Le Soleil que fuit

Confronti & tenzoni

Moderatore: ryu no kokyu

da Solaris - ultima risposta ai post di chiusura-forum

Messaggiodi alba il 07/03/2010, 13:31

Un ultimo messaggio di apertura come risposta :

Prendo atto della vostra ultima risposta comune (i Pitagorici) che ha il merito di sintetizzare il vostro buon diritto d'autorità !

Neo-aurobindismo ? Neo-advaita ?
Questo accomoda bene gli interessi del pensatore concettuale (che in verità non siete), per seppellire l'Ignoto, che siete ; Ignoto che non ha nulla a che vedere con questa chiusura dogmatica del mentale sotto alta tradizione. Mentale che, in questo caso, tradisce la spontaneità che emerge.
Voi mostrate qui i limiti di tutte le correnti tradizionali in corso fino ad oggi.
Quanto a noi, non siamo né la tradizione, né anti-tradizione, né newage, né neoaurobindismo... le vostre dottrine vi accecano e aprono la via al potere di rigettare ciò che non vi fa comodo.

Possiamo affermare che non avete compreso nulla di Sri Aurobindo, talmente condizionati dalle vostre dottrine, sembrate non più riuscire (transitoriamente) né a vedere, leggere, né sentire.
Se la Tradizione é questa, é dell'ignoranza che si prende per conoscenza spirituale.

Né tradizione, né newage, nulla, vi sbagliate. E come tutto é transitorio, immediatamente, sono totalmente aperto a manifestare la Non-separazione in Atto insieme a voi.

Noi siamo Quello, siamo l'universo, la terra e tutte le speci viventi, siamo l'umanità ; in questi tempi di grande divisione sul pianeta terra, mi implico pienamente nell'Atto d'Amore Non-separatore

Intenda chi può !

Vostro amico per sempre
Solaris
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Re: da Solaris - ultima risposta ai post di chiusura-forum

Messaggiodi ryu no kokyu il 07/03/2010, 14:00

alba ha scritto:Un ultimo messaggio di apertura come risposta :

scrivere "ultimo messaggio di apertura" suona ovviamente come un ultimatum, una specie di minaccia.

Prendo atto della vostra ultima risposta comune (i Pitagorici) che ha il merito di sintetizzare il vostro buon diritto d'autorità !

diritto d'autorità?
qui si parla di filosofia.
Solaris, colui che ha per nome un aggettivo, non parla di filosofia, non parla di tradizione, non parla di aurobindo, ma solo di sè.
non essendo una chat ed essendo un luogo dove si parla specificamente di platone,patanjali, gaudapada, govinda, samkara, raphael, se qualcuno vuol parlare di sè può anche farlo ma se pubblicizza le sue iniziative personale atte ad ingigantire il già gigantesco ego che traspare dalla risposte insinuanti sembra ovvio che gli amministratori abbiano deciso di porre un freno.
la condivisione si basa sulla reciproca sincerità.
sinceramente il dire di Solaris, cui , a mio parere è stato dato sin troppo spazio, troverebbe la sua logica collocazione in un forum che si occupa di pscicanalisi, argomento interessante ma che non fa parte, se non fuggevolmente, degli argomenti che si trattano su "IPITAGORICI/FORUM"

Neo-aurobindismo ? Neo-advaita ?
Questo accomoda bene gli interessi del pensatore concettuale (che in verità non siete), per seppellire l'Ignoto, che siete ; Ignoto che non ha nulla a che vedere con questa chiusura dogmatica del mentale sotto alta tradizione. Mentale che, in questo caso, tradisce la spontaneità che emerge.
Voi mostrate qui i limiti di tutte le correnti tradizionali in corso fino ad oggi.
Quanto a noi, non siamo né la tradizione, né anti-tradizione, né newage, né neoaurobindismo... le vostre dottrine vi accecano e aprono la via al potere di rigettare ciò che non vi fa comodo.

il dire di solaris, che è libero di esprimere la sua non appartenenza a determinate correnti di pensiero, si pone, secondo le nostre esperienze, le nostre letture, la nostra intelligenza, a pieno titolo nella corrente new age.
il fatto che solaris giudichi il pensiero altrui con gfrasi del tipo:
Voi mostrate qui i limiti di tutte le correnti tradizionali in corso fino ad oggi.
Quanto a noi, non siamo né la tradizione, né anti-tradizione, né newage, né neoaurobindismo... le vostre dottrine vi accecano e aprono la via al potere di rigettare ciò che non vi fa comodo


mostra chiaramente l'aspetto settario e pericoloso del dire di solaris tipico di colui che parla non per condividere ma per affermare la superiorità sua e delle sue credenze su altre linee di pensiero.
è ovvio che il suo parlare di libertà e di amore nasconde la volontà di ottenere potere e questo ovviamente fa scatenare un conflitto non già con la filosofia non duale (sarebbe una contraddizione in termini) ma con le istanze di ricerca della verità e di libertà di espressione che muovono coloro che animano questo forum.

tra l'altro se si pone l'eventualità che il dire di Solaris sia confuso per il suo esistere in uno stato superiore di coscienza l'errore che ha fatto nel giudicare gli scritti di saverio come frutto della mente di Ryu no kokyu dimostra che non si tratta di stato superiore di coscienza in cui il dire e l'agire sono impulsati esclusivamente dalla buddhi o dalla volontà shakti,
Solaris fa una supposizione sulla base di proprie convinzioni non rispondenti al vero.

siamo abituati a cose diverse.
si ricorda anni fa che sky si presentò con altro nome su un forum di yoga e fu riconosciuta immediatamente da ryu no kokyu .
altri episodi del genere sono accaduti ripetutamente .
è abbastanza facile per chi pratica la meditazione realizzativa riconoscere l'oro dall'ottone.
basta chiudere gli occhi e concentrarsi non sul significato delle parole ma sulla loro essenza.

se ciò che a noi piccoli aspiranti riesce così facile è impossibile per Solaris significa, usando dei termini tradizionali , che scambia l'istinto, impulsato dall'inconscio, per l'intuizione sovraconscia.

questo può avvenire solo se non si è realizzata o non in corso la rettificazione mercuriale.
il cakra del tejas, nabhi cakra, funge da buddhi inferiore e , in unione con il manas (vishuddha cakra impulsato da anahta cakra) provoca quelle alterazioni sul lago di Citta e Inconscio che formano le opinioni e le credenze.

dal punto di vista dello yoga delle energie un errore come quello fatto da Solaris , per un maestro o un istruttore, non è concepibile.
ovvio che solaris è tarocco.
non riesce nemmeno a discriminare tra gli input della mente emotiva e quelli della mente intellettiva.
penso che solaris dovrebbe praticare un pò di yoga con istruttori qualificati prima di andare in giro a illudere se stesso e gli altri, fingendosi un grande maestro illuminato.



Possiamo affermare che non avete compreso nulla di Sri Aurobindo, talmente condizionati dalle vostre dottrine, sembrate non più riuscire (transitoriamente) né a vedere, leggere, né sentire.
[b]Se la Tradizione é questa, é dell'ignoranza che si prende per conoscenza spirituale.
[/quote]
giudizio tranciante, che mostra chiaramente la statura morale ed intellettuale di Solaris.
è stato un bene farti parlare: si è dimostrata la tua reale statura.

un sorriso,
ryu no kokyu
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi laura il 07/03/2010, 16:01

Ognuno comprende e apprende ciò che può, dalle esperienze della vita.
Qualche giorno fa (anzi, era piena notte) ho scritto che avrei voluto tornare indietro, a quando non avevo ancora capito, ma ciò non è possibile perché, una volta che qualcosa si è visto, non si può far finta di non averlo visto.

Ho visto che qui si vuole appropriarsi di Sri Aurobindo, semplificando il suo messaggio e sostenendo in modo superficiale l’equazione: Sri Aurobindo = Vedanta. Sri Aurobindo non è superiore al Vedanta, non è contrario al Vedanta, non vuole gareggiare con la tradizione, ma NON E’ il Vedanta, perché aggiunge una realizzazione successiva a quella spirituale tradizionale, la realizzazione della Coscienza-di-Verità (o Supermente) di cui finora non si è parlato perché non era ancora giunto il tempo evolutivo: trovatemi un testo del Vedanta dove si dica a chiare lettere che lo scopo ultimo della spiritualità è una vita divina sulla terra, vissuta da un essere superiore all’uomo (super-uomo) di cui finora non abbiamo ancora avuto alcun esempio - una razza nuova.

Non è per ripicca, che Aurobindo fonda lo Yoga Integrale su una continuazione degli yoga precedenti (“Il mio yoga comincia dove gli altri finiscono”), ma per una necessità evolutiva: se la Coscienza evolve, ed evolve collettivamente, non individualmente, ci porta in luoghi sconosciuti, necessariamente. Lo Yoga Integrale ci indica il futuro, che non conosciamo. E, proprio come un anziano morente viene invitato a lasciare tutto ciò a cui era tenacemente attaccato, per andare liberamente incontro all’Ignoto che l’attende, così Aurobindo invita l’umanità morente a fare altrettanto, lasciandosi alle spalle tutto quanto la sua mente ha costruito, compreso l’intero impianto spirituale tradizionale, che adesso non è più sufficiente. L’ho scritto qua sopra mille volte, ma non mi sono spiegata bene e non avete compreso, oppure avete fatto finta di non capire.

Da anni mi oppongo alla visione di Aurobindo come colui che disprezza e distrugge la tradizione (i “vecchi yoga” nel cestino, in favore dell’unico “nuovo yoga”); solo qualche giorno fa ero alle prese, in un incontro tra aurobindiani, proprio a dimostrare l’infondatezza dell’opposizione che molti di loro vorrebbero creare tra tradizione e Aurobindo, e mi sono presa dell’imbecille naturalmente, quella che non ha capito nulla di questo Yoga. Ora accade lo stesso, nella voce di chi mi accusa esattamente dell’opposta colpa - perché ugualmente non sottoscrivo le parole di coloro che identificano tout-court Aurobindo con la tradizione; ma per quale motivo, mi chiedo? Di cosa avete paura, cosa temete di perdere, che difendete così a spada tratta? L’evoluzione è un fatto del Divino, e in quanto tale non ci deve spaventare, anche se ci porta su lidi sconosciuti.

Che fare?
D’altra parte, quando Aurobindo era in vita è stato a sua volta pesantemente e costantemente ingiuriato dai rappresentanti della tradizione. Guardate cosa scrive nei suoi ultimi Aforismi:


“Il mio Amante si tolse la corona dal capo e la collana reale dal collo, e mi rivestì con esse; ma i discepoli dei santi e dei profeti mi hanno ingiuriato, dicendo: Insegue le siddhi!
Ho obbedito agli ordini del mio Amante nel mondo e alla volontà del mio Rapitore; ma hanno protestato: Chi è costui che corrompe la gioventù e sconvolge la morale?
Ebbro dell’estasi per il mio Amante, ho gettato lontano da me, sulle strade maestre, la veste del mondo. Perché dovrei preoccuparmi se gli uomini del mondo mi scherniscono e i farisei volgono altrove lo sguardo?
Per il tuo amante, o Signore, le invettive del mondo sono miele selvatico, e la gragnola di sassi scagliata dalla folla è una pioggia d’estate sul corpo. Non sei forse Tu che inveisci e che lapidi, e non sei forse Tu nelle pietre, che mi colpisci e mi ferisci?”
(Aforismi. 440-444)



Non è nostro scopo affermare che lo Yoga Integrale è superiore agli altri, né tantomeno volerlo imporre col proselitismo: vorremmo, al contrario, che insieme superassimo le nostre divisioni, cercando il bene della collettività tutta. Nel momento in cui qualcuno scrive: “io e te siamo il Medesimo”, come potrebbe mai essere, per lui, che Aurobindo e Ramana non siano il Medesimo?

Sri Aurobindo non è contro la tradizione, né lo sono io, né Solaris.
Sri Aurobindo non è solo la tradizione, né lo sono io, né Solaris.

Ho cancellato tutti i miei scritti su Aurobindo, e tiro un sospiro di sollievo, perché li usavate per sostenere un’eguaglianza che non sottoscrivo. Non si è trattato, per quanto mi riguarda, di un sacrificio per mostrare al mondo quanto gli imbecilli cadono spesso nelle reti dei ciarlatani, ma perché non sia compiuta in mio nome un’azione che nega il messaggio di Aurobindo. Certamente userete queste mie parole per dimostrare la validità della vostra tesi, perciò sono ben consapevole che non servono a niente; servono solo a me stessa, perché esprimono la verità di ciò che vivo.

Ora il Forum dedicato a Sri Aurobindo e Mère è stato portato in una stanza “protetta”, affinché possiate dimostrare a voi stessi che non hanno introdotto proprio nulla di nuovo.
Certamente potete farlo, ma non in mio nome.

laura
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi gigi il 07/03/2010, 16:30

Non mi compete vedere primati nella Tradizione,ma vedo come sia già una contraddizione il solo affermarlo,come mi è chiaro che su un’idea di primato si costruisca il regno di un’ego.
Come è chiaro la supponente aggressività di Solaris malamente mascherata d’amore da un evidente ego ben identificato nel ruolo.
Già questo per una testimonianza che dovrebbe porsi come l’oltre di un Ramana sembra sufficiente per capire tutto il delirante teorema che sottende...
Mi è chiaro pure il proselitismo di laura,che ancora una volta scambia il messaggio-testimonianza altrui,in questo caso di un’Aurobindo smembrato e strumentalizzato dalle utopie dell’ego occidentale, come fosse sua proprietà.
Sarebbe molto grave tale atteggiamento che la fa ritenere convinta del suo operare se lei ne fosse consapevole:poiché non lo è evidentemente da come espone il suo dire (tutt'alpiù sembra soltanto uno strumento altrui entro il quale sembra ormai identificata e fuori da ogni oggettivo porsi) allargo le braccia e così sia..

Dice Aurobindo,citato da laura:
i discepoli dei santi e dei profeti mi hanno ingiuriato, dicendo: Insegue le siddhi!

Già..
e adesso viene ingiuriato proprio da chi si investe del potere di mondane siddhi..
laura ha scritto:NON E’ il Vedanta, perché aggiunge una realizzazione successiva a quella spirituale tradizionale, la realizzazione della Coscienza-di-Verità (o Supermente)

Chi può dirlo oltre A. ?
Si vedono qui realizzazioni assolute che possano assumerne il senso e la testimonianza,o bisogna fermarsi alla letteratura new age che qui se ne sta facendo,strumentalizzandolo banalmente?
"se le tue parole non valgono piu del tuo silenzio, taci"
(detto islamico)
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi ryu no kokyu il 07/03/2010, 18:52

Ora il Forum dedicato a Sri Aurobindo e Mère è stato portato in una stanza “protetta”, affinché possiate dimostrare a voi stessi che non hanno introdotto proprio nulla di nuovo.
Certamente potete farlo, ma non in mio nome.


ti assicuro che ryu no kokyu veglierà affinchè in futuro nessuno parli in questo forum nella maniera in cui ne parli tu e ne parla solaris,di filosofia in generale e di aurobindo/mère in particolare .

e ti assicuro che nessuno dei pitagorici parlerà in nome tuo nè tenterà di disonorare il tuo nome.
cui mi pare che tu giustamente tenga molto.
ti dò la mia parola d'onore.

per ciò che riguarda la tua idea che Xuto, teano, o sky, o riccardo o taqbang possano tentare di dimostrare che aurobindo e mére non hanno introdotto niente di nuovo, credo di poterti rassicurare.

penso che qui si solitamente ci si occupi di citare certi testi e di testimoniare le proprie esperienze.
su questi testi e queste testimonianze ovviamente ciascuno è libero di esprimere le proprie opinioni.

sul tema Aurobindo e mère questi testi e queste testimonianze non ci sono più, perchè tu, avvalendoti delle opzioni del moderatore di Forum, hai cancellato completamente le citazioni e le testimonianze che riguardavano aurobindo e Mère.
e non mi pare che nessuno abbia intenzione di riaprire l'argomento.
a meno che non si riescano a recuperrare gli scritti interessanti che tu hai inopinatamente e scorrettamente cancellato.

se non riusciamo a recuperare quei gesti che tu hai cancellato in preda ad una crisi d'ira, anche volendo sarebbe difficile tentare di dimostrare alcunchè.

tra l'altro mi viene anche il dubbio che qua non ci sia nessuno che voglia dimostrare niente.

se tu pensi che aurobindo mère abbiano introdotto nuove concezioni e nuove tecniche operative non hai che da parlarne.

ciò che interessa è soprattutto le cosiddette tecniche operativa, perchè questo vostro (tuo e di alba/solaris) parlare di modificazioni genertiche come risultato di una realizzazione è assai interessante, ma un conto è parlare un conto è realizzare.
se ti parla della spigola alla vernaccia, con olive e pomodori pachino, potrai dire che è una bella cosa giusto?
ma se tu mi chiedi come si prepara e ti rispondo che non lo so.
restano solo chiacchiere.

ti si sarebbe grati, a dir la verità, se mettessi in chiaro quali sono le tecniche operative che differenziamno il purna yoga dallo yoga e in cosa consistono queste modificazioni del dna.
una modificazione genetica , chiaramente, essendo sul piano fenomenivco dovrebbe essere registrabile dagli strumenti scientifici.
quindi se solaris è la rappresentazione vivente di questa mutazione che rappresenterebbe il culmine , a livello individuale, del percorso conoscitivo del Purna Yoga, probabilmente si potranno testimoniare le modificazioni avvenute nel corpo di solaris.
cosa comunque, che non sarebbe nuovissima.
ricordo le stimmate di padre Pio, e il cuore enorme e pieno di cicatrici, di santa Teresa .
Ananda Mayi poteva diventare gigantesca e piccolissima, e quando entrava in samadhi sulla fronte usciva una strana protuberanza che ricordava la lingua che, irriverente, esce dalle labbra carnose di di kali.

comunque sia ben vengano le testimonianze e le dimostrazioni .
non aspettiamo altro.

un sorriso.
ryu no kokyu
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi laura il 07/03/2010, 21:14

E' buffo: prima dici che veglierai affinché nessuno mai più parli di A. come ne ho parlato io finora :

ryu no kokyu ha scritto:ti assicuro che ryu no kokyu veglierà affinchè in futuro nessuno parli in questo forum nella maniera in cui ne parli tu e ne parla solaris,di filosofia in generale e di aurobindo/mère in particolare .


e poi dici che ho cancellato un lavoro interessantissimo, che ho condotto finora:

a meno che non si riescano a recuperrare gli scritti interessanti che tu hai inopinatamente e scorrettamente cancellato.


Gli scritti interessanti li avevo scelti io stessa, quando erano citazioni, oppure erano farina del mio sacco.
Ma va bene, ti passo la contraddizione perché anch'io sono perfettamente d'accordo che avevo fatto un bellissimo lavoro, e un pessimo lavoro.
Poi, se permetti, rettifico una tua proiezione:

se non riusciamo a recuperare quei gesti che tu hai cancellato in preda ad una crisi d'ira,


veramente ero calmissima, uscivo da un paio d'ore di intenso silenzio e piena immobilità; altrimenti non credo che avrei avuto la forza di farlo. E ho fatto benissimo: più parli, più mi convinco che è stata la mano della Madre Divina.



ti si sarebbe grati, a dir la verità, se mettessi in chiaro quali sono le tecniche operative che differenziamno il purna yoga dallo yoga e in cosa consistono queste modificazioni del dna.
una modificazione genetica , chiaramente, essendo sul piano fenomenivco dovrebbe essere registrabile dagli strumenti scientifici.
quindi se solaris è la rappresentazione vivente di questa mutazione che rappresenterebbe il culmine , a livello individuale, del percorso conoscitivo del Purna Yoga, probabilmente si potranno testimoniare le modificazioni avvenute nel corpo di solaris.
cosa comunque, che non sarebbe nuovissima.
ricordo le stimmate di padre Pio, e il cuore enorme e pieno di cicatrici, di santa Teresa .
Ananda Mayi poteva diventare gigantesca e piccolissima, e quando entrava in samadhi sulla fronte usciva una strana protuberanza che ricordava la lingua che, irriverente, esce dalle labbra carnose di di kali.

comunque sia ben vengano le testimonianze e le dimostrazioni .
non aspettiamo altro.

un sorriso.
ryu no kokyu


1. continui a non capire (o a far finta di non capire) che il corpo è L'ULTIMO dei piani che si trasforma: prima la mente superiore, poi le varie gradazioni inferiori della mente (ci sono almeno 5 piani intermedi), poi il vitale superiore, poi l'inferiore, e solo in ultimo il corpo che, a quanto pare, è l'unica cosa che ti interessa - proprio come quelli che parlano dello Yoga di Aurobindo nel modo più superficiale: "Vogliamo diventare immortali, vogliamo volare, vogliamo diventare fortissimi...". Infantile.
2. continui a non capire (o a far finta di non capire) che gli esempi che riporti c'entrano "come il culo con le quarant'ore" (scusate, altra espressione fiorentina un po' volgarotta ma amichevole): non gliene poteva importare meno, ad Aurobindo, delle stimmate, delle cicatrici, dei corni che escono dalla fronte, di diventare giganteschi o nani. Ma credo sia inutile che ti rispieghi per l'ennesima volta cosa intendeva A. con trasformazione, e che si tratta di qualcosa che non si è ancora mai visto in passato.
3. a Solaris puoi porre delle domande sulla trasformazione, a me non ancora (non ancora!)

baci
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi Surya il 07/03/2010, 21:24

laura ha scritto:
veramente ero calmissima, uscivo da un paio d'ore di intenso silenzio e piena immobilità; altrimenti non credo che avrei avuto la forza di farlo. E ho fatto benissimo: più parli, più mi convinco che è stata la mano della Madre Divina.



Puoi stare immobile anche un eone intero.
Non serve a niente la sola immobilita', al massimo ti serve ad autoconvincerti di quello che ti pare...o ad agire freddamente in preda a qualche vasana.
Le tue azioni* sono state un grande insegnamento e di questo ti ringrazio profondamente.

*il cancellare il forum e il presentarci solaris.
"La morte (thànatos) è di due tipi. La prima, più conosciuta, avviene quando il corpo si separa dall'anima. La seconda, propria dei filosofi (philosòphon), quando l'anima si separa dal corpo. La seconda non accade dopo la prima"
(Porfirio)
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi Teano il 07/03/2010, 21:46

laura ha scritto:Ognuno comprende e apprende ciò che può, dalle esperienze della vita.
Qualche giorno fa (anzi, era piena notte) ho scritto che avrei voluto tornare indietro, a quando non avevo ancora capito, ma ciò non è possibile perché, una volta che qualcosa si è visto, non si può far finta di non averlo visto.

Ho visto che qui si vuole appropriarsi di Sri Aurobindo, semplificando il suo messaggio e sostenendo in modo superficiale l’equazione: Sri Aurobindo = Vedanta. Sri Aurobindo non è superiore al Vedanta, non è contrario al Vedanta, non vuole gareggiare con la tradizione, ma NON E’ il Vedanta, perché aggiunge una realizzazione successiva a quella spirituale tradizionale, la realizzazione della Coscienza-di-Verità (o Supermente) di cui finora non si è parlato perché non era ancora giunto il tempo evolutivo: trovatemi un testo del Vedanta dove si dica a chiare lettere che lo scopo ultimo della spiritualità è una vita divina sulla terra, vissuta da un essere superiore all’uomo (super-uomo) di cui finora non abbiamo ancora avuto alcun esempio - una razza nuova.


Proprio perché ciascuno comprende e apprende ciò che può dalle esperienze della propria vita e nella vita altrui può solo proiettare sovrapposizioni e non certo proprietà è facile risponderti.

Nessuno può appropriarsi di Sri Aurobindo, come nessuno può possedere la tradizione o il Vedanta. Né fra noi ci sono Swami ordinati o Shankaracarya. Siamo solo persone che cercano di praticare sé stesse, lungo il cammino che la Madre divina ci ha messo di fronte e che taluni di noi chiamano col nome stesso della Madre divina: Vita.

Questo però non ci nega la possibilità di osservare aspetti identici fra i diversi percorsi tracciati dai Maestri nel mondo, per come man mano li viviamo nei nostri percorsi.

Nella tua esperienza del Vedanta non ci sono i passaggi che Sri Aurobindo aggiunge. Benissimo, questa è la tua esperienza. In questa esperienza invece Vedanta e Sri Aurobindo coincidono e mi sono avvicinato ad entrambi, sia al Vedanta che ad Aurobindo, proprio perché ho trovato entrambi contenuti in questa esperienza. In questa vita non nasco nel Vedanta, non nasco in India, non nasco nello Yoga. Nasco in Occidente e ricevo l'educazione vigente in questa nazione. Nulla di più lontano dal Vedanta e da Aurobindo. Nel corso di questa vita ci sono state una serie di esperienze o interiorizzazioni che mi hanno spinto a cercare di capire cosa fossero e cosa significassero. Più si è cercato di comprendere, più c'è stata una trasformazione.

Quanto vissuto lo si è trovato descritto in quello che chiamiano tradizione... l'ho trovato in Platone, in Plotino, in Gaudapada, in Shankara, in Ramakrishna, in Ramana, in Aurobindo, etc. etc.

Posso negare questa esperienza? No. E nemmeno la porto sugli scudi o la vado sbandierando o affermo che essa sia assoluta o da seguire. E' una esperienza, la mia. Non so nemmeno se sia granché appetibile: l'ho trovata un po' ostica, ma tant'è questo passa il convento. Non ne ho altre qui e ora di pari apparenza.

E' stato quasi un obbligo mettermi a cercare altre persone che avessero esperienze simili con cui poter condividere i passaggi e farmi anche aiutare perché ci sono stati anche momenti di sconforto, alcuni stati possono sembrare anche alienanti le prime volte. Certi eventi considerati chissà che cosa quando non li si conosce posso anche stupire. Ovviamente ho cercato nell'ambito delle figure di cui sopra, alla ricerca di persone che potessi incontrare. Per lavoro sono in giro per il mondo, adesso ti scrivo da Kyoto, e ho girato parecchio fra India, Giappone, America ed Europa. L'unica linea in cui ho saputo trovare (il che non nega la possibilità che altre non le abbia sapute trovare) è stata quella del Vedanta Advaita. Quivi ho trovato Qualcuno che si è prestato alla presenza.

Mi chiedi di trovarti un testo del Vedanta. Non li conosco. Sono queste esperienze il mio riferimento, come in esse trovo Shankara, così vi trovo Aurobindo o Ramana. Ma non vi trovo come dettoti altri. Non trovo certe descrizioni o comportamenti o vacuità. E' una limitazione? Certo è una mia limitazione. Ma avendo esperienze di confronto filosofico e spirituale, di apertura di cuore, non possono non tirarmi indietro di fronte a certe persone per quanto care ti siano e per quanto tu mi sia cara. Con la massima umiltà apprendo da qualsiasi ricercatore, perché ogni vita dedicata a Dio è preziosissima e degna di essere fonte di istruzione per chiunque di noi. Occorre però apertura di cuore per portare avanti un dialogo, occorre esserci ed esserci in due. Giocare sulla non dualità a seconda di come tiri il vento è fuori di luogo e nega ogni dialogo e pertanto è stato chiuso l'argomento relativo.

Chiedevi del testo. Bene, non ne conosco. Però conosco diversi esempi di persone che ai miei occhi sono divine. O sante come si direbbe in ambito cristiano. Persone la cui vita è un esempio fulgido del Divino incarnato e i cui "superpoteri" non sono da cinegiornale, ma operano trasformando il mondo e le persone intorno a loro. Di tutte costoro il tratto marcato è l'umiltà, il silenzio. Sono una razza nuova? Non saprei, al momento nessuno di costoro ha figli.

Per quanto ce la possiamo raccontare, ciascuno è misura di sé stesso. E' il Vedanta che conviene a me, e non certo io al Vedanta. Lo stesso per Aurobindo.



Non è per ripicca, che Aurobindo fonda lo Yoga Integrale su una continuazione degli yoga precedenti (“Il mio yoga comincia dove gli altri finiscono”), ma per una necessità evolutiva: se la Coscienza evolve, ed evolve collettivamente, non individualmente, ci porta in luoghi sconosciuti, necessariamente. Lo Yoga Integrale ci indica il futuro, che non conosciamo. E, proprio come un anziano morente viene invitato a lasciare tutto ciò a cui era tenacemente attaccato, per andare liberamente incontro all’Ignoto che l’attende, così Aurobindo invita l’umanità morente a fare altrettanto, lasciandosi alle spalle tutto quanto la sua mente ha costruito, compreso l’intero impianto spirituale tradizionale, che adesso non è più sufficiente. L’ho scritto qua sopra mille volte, ma non mi sono spiegata bene e non avete compreso, oppure avete fatto finta di non capire.


Potrai scriverlo anche milioni di volte. Non cambierà mai l'esperienza di ciascun aspirante. Non esiste alcun Yoga Integrale da inventare, Sri Aurobindo si rifà a Ramakrishna e Vivekananda ed è in quest'ultimo che per primo ho trovati codificati insieme gli Yoga come un unico corpus. Ma questo non significa che sia stato il primo, né sarà l'ultimo

Vedi Sri Aurobindo, come Sri Shankara prima di lui, non hanno inventato o fondato alcunché. Altrimenti sarebbero veramente dei mentecatti, entrambi. La loro grandezza è proprio nell'aver codificato (ordinato, presentato, qualificato, definito, etc.) un qualcosa che prima della loro incarnazione era confuso, non ben definito, chiaro, limpido, sparso fra mille e mille rivoli di sapere, ora qui ora là. E tutto questo a prescindere da quanto gli stessi possano aver detto a qualche devoto entusiasta o appassionato.

Shankara nel mondo viene conosciuto a distanza di migliaia di anni di quando codificò l'Advaita Vedanta, un Advaita ben presente nei Veda. Da allora ci arrivano manuali trascritti chissà quante centinaia di anni dopo.

Di Aurobindo abbiamo la grazia della prima mano, di descrizioni particolareggiate, di veri e propri manuali con tutte le istruzioni per tutti coloro che dopo essere divenuti degli illuminati attraverso la realizzazione ottenuta con uno Yoga, vogliano proseguire.

Vedi forse c'è una incomprensione di fondo. Basandomi sulle mie esperienze - non saprei vivere la vita di un altro - cerco di vivere quotidianamente il mio presente, man mano che si presenta. Il domani lo vivrò domani, non certo oggi. Ti sembrerà ridicolo, ma quando da ragazzo mi capitava un libro di istruzioni spirituali, lo leggevo solo sino a dove trovavo la mia esperienza, poi leggevo l'istruzione successiva quella che dovevo praticare e chiudevo il libro. E non lo riaprivo sino a quando non era il momento di passare all'istruzione seguente.

Per me la via di Aurobindo non è chissà quando, è qui e ora. E' vivente in ciascuno che pratichi il percorso con una determinata presenza.


Da anni mi oppongo alla visione di Aurobindo come colui che disprezza e distrugge la tradizione (i “vecchi yoga” nel cestino, in favore dell’unico “nuovo yoga”); solo qualche giorno fa ero alle prese, in un incontro tra aurobindiani, proprio a dimostrare l’infondatezza dell’opposizione che molti di loro vorrebbero creare tra tradizione e Aurobindo, e mi sono presa dell’imbecille naturalmente, quella che non ha capito nulla di questo Yoga. Ora accade lo stesso, nella voce di chi mi accusa esattamente dell’opposta colpa - perché ugualmente non sottoscrivo le parole di coloro che identificano tout-court Aurobindo con la tradizione; ma per quale motivo, mi chiedo? Di cosa avete paura, cosa temete di perdere, che difendete così a spada tratta? L’evoluzione è un fatto del Divino, e in quanto tale non ci deve spaventare, anche se ci porta su lidi sconosciuti.



Cosa credi che sia la Tradizione se non l'insieme delle umane esperienze di Coloro che attraverso un percorso di trasformazione hanno raggiunto l' "Esperienza divina"? (senza meglio definire tale divina esperienza)

Come mettere Aurobindo fuori da coloro che possiamo prendere come riferimento?

La tradizione cui si oppone Aurobindo e qualsiasi altro aspirante è quella fatta da bigotti, teorici, non praticanti, intellettuali, incapaci che teorizzano, limitano, imprigionano il percorso spirituale entro dogmi, tabù, incapacità, credenze, teorie, alterazioni e limitazioni mentali. Esattamente che l'ambiente che ogni vero Maestro ha cercato di rettificare, da Shankara, a Ramakrishna, ad Aurobindo, a Sai Baba, per citarne alcuni.

L'evoluzione non spaventa alcun aspirante, né possono spaventare la radici di Aurobindo e la sua appartenenza a pieno titolo alla tradizione della filosofia realizzativa.

Se invece ti riferisci di critiche al giornalista, al politico se non terrorista Aurobindo, stiamo parlando di due se non tre figure e funzioni diverse.

Che fare?
D’altra parte, quando Aurobindo era in vita è stato a sua volta pesantemente e costantemente ingiuriato dai rappresentanti della tradizione.


Bene. A questo punto è d'obbligo, seriamente fuori Nomi, Cognomi, date e ingiurie proferite.

Voglio proprio vedere queste ingiurie e chi sono questi campioni della tradizione.

Non vorrei che alla fine risultassero i soliti quattro cretini incompetenti di turno, gli stessi che calunniavano Ramakrishna et similaria. E che ci sono stati e ci saranno sempre.


Guardate cosa scrive nei suoi ultimi Aforismi:


“Il mio Amante si tolse la corona dal capo e la collana reale dal collo, e mi rivestì con esse; ma i discepoli dei santi e dei profeti mi hanno ingiuriato, dicendo: Insegue le siddhi!
Ho obbedito agli ordini del mio Amante nel mondo e alla volontà del mio Rapitore; ma hanno protestato: Chi è costui che corrompe la gioventù e sconvolge la morale?
Ebbro dell’estasi per il mio Amante, ho gettato lontano da me, sulle strade maestre, la veste del mondo. Perché dovrei preoccuparmi se gli uomini del mondo mi scherniscono e i farisei volgono altrove lo sguardo?
Per il tuo amante, o Signore, le invettive del mondo sono miele selvatico, e la gragnola di sassi scagliata dalla folla è una pioggia d’estate sul corpo. Non sei forse Tu che inveisci e che lapidi, e non sei forse Tu nelle pietre, che mi colpisci e mi ferisci?”
(Aforismi. 440-444)



E allora? I sepolcri imbiancati sono solitamente vuoti ed l'aria espandendosi fa rumore. Sono parole che qualsiasi mistico potrebbe scrivere, non ultimi San Francesco o Padre Pio e anche un paio di fratelli che conosco. Ci si passa.

Non è nostro scopo affermare che lo Yoga Integrale è superiore agli altri, né tantomeno volerlo imporre col proselitismo: vorremmo, al contrario, che insieme superassimo le nostre divisioni, cercando il bene della collettività tutta. Nel momento in cui qualcuno scrive: “io e te siamo il Medesimo”, come potrebbe mai essere, per lui, che Aurobindo e Ramana non siano il Medesimo?

Sri Aurobindo non è contro la tradizione, né lo sono io, né Solaris.
Sri Aurobindo non è solo la tradizione, né lo sono io, né Solaris.


Nessuno è solo la tradizione. Ci mancherebbe altro. La tradizione è così ampia con innumerevoli rami che limitarla da una o più incarnazioni è riduttivo.
Né una o più incarnazioni contro fanno testo.
Né cosa sia o faccia o dica il signor Solaris è rilevante, purché non avvenga qui o avvenga con i dovuti modi. Modi che tu mostri di conoscere. Temo nel vostro caso che ci sia una confusione su chi potrebbe istruire chi, ma è un tuo problema.

Ho cancellato tutti i miei scritti su Aurobindo, e tiro un sospiro di sollievo, perché li usavate per sostenere un’eguaglianza che non sottoscrivo. Non si è trattato, per quanto mi riguarda, di un sacrificio per mostrare al mondo quanto gli imbecilli cadono spesso nelle reti dei ciarlatani, ma perché non sia compiuta in mio nome un’azione che nega il messaggio di Aurobindo. Certamente userete queste mie parole per dimostrare la validità della vostra tesi, perciò sono ben consapevole che non servono a niente; servono solo a me stessa, perché esprimono la verità di ciò che vivo.


Capito. E' questo il problema. Vedere nell'azione di comprensione una riduzione.
Laura, scoprirai attraverso una pratica di jnana yoga che qualsiasi comprensione necessita di una riduzione dell'argomento entro i termini esistenti in chi attua il processo di comprensione. Fatto questo e collocato l'argomento ridotto entro le categorie esistenti, si procede al suo ripristino ed espansione, rimodulando tutta la conoscenza secondo il nuovo dato.
L'uguaglianza e la similitudine sono necessarie per comprendere e praticare.

Nessun problema, chi sottoscrive l'uguaglianza per le parti praticate è il sottoscritto secondo la propria esperienza. Ognuno qui parla sempre in nome e per conto di sé stesso, non certo di altri.

L'unico appunto è che hai cancellato dialoghi che proprio non ti appartenevano. Se poi ritieni che ti appartenessero le parole offerte, questo riguarda solo te stessa e la tua dignità. Spero tanto che tu abbia conservato le copie e un giorno possa rioffrirci le tue parole e restituirci le nostre.

Ora il Forum dedicato a Sri Aurobindo e Mère è stato portato in una stanza “protetta”, affinché possiate dimostrare a voi stessi che non hanno introdotto proprio nulla di nuovo.
Certamente potete farlo, ma non in mio nome.

laura


Il forum è stato spostato proprio perché privato del tuo nome e a tuo nome qui nessuno ha fatto alcunché, " ". Sino a che qualcuno lo moderava era pubblico, nel momento stesso in cui non è più moderato non solo è stato tolto dal pubblico, ma è stato anche eliminato l'accesso dei motori di ricerca proprio per evitare di urtare o ferire i seguaci di Aurobindo, nel momento in cui a gestirlo non c'è più alcuno che ne abbia studiato l'insegnamento e su cui si possa fare affidamento per interventi temperati.
"Il magistero non va oltre questo limite, di additare cioè, la via e il viaggio ma la visione è già tutta un'opera personale di colui che ha voluto contemplare".
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi ryu no kokyu il 07/03/2010, 21:52

laura ha scritto:E' buffo: prima dici che veglierai affinché nessuno mai più parli di A. come ne ho parlato io finora :

ryu no kokyu ha scritto:ti assicuro che ryu no kokyu veglierà affinchè in futuro nessuno parli in questo forum nella maniera in cui ne parli tu e ne parla solaris,di filosofia in generale e di aurobindo/mère in particolare .


e poi dici che ho cancellato un lavoro interessantissimo, che ho condotto finora:

a meno che non si riescano a recuperrare gli scritti interessanti che tu hai inopinatamente e scorrettamente cancellato.


Gli scritti interessanti li avevo scelti io stessa, quando erano citazioni, oppure erano farina del mio sacco.
Ma va bene, ti passo la contraddizione perché anch'io sono perfettamente d'accordo che avevo fatto un bellissimo lavoro, e un pessimo lavoro.
Poi, se permetti, rettifico una tua proiezione:

se non riusciamo a recuperare quei gesti che tu hai cancellato in preda ad una crisi d'ira,


veramente ero calmissima, uscivo da un paio d'ore di intenso silenzio e piena immobilità; altrimenti non credo che avrei avuto la forza di farlo. E ho fatto benissimo: più parli, più mi convinco che è stata la mano della Madre Divina.



ti si sarebbe grati, a dir la verità, se mettessi in chiaro quali sono le tecniche operative che differenziamno il purna yoga dallo yoga e in cosa consistono queste modificazioni del dna.
una modificazione genetica , chiaramente, essendo sul piano fenomenivco dovrebbe essere registrabile dagli strumenti scientifici.
quindi se solaris è la rappresentazione vivente di questa mutazione che rappresenterebbe il culmine , a livello individuale, del percorso conoscitivo del Purna Yoga, probabilmente si potranno testimoniare le modificazioni avvenute nel corpo di solaris.
cosa comunque, che non sarebbe nuovissima.
ricordo le stimmate di padre Pio, e il cuore enorme e pieno di cicatrici, di santa Teresa .
Ananda Mayi poteva diventare gigantesca e piccolissima, e quando entrava in samadhi sulla fronte usciva una strana protuberanza che ricordava la lingua che, irriverente, esce dalle labbra carnose di di kali.

comunque sia ben vengano le testimonianze e le dimostrazioni .
non aspettiamo altro.

un sorriso.
ryu no kokyu


1. continui a non capire (o a far finta di non capire) che il corpo è L'ULTIMO dei piani che si trasforma: prima la mente superiore, poi le varie gradazioni inferiori della mente (ci sono almeno 5 piani intermedi), poi il vitale superiore, poi l'inferiore, e solo in ultimo il corpo che, a quanto pare, è l'unica cosa che ti interessa - proprio come quelli che parlano dello Yoga di Aurobindo nel modo più superficiale: "Vogliamo diventare immortali, vogliamo volare, vogliamo diventare fortissimi...". Infantile.
2. continui a non capire (o a far finta di non capire) che gli esempi che riporti c'entrano "come il culo con le quarant'ore" (scusate, altra espressione fiorentina un po' volgarotta ma amichevole): non gliene poteva importare meno, ad Aurobindo, delle stimmate, delle cicatrici, dei corni che escono dalla fronte, di diventare giganteschi o nani. Ma credo sia inutile che ti rispieghi per l'ennesima volta cosa intendeva A. con trasformazione, e che si tratta di qualcosa che non si è ancora mai visto in passato.
3. a Solaris puoi porre delle domande sulla trasformazione, a me non ancora (non ancora!)

baci
laura



ti ringrazio dell'insegnamento che ci hai dato e che continui a darci.
devo valutare adesso con attenzione come e perchè quelle sensazioni che mi prendono appena conosco una persona si rivelino poi sempre esatte.
è una cosa che dipende dal mio scarso livello coscenziale probabilmente.
forse in una vita precedente dall'istinto dipendeva la salvezza mia e di coloro che mi erano cari , per cui si tratta di una specie di residuo karmico.
una specie di animale istinto di sopravvivenza che mi fa riconoscere determinate categorie di persone senza nemmeno averle mai viste in faccia.
E' qualcosa che andrà risolto.
grazie ancora, anche per questo.
r.
ryu no kokyu
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Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi ryu no kokyu il 07/03/2010, 22:18

Teano ha scritto:
laura ha scritto:Ognuno comprende e apprende ciò che può, dalle esperienze della vita.
Qualche giorno fa (anzi, era piena notte) ho scritto che avrei voluto tornare indietro, a quando non avevo ancora capito, ma ciò non è possibile perché, una volta che qualcosa si è visto, non si può far finta di non averlo visto.

Ho visto che qui si vuole appropriarsi di Sri Aurobindo, semplificando il suo messaggio e sostenendo in modo superficiale l’equazione: Sri Aurobindo = Vedanta. Sri Aurobindo non è superiore al Vedanta, non è contrario al Vedanta, non vuole gareggiare con la tradizione, ma NON E’ il Vedanta, perché aggiunge una realizzazione successiva a quella spirituale tradizionale, la realizzazione della Coscienza-di-Verità (o Supermente) di cui finora non si è parlato perché non era ancora giunto il tempo evolutivo: trovatemi un testo del Vedanta dove si dica a chiare lettere che lo scopo ultimo della spiritualità è una vita divina sulla terra, vissuta da un essere superiore all’uomo (super-uomo) di cui finora non abbiamo ancora avuto alcun esempio - una razza nuova.


Proprio perché ciascuno comprende e apprende ciò che può dalle esperienze della propria vita e nella vita altrui può solo proiettare sovrapposizioni e non certo proprietà è facile risponderti.

Nessuno può appropriarsi di Sri Aurobindo, come nessuno può possedere la tradizione o il Vedanta. Né fra noi ci sono Swami ordinati o Shankaracarya. Siamo solo persone che cercano di praticare sé stesse, lungo il cammino che la Madre divina ci ha messo di fronte e che taluni di noi chiamano col nome stesso della Madre divina: Vita.

Questo però non ci nega la possibilità di osservare aspetti identici fra i diversi percorsi tracciati dai Maestri nel mondo, per come man mano li viviamo nei nostri percorsi.

Nella tua esperienza del Vedanta non ci sono i passaggi che Sri Aurobindo aggiunge. Benissimo, questa è la tua esperienza. In questa esperienza invece Vedanta e Sri Aurobindo coincidono e mi sono avvicinato ad entrambi, sia al Vedanta che ad Aurobindo, proprio perché ho trovato entrambi contenuti in questa esperienza. In questa vita non nasco nel Vedanta, non nasco in India, non nasco nello Yoga. Nasco in Occidente e ricevo l'educazione vigente in questa nazione. Nulla di più lontano dal Vedanta e da Aurobindo. Nel corso di questa vita ci sono state una serie di esperienze o interiorizzazioni che mi hanno spinto a cercare di capire cosa fossero e cosa significassero. Più si è cercato di comprendere, più c'è stata una trasformazione.

Quanto vissuto lo si è trovato descritto in quello che chiamiano tradizione... l'ho trovato in Platone, in Plotino, in Gaudapada, in Shankara, in Ramakrishna, in Ramana, in Aurobindo, etc. etc.

Posso negare questa esperienza? No. E nemmeno la porto sugli scudi o la vado sbandierando o affermo che essa sia assoluta o da seguire. E' una esperienza, la mia. Non so nemmeno se sia granché appetibile: l'ho trovata un po' ostica, ma tant'è questo passa il convento. Non ne ho altre qui e ora di pari apparenza.

E' stato quasi un obbligo mettermi a cercare altre persone che avessero esperienze simili con cui poter condividere i passaggi e farmi anche aiutare perché ci sono stati anche momenti di sconforto, alcuni stati possono sembrare anche alienanti le prime volte. Certi eventi considerati chissà che cosa quando non li si conosce posso anche stupire. Ovviamente ho cercato nell'ambito delle figure di cui sopra, alla ricerca di persone che potessi incontrare. Per lavoro sono in giro per il mondo, adesso ti scrivo da Kyoto, e ho girato parecchio fra India, Giappone, America ed Europa. L'unica linea in cui ho saputo trovare (il che non nega la possibilità che altre non le abbia sapute trovare) è stata quella del Vedanta Advaita. Quivi ho trovato Qualcuno che si è prestato alla presenza.

Mi chiedi di trovarti un testo del Vedanta. Non li conosco. Sono queste esperienze il mio riferimento, come in esse trovo Shankara, così vi trovo Aurobindo o Ramana. Ma non vi trovo come dettoti altri. Non trovo certe descrizioni o comportamenti o vacuità. E' una limitazione? Certo è una mia limitazione. Ma avendo esperienze di confronto filosofico e spirituale, di apertura di cuore, non possono non tirarmi indietro di fronte a certe persone per quanto care ti siano e per quanto tu mi sia cara. Con la massima umiltà apprendo da qualsiasi ricercatore, perché ogni vita dedicata a Dio è preziosissima e degna di essere fonte di istruzione per chiunque di noi. Occorre però apertura di cuore per portare avanti un dialogo, occorre esserci ed esserci in due. Giocare sulla non dualità a seconda di come tiri il vento è fuori di luogo e nega ogni dialogo e pertanto è stato chiuso l'argomento relativo.

Chiedevi del testo. Bene, non ne conosco. Però conosco diversi esempi di persone che ai miei occhi sono divine. O sante come si direbbe in ambito cristiano. Persone la cui vita è un esempio fulgido del Divino incarnato e i cui "superpoteri" non sono da cinegiornale, ma operano trasformando il mondo e le persone intorno a loro. Di tutte costoro il tratto marcato è l'umiltà, il silenzio. Sono una razza nuova? Non saprei, al momento nessuno di costoro ha figli.

Per quanto ce la possiamo raccontare, ciascuno è misura di sé stesso. E' il Vedanta che conviene a me, e non certo io al Vedanta. Lo stesso per Aurobindo.



Non è per ripicca, che Aurobindo fonda lo Yoga Integrale su una continuazione degli yoga precedenti (“Il mio yoga comincia dove gli altri finiscono”), ma per una necessità evolutiva: se la Coscienza evolve, ed evolve collettivamente, non individualmente, ci porta in luoghi sconosciuti, necessariamente. Lo Yoga Integrale ci indica il futuro, che non conosciamo. E, proprio come un anziano morente viene invitato a lasciare tutto ciò a cui era tenacemente attaccato, per andare liberamente incontro all’Ignoto che l’attende, così Aurobindo invita l’umanità morente a fare altrettanto, lasciandosi alle spalle tutto quanto la sua mente ha costruito, compreso l’intero impianto spirituale tradizionale, che adesso non è più sufficiente. L’ho scritto qua sopra mille volte, ma non mi sono spiegata bene e non avete compreso, oppure avete fatto finta di non capire.


Potrai scriverlo anche milioni di volte. Non cambierà mai l'esperienza di ciascun aspirante. Non esiste alcun Yoga Integrale da inventare, Sri Aurobindo si rifà a Ramakrishna e Vivekananda ed è in quest'ultimo che per primo ho trovati codificati insieme gli Yoga come un unico corpus. Ma questo non significa che sia stato il primo, né sarà l'ultimo

Vedi Sri Aurobindo, come Sri Shankara prima di lui, non hanno inventato o fondato alcunché. Altrimenti sarebbero veramente dei mentecatti, entrambi. La loro grandezza è proprio nell'aver codificato (ordinato, presentato, qualificato, definito, etc.) un qualcosa che prima della loro incarnazione era confuso, non ben definito, chiaro, limpido, sparso fra mille e mille rivoli di sapere, ora qui ora là. E tutto questo a prescindere da quanto gli stessi possano aver detto a qualche devoto entusiasta o appassionato.

Shankara nel mondo viene conosciuto a distanza di migliaia di anni di quando codificò l'Advaita Vedanta, un Advaita ben presente nei Veda. Da allora ci arrivano manuali trascritti chissà quante centinaia di anni dopo.

Di Aurobindo abbiamo la grazia della prima mano, di descrizioni particolareggiate, di veri e propri manuali con tutte le istruzioni per tutti coloro che dopo essere divenuti degli illuminati attraverso la realizzazione ottenuta con uno Yoga, vogliano proseguire.

Vedi forse c'è una incomprensione di fondo. Basandomi sulle mie esperienze - non saprei vivere la vita di un altro - cerco di vivere quotidianamente il mio presente, man mano che si presenta. Il domani lo vivrò domani, non certo oggi. Ti sembrerà ridicolo, ma quando da ragazzo mi capitava un libro di istruzioni spirituali, lo leggevo solo sino a dove trovavo la mia esperienza, poi leggevo l'istruzione successiva quella che dovevo praticare e chiudevo il libro. E non lo riaprivo sino a quando non era il momento di passare all'istruzione seguente.

Per me la via di Aurobindo non è chissà quando, è qui e ora. E' vivente in ciascuno che pratichi il percorso con una determinata presenza.


Da anni mi oppongo alla visione di Aurobindo come colui che disprezza e distrugge la tradizione (i “vecchi yoga” nel cestino, in favore dell’unico “nuovo yoga”); solo qualche giorno fa ero alle prese, in un incontro tra aurobindiani, proprio a dimostrare l’infondatezza dell’opposizione che molti di loro vorrebbero creare tra tradizione e Aurobindo, e mi sono presa dell’imbecille naturalmente, quella che non ha capito nulla di questo Yoga. Ora accade lo stesso, nella voce di chi mi accusa esattamente dell’opposta colpa - perché ugualmente non sottoscrivo le parole di coloro che identificano tout-court Aurobindo con la tradizione; ma per quale motivo, mi chiedo? Di cosa avete paura, cosa temete di perdere, che difendete così a spada tratta? L’evoluzione è un fatto del Divino, e in quanto tale non ci deve spaventare, anche se ci porta su lidi sconosciuti.



Cosa credi che sia la Tradizione se non l'insieme delle umane esperienze di Coloro che attraverso un percorso di trasformazione hanno raggiunto l' "Esperienza divina"? (senza meglio definire tale divina esperienza)

Come mettere Aurobindo fuori da coloro che possiamo prendere come riferimento?

La tradizione cui si oppone Aurobindo e qualsiasi altro aspirante è quella fatta da bigotti, teorici, non praticanti, intellettuali, incapaci che teorizzano, limitano, imprigionano il percorso spirituale entro dogmi, tabù, incapacità, credenze, teorie, alterazioni e limitazioni mentali. Esattamente che l'ambiente che ogni vero Maestro ha cercato di rettificare, da Shankara, a Ramakrishna, ad Aurobindo, a Sai Baba, per citarne alcuni.

L'evoluzione non spaventa alcun aspirante, né possono spaventare la radici di Aurobindo e la sua appartenenza a pieno titolo alla tradizione della filosofia realizzativa.

Se invece ti riferisci di critiche al giornalista, al politico se non terrorista Aurobindo, stiamo parlando di due se non tre figure e funzioni diverse.

Che fare?
D’altra parte, quando Aurobindo era in vita è stato a sua volta pesantemente e costantemente ingiuriato dai rappresentanti della tradizione.


Bene. A questo punto è d'obbligo, seriamente fuori Nomi, Cognomi, date e ingiurie proferite.

Voglio proprio vedere queste ingiurie e chi sono questi campioni della tradizione.

Non vorrei che alla fine risultassero i soliti quattro cretini incompetenti di turno, gli stessi che calunniavano Ramakrishna et similaria. E che ci sono stati e ci saranno sempre.


Guardate cosa scrive nei suoi ultimi Aforismi:


“Il mio Amante si tolse la corona dal capo e la collana reale dal collo, e mi rivestì con esse; ma i discepoli dei santi e dei profeti mi hanno ingiuriato, dicendo: Insegue le siddhi!
Ho obbedito agli ordini del mio Amante nel mondo e alla volontà del mio Rapitore; ma hanno protestato: Chi è costui che corrompe la gioventù e sconvolge la morale?
Ebbro dell’estasi per il mio Amante, ho gettato lontano da me, sulle strade maestre, la veste del mondo. Perché dovrei preoccuparmi se gli uomini del mondo mi scherniscono e i farisei volgono altrove lo sguardo?
Per il tuo amante, o Signore, le invettive del mondo sono miele selvatico, e la gragnola di sassi scagliata dalla folla è una pioggia d’estate sul corpo. Non sei forse Tu che inveisci e che lapidi, e non sei forse Tu nelle pietre, che mi colpisci e mi ferisci?”
(Aforismi. 440-444)



E allora? I sepolcri imbiancati sono solitamente vuoti ed l'aria espandendosi fa rumore. Sono parole che qualsiasi mistico potrebbe scrivere, non ultimi San Francesco o Padre Pio e anche un paio di fratelli che conosco. Ci si passa.

Non è nostro scopo affermare che lo Yoga Integrale è superiore agli altri, né tantomeno volerlo imporre col proselitismo: vorremmo, al contrario, che insieme superassimo le nostre divisioni, cercando il bene della collettività tutta. Nel momento in cui qualcuno scrive: “io e te siamo il Medesimo”, come potrebbe mai essere, per lui, che Aurobindo e Ramana non siano il Medesimo?

Sri Aurobindo non è contro la tradizione, né lo sono io, né Solaris.
Sri Aurobindo non è solo la tradizione, né lo sono io, né Solaris.


Nessuno è solo la tradizione. Ci mancherebbe altro. La tradizione è così ampia con innumerevoli rami che limitarla da una o più incarnazioni è riduttivo.
Né una o più incarnazioni contro fanno testo.
Né cosa sia o faccia o dica il signor Solaris è rilevante, purché non avvenga qui o avvenga con i dovuti modi. Modi che tu mostri di conoscere. Temo nel vostro caso che ci sia una confusione su chi potrebbe istruire chi, ma è un tuo problema.

Ho cancellato tutti i miei scritti su Aurobindo, e tiro un sospiro di sollievo, perché li usavate per sostenere un’eguaglianza che non sottoscrivo. Non si è trattato, per quanto mi riguarda, di un sacrificio per mostrare al mondo quanto gli imbecilli cadono spesso nelle reti dei ciarlatani, ma perché non sia compiuta in mio nome un’azione che nega il messaggio di Aurobindo. Certamente userete queste mie parole per dimostrare la validità della vostra tesi, perciò sono ben consapevole che non servono a niente; servono solo a me stessa, perché esprimono la verità di ciò che vivo.


Capito. E' questo il problema. Vedere nell'azione di comprensione una riduzione.
Laura, scoprirai attraverso una pratica di jnana yoga che qualsiasi comprensione necessita di una riduzione dell'argomento entro i termini esistenti in chi attua il processo di comprensione. Fatto questo e collocato l'argomento ridotto entro le categorie esistenti, si procede al suo ripristino ed espansione, rimodulando tutta la conoscenza secondo il nuovo dato.
L'uguaglianza e la similitudine sono necessarie per comprendere e praticare.

Nessun problema, chi sottoscrive l'uguaglianza per le parti praticate è il sottoscritto secondo la propria esperienza. Ognuno qui parla sempre in nome e per conto di sé stesso, non certo di altri.

L'unico appunto è che hai cancellato dialoghi che proprio non ti appartenevano. Se poi ritieni che ti appartenessero le parole offerte, questo riguarda solo te stessa e la tua dignità. Spero tanto che tu abbia conservato le copie e un giorno possa rioffrirci le tue parole e restituirci le nostre.

Ora il Forum dedicato a Sri Aurobindo e Mère è stato portato in una stanza “protetta”, affinché possiate dimostrare a voi stessi che non hanno introdotto proprio nulla di nuovo.
Certamente potete farlo, ma non in mio nome.

laura


Il forum è stato spostato proprio perché privato del tuo nome e a tuo nome qui nessuno ha fatto alcunché, " ". Sino a che qualcuno lo moderava era pubblico, nel momento stesso in cui non è più moderato non solo è stato tolto dal pubblico, ma è stato anche eliminato l'accesso dei motori di ricerca proprio per evitare di urtare o ferire i seguaci di Aurobindo, nel momento in cui a gestirlo non c'è più alcuno che ne abbia studiato l'insegnamento e su cui si possa fare affidamento per interventi temperati.





gli strumenti che abbiamo a disposizione su questo piano di coscienza sono il corpo e l'intelligenza comune.
si parla sempre della proiezione dell'aspirante nel maestro o nell'istruttore.
ma non si parla mai della proiezione dell'istruttore nell'aspirante.

così taluni finiscono per proiettare negli altri brandelli della propria residua personalità finendo per credere che tutti coloro che , magari per un istante, sono entrati in sintonia, in risonanza con la loro corda coscienziale abbiano le medesime capacità di amare, discriminare,condividere.

se è vero che l'essere è unico è anche vero che il jiva individuato si identifica sempre con il testimone immutabile.
la buddhi stessa , essendo cieca e muta, è sottoposta al magico potere del manas.

in ogni uomo vi è Siva.
in ogni donna vi è Uma-Parvati.

ma chi è veramente disposto a liberarsi dall'illusione dell'Io?

la paura della morte è la molla che muove la maggior parte dei ricercatori.
sotto sotto il pensiero che muove molti di essi è la volontà di un corpo bello sano ed immortale.

in ogni uomo c'è Siva, in ogni donna c'é Uma-parvati, ma la ricchezza materiale di ravana è assai ambita nel profondo dell'animo.

fu Siva, il benevolo, a liberare Ravana dalla montagna sotto il cui peso Egli stesso lo aveva imprigionato.
E lo liberò per amore. amore verso quello Yogi devoto.

un puro di cuore è come l'albatros della poesia di Baudelaire:
come il principe dei nembi , avvezzo alla tempesta, si ride dell'arciere, esiliato sulla terra camminare non può per le ali da gigante.


un sorriso.
r.
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