc.
E' una storia vecchia come il mondo.
Per te non lo e', identificato come sei nella tua granitica identificazione discorsiva, meglio cosi.

sono d'accordo.
Il problema sono soprattutto gli "accoliti" le persone piene di speranza di "migliorarsi", capire meglio le teorie, toccare con mano il "diverso" che credono sia l'illuminato.
I realizzati, per quell'esperienza che ne ho fatto, conducono, per come possono, una vita normale.
E parlano in modo normale, parlano con parole semplici, a chi vuol smettere di fumare, ad esempio, per sentirsi più santo, a chi ha perso il figlio, al sindaco che ha le rogne politiche da sbrogliare.
La loro vita è al servizio dell'uomo.
Ma l'uomo, per tradizione, come in India, o per tendenza ad avere un capo branco, ne fa dei simulacri vuoti da adorare.
Non mi sono mai trovata, per mia fortuna, nella situazione di dover usare la discriminazione con chi ho riconosciuto maestro della via.
Forse perchè non li consideravo maestri (se non nella loro specifica arte) ma compagni di viaggio.
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi saverio il 07/03/2010, 11:52

Surya ha scritto:Save' con il manas non ci cavi un topo dal buco.
In quell'universo in espansione del neoadvaita, neozen e ora ne(ur)oaurobindiano, ci puoi trovare di tutto, anche chi ha realizzato stati coscienziali "alterati" e quindi e' in cuor suo veramente convinto di cio' che testimonia.
Puo' essere sconcertante per l'ingenuo ricercatore, privo di esperienza di rottura dei livelli dell'io, o privo di una istruzione e pratica in ambiti tradizionali qualificati, trovarsi di fronte un essere privo di emozioni, o con una reale esperienza di vacuita'.
Puo' essere dannoso e pericoloso. Se la persona e' debole diverra' un accolito di tale essere, lo sosterra' anche economicamente, trascurera' la famiglia, si affidera' al suo dire ecc. ecc.
E' una storia vecchia come il mondo.
Per te non lo e', identificato come sei nella tua granitica identificazione discorsiva, meglio cosi.


ummm...attento che il passo tra "Surya" e "Soleil" è breve...credersi un maestro pare sia cosa in voga, però mi sa che ci sono ancora troppi giudizi mentali, non sono constatazioni, derivano dal manas quelli no?
quindi non ho capito, stai conducendo la classica battaglia chimerica contro il manas armato di manas?
pensa che l'avevo capito pure io, con il manas brutto e cattivo, che non porta a niente, che è impossibile...
il pericolo non è per gli accoliti di cui fai un quadro così netto e profetico...è per chi si crede maestro appena un altro (che si diceva maestro) viene fatto cadere.
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi gigi il 07/03/2010, 12:28

saverio ha scritto:stai conducendo la classica battaglia chimerica contro il manas armato di manas?
.

chiunque l'avesse mai iniziata,tu la staresti continuando saverio,dunque che serve..? :)
"se le tue parole non valgono piu del tuo silenzio, taci"
(detto islamico)
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi saverio il 07/03/2010, 12:33

gigi ha scritto:
saverio ha scritto:stai conducendo la classica battaglia chimerica contro il manas armato di manas?
.

chiunque l'avesse mai iniziata,tu la staresti continuando saverio,dunque che serve..? :)


na.
io mica sparlo del povero manas attraverso il manas, dicendo o lasciando intendere che il mio non è manas...
saverio
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi gigi il 07/03/2010, 12:42

saverio ha scritto:io mica sparlo del povero manas attraverso il manas, dicendo o lasciando intendere che il mio non è manas...

Difatti non hai inteso che Surya non ha detto che il manas è brutto e cattivo,quanto che non serve in questi casi come strumento d'analisi,a meno che..tu non voglia soltanto battagliare..
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi saverio il 07/03/2010, 12:46

gigi ha scritto:
saverio ha scritto:io mica sparlo del povero manas attraverso il manas, dicendo o lasciando intendere che il mio non è manas...

Difatti non hai inteso che Surya non ha detto che il manas è brutto e cattivo,quanto che non serve in questi casi come strumento d'analisi,a meno che..tu non voglia soltanto battagliare..


vabbè, sono stato impreciso...
diciamo che il tratto caratteristico era il sentenziare e giudicare attraverso il manas le identificazioni e le espressioni manasiche altrui...come se non lo fossero anche le proprie.
poco cambia da quello che diceva Solaris (almeno lui era palesemente falso).
finisco qui
scusate

un caro saluto

saverio
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi gigi il 07/03/2010, 12:56

saverio ha scritto:diciamo che il tratto caratteristico era il sentenziare e giudicare attraverso il manas le identificazioni e le espressioni manasiche altrui...come se non lo fossero anche le proprie.

vedi saverio,il punto è che se guardi solo col manas non puoi che vedere dappertutto che quello,è impossibile scorgere altro che lo trascenda.
Per giunta è colorato dalle vasana.
E' come portare sul naso ,senza mai ricordarselo un paio di occhiali con le lenti verdi:tutto diviene verde.
E il mondo sarà solo quel paesaggio verde visibile.
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi saverio il 07/03/2010, 13:08

gigi ha scritto:
saverio ha scritto:diciamo che il tratto caratteristico era il sentenziare e giudicare attraverso il manas le identificazioni e le espressioni manasiche altrui...come se non lo fossero anche le proprie.

vedi saverio,il punto è che se guardi solo col manas non puoi che vedere dappertutto che quello,è impossibile scorgere altro che lo trascenda.
Per giunta è colorato dalle vasana.
E' come portare sul naso ,senza mai ricordarselo un paio di occhiali con le lenti verdi:tutto diviene verde.
E il mondo sarà solo quel paesaggio verde visibile.


e scusa, forse mi manca proprio la base dell'antropologia e psicologia indù (ho anche difficoltà a collocare sto manas)...ma, senza fare questi giochetti dello specchioriflesso, tu queste affermazioni grazie a quale facoltà le fai? quale facoltà le genera e le gestisce?
sono espressione di intuizione d'intelletto?
e i giudizi precedenti di Surya?

basta non avere pretese, il mio manas (che vede manas dappertutto) non può fare a meno di vedere qui del manas, e questo non è granchè male...il fatto è che si illude di non essere manas.
saverio
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