laura ha scritto:Ognuno comprende e apprende ciò che può, dalle esperienze della vita.
Qualche giorno fa (anzi, era piena notte) ho scritto che avrei voluto tornare indietro, a quando non avevo ancora capito, ma ciò non è possibile perché, una volta che qualcosa si è visto, non si può far finta di non averlo visto.
Ho visto che qui si vuole appropriarsi di Sri Aurobindo, semplificando il suo messaggio e sostenendo in modo superficiale l’equazione: Sri Aurobindo = Vedanta. Sri Aurobindo non è superiore al Vedanta, non è contrario al Vedanta, non vuole gareggiare con la tradizione, ma NON E’ il Vedanta, perché aggiunge una realizzazione successiva a quella spirituale tradizionale, la realizzazione della Coscienza-di-Verità (o Supermente) di cui finora non si è parlato perché non era ancora giunto il tempo evolutivo: trovatemi un testo del Vedanta dove si dica a chiare lettere che lo scopo ultimo della spiritualità è una vita divina sulla terra, vissuta da un essere superiore all’uomo (super-uomo) di cui finora non abbiamo ancora avuto alcun esempio - una razza nuova.
Proprio perché ciascuno comprende e apprende ciò che può dalle esperienze della propria vita e nella vita altrui può solo proiettare sovrapposizioni e non certo proprietà è facile risponderti.
Nessuno può appropriarsi di Sri Aurobindo, come nessuno può possedere la tradizione o il Vedanta. Né fra noi ci sono Swami ordinati o Shankaracarya. Siamo solo persone che cercano di praticare sé stesse, lungo il cammino che la Madre divina ci ha messo di fronte e che taluni di noi chiamano col nome stesso della Madre divina: Vita.
Questo però non ci nega la possibilità di osservare aspetti identici fra i diversi percorsi tracciati dai Maestri nel mondo, per come man mano li viviamo nei nostri percorsi.
Nella tua esperienza del Vedanta non ci sono i passaggi che Sri Aurobindo aggiunge. Benissimo, questa è la tua esperienza. In questa esperienza invece Vedanta e Sri Aurobindo coincidono e mi sono avvicinato ad entrambi, sia al Vedanta che ad Aurobindo, proprio perché ho trovato entrambi contenuti in questa esperienza. In questa vita non nasco nel Vedanta, non nasco in India, non nasco nello Yoga. Nasco in Occidente e ricevo l'educazione vigente in questa nazione. Nulla di più lontano dal Vedanta e da Aurobindo. Nel corso di questa vita ci sono state una serie di esperienze o interiorizzazioni che mi hanno spinto a cercare di capire cosa fossero e cosa significassero. Più si è cercato di comprendere, più c'è stata una trasformazione.
Quanto vissuto lo si è trovato descritto in quello che chiamiano tradizione... l'ho trovato in Platone, in Plotino, in Gaudapada, in Shankara, in Ramakrishna, in Ramana, in Aurobindo, etc. etc.
Posso negare questa esperienza? No. E nemmeno la porto sugli scudi o la vado sbandierando o affermo che essa sia assoluta o da seguire. E' una esperienza, la mia. Non so nemmeno se sia granché appetibile: l'ho trovata un po' ostica, ma tant'è questo passa il convento. Non ne ho altre qui e ora di pari apparenza.
E' stato quasi un obbligo mettermi a cercare altre persone che avessero esperienze simili con cui poter condividere i passaggi e farmi anche aiutare perché ci sono stati anche momenti di sconforto, alcuni stati possono sembrare anche alienanti le prime volte. Certi eventi considerati chissà che cosa quando non li si conosce posso anche stupire. Ovviamente ho cercato nell'ambito delle figure di cui sopra, alla ricerca di persone che potessi incontrare. Per lavoro sono in giro per il mondo, adesso ti scrivo da Kyoto, e ho girato parecchio fra India, Giappone, America ed Europa. L'unica linea in cui ho saputo trovare (il che non nega la possibilità che altre non le abbia sapute trovare) è stata quella del Vedanta Advaita. Quivi ho trovato Qualcuno che si è prestato alla presenza.
Mi chiedi di trovarti un testo del Vedanta. Non li conosco. Sono queste esperienze il mio riferimento, come in esse trovo Shankara, così vi trovo Aurobindo o Ramana. Ma non vi trovo come dettoti altri. Non trovo certe descrizioni o comportamenti o vacuità. E' una limitazione? Certo è una mia limitazione. Ma avendo esperienze di confronto filosofico e spirituale, di apertura di cuore, non possono non tirarmi indietro di fronte a certe persone per quanto care ti siano e per quanto tu mi sia cara. Con la massima umiltà apprendo da qualsiasi ricercatore, perché ogni vita dedicata a Dio è preziosissima e degna di essere fonte di istruzione per chiunque di noi. Occorre però apertura di cuore per portare avanti un dialogo, occorre esserci ed esserci in due. Giocare sulla non dualità a seconda di come tiri il vento è fuori di luogo e nega ogni dialogo e pertanto è stato chiuso l'argomento relativo.
Chiedevi del testo. Bene, non ne conosco. Però conosco diversi esempi di persone che ai miei occhi sono divine. O sante come si direbbe in ambito cristiano. Persone la cui vita è un esempio fulgido del Divino incarnato e i cui "superpoteri" non sono da cinegiornale, ma operano trasformando il mondo e le persone intorno a loro. Di tutte costoro il tratto marcato è l'umiltà, il silenzio. Sono una razza nuova? Non saprei, al momento nessuno di costoro ha figli.
Per quanto ce la possiamo raccontare, ciascuno è misura di sé stesso. E' il Vedanta che conviene a me, e non certo io al Vedanta. Lo stesso per Aurobindo.
Non è per ripicca, che Aurobindo fonda lo Yoga Integrale su una continuazione degli yoga precedenti (“Il mio yoga comincia dove gli altri finiscono”), ma per una necessità evolutiva: se la Coscienza evolve, ed evolve collettivamente, non individualmente, ci porta in luoghi sconosciuti, necessariamente. Lo Yoga Integrale ci indica il futuro, che non conosciamo. E, proprio come un anziano morente viene invitato a lasciare tutto ciò a cui era tenacemente attaccato, per andare liberamente incontro all’Ignoto che l’attende, così Aurobindo invita l’umanità morente a fare altrettanto, lasciandosi alle spalle tutto quanto la sua mente ha costruito, compreso l’intero impianto spirituale tradizionale, che adesso non è più sufficiente. L’ho scritto qua sopra mille volte, ma non mi sono spiegata bene e non avete compreso, oppure avete fatto finta di non capire.
Potrai scriverlo anche milioni di volte. Non cambierà mai l'esperienza di ciascun aspirante. Non esiste alcun Yoga Integrale da inventare, Sri Aurobindo si rifà a Ramakrishna e Vivekananda ed è in quest'ultimo che per primo ho trovati codificati insieme gli Yoga come un unico corpus. Ma questo non significa che sia stato il primo, né sarà l'ultimo
Vedi Sri Aurobindo, come Sri Shankara prima di lui, non hanno inventato o fondato alcunché. Altrimenti sarebbero veramente dei mentecatti, entrambi. La loro grandezza è proprio nell'aver codificato (ordinato, presentato, qualificato, definito, etc.) un qualcosa che prima della loro incarnazione era confuso, non ben definito, chiaro, limpido, sparso fra mille e mille rivoli di sapere, ora qui ora là. E tutto questo a prescindere da quanto gli stessi possano aver detto a qualche devoto entusiasta o appassionato.
Shankara nel mondo viene conosciuto a distanza di migliaia di anni di quando codificò l'Advaita Vedanta, un Advaita ben presente nei Veda. Da allora ci arrivano manuali trascritti chissà quante centinaia di anni dopo.
Di Aurobindo abbiamo la grazia della prima mano, di descrizioni particolareggiate, di veri e propri manuali con tutte le istruzioni per tutti coloro che dopo essere divenuti degli illuminati attraverso la realizzazione ottenuta con uno Yoga, vogliano proseguire.
Vedi forse c'è una incomprensione di fondo. Basandomi sulle mie esperienze - non saprei vivere la vita di un altro - cerco di vivere quotidianamente il mio presente, man mano che si presenta. Il domani lo vivrò domani, non certo oggi. Ti sembrerà ridicolo, ma quando da ragazzo mi capitava un libro di istruzioni spirituali, lo leggevo solo sino a dove trovavo la mia esperienza, poi leggevo l'istruzione successiva quella che dovevo praticare e chiudevo il libro. E non lo riaprivo sino a quando non era il momento di passare all'istruzione seguente.
Per me la via di Aurobindo non è chissà quando, è qui e ora. E' vivente in ciascuno che pratichi il percorso con una determinata presenza.
Da anni mi oppongo alla visione di Aurobindo come colui che disprezza e distrugge la tradizione (i “vecchi yoga” nel cestino, in favore dell’unico “nuovo yoga”); solo qualche giorno fa ero alle prese, in un incontro tra aurobindiani, proprio a dimostrare l’infondatezza dell’opposizione che molti di loro vorrebbero creare tra tradizione e Aurobindo, e mi sono presa dell’imbecille naturalmente, quella che non ha capito nulla di questo Yoga. Ora accade lo stesso, nella voce di chi mi accusa esattamente dell’opposta colpa - perché ugualmente non sottoscrivo le parole di coloro che identificano tout-court Aurobindo con la tradizione; ma per quale motivo, mi chiedo? Di cosa avete paura, cosa temete di perdere, che difendete così a spada tratta? L’evoluzione è un fatto del Divino, e in quanto tale non ci deve spaventare, anche se ci porta su lidi sconosciuti.
Cosa credi che sia la Tradizione se non l'insieme delle umane esperienze di Coloro che attraverso un percorso di trasformazione hanno raggiunto l' "Esperienza divina"? (senza meglio definire tale divina esperienza)
Come mettere Aurobindo fuori da coloro che possiamo prendere come riferimento?
La tradizione cui si oppone Aurobindo e qualsiasi altro aspirante è quella fatta da bigotti, teorici, non praticanti, intellettuali, incapaci che teorizzano, limitano, imprigionano il percorso spirituale entro dogmi, tabù, incapacità, credenze, teorie, alterazioni e limitazioni mentali. Esattamente che l'ambiente che ogni vero Maestro ha cercato di rettificare, da Shankara, a Ramakrishna, ad Aurobindo, a Sai Baba, per citarne alcuni.
L'evoluzione non spaventa alcun aspirante, né possono spaventare la radici di Aurobindo e la sua appartenenza a pieno titolo alla tradizione della filosofia realizzativa.
Se invece ti riferisci di critiche al giornalista, al politico se non terrorista Aurobindo, stiamo parlando di due se non tre figure e funzioni diverse.
Che fare?
D’altra parte, quando Aurobindo era in vita è stato a sua volta pesantemente e costantemente ingiuriato dai rappresentanti della tradizione.
Bene. A questo punto è d'obbligo, seriamente fuori Nomi, Cognomi, date e ingiurie proferite.
Voglio proprio vedere queste ingiurie e chi sono questi campioni della tradizione.
Non vorrei che alla fine risultassero i soliti quattro cretini incompetenti di turno, gli stessi che calunniavano Ramakrishna et similaria. E che ci sono stati e ci saranno sempre.
Guardate cosa scrive nei suoi ultimi Aforismi:
“Il mio Amante si tolse la corona dal capo e la collana reale dal collo, e mi rivestì con esse; ma i discepoli dei santi e dei profeti mi hanno ingiuriato, dicendo: Insegue le siddhi!
Ho obbedito agli ordini del mio Amante nel mondo e alla volontà del mio Rapitore; ma hanno protestato: Chi è costui che corrompe la gioventù e sconvolge la morale?
Ebbro dell’estasi per il mio Amante, ho gettato lontano da me, sulle strade maestre, la veste del mondo. Perché dovrei preoccuparmi se gli uomini del mondo mi scherniscono e i farisei volgono altrove lo sguardo?
Per il tuo amante, o Signore, le invettive del mondo sono miele selvatico, e la gragnola di sassi scagliata dalla folla è una pioggia d’estate sul corpo. Non sei forse Tu che inveisci e che lapidi, e non sei forse Tu nelle pietre, che mi colpisci e mi ferisci?”
(Aforismi. 440-444)
E allora? I sepolcri imbiancati sono solitamente vuoti ed l'aria espandendosi fa rumore. Sono parole che qualsiasi mistico potrebbe scrivere, non ultimi San Francesco o Padre Pio e anche un paio di fratelli che conosco. Ci si passa.
Non è nostro scopo affermare che lo Yoga Integrale è superiore agli altri, né tantomeno volerlo imporre col proselitismo: vorremmo, al contrario, che insieme superassimo le nostre divisioni, cercando il bene della collettività tutta. Nel momento in cui qualcuno scrive: “io e te siamo il Medesimo”, come potrebbe mai essere, per lui, che Aurobindo e Ramana non siano il Medesimo?
Sri Aurobindo non è contro la tradizione, né lo sono io, né Solaris.
Sri Aurobindo non è solo la tradizione, né lo sono io, né Solaris.
Nessuno è solo la tradizione. Ci mancherebbe altro. La tradizione è così ampia con innumerevoli rami che limitarla da una o più incarnazioni è riduttivo.
Né una o più incarnazioni contro fanno testo.
Né cosa sia o faccia o dica il signor Solaris è rilevante, purché non avvenga qui o avvenga con i dovuti modi. Modi che tu mostri di conoscere. Temo nel vostro caso che ci sia una confusione su chi potrebbe istruire chi, ma è un tuo problema.
Ho cancellato tutti i miei scritti su Aurobindo, e tiro un sospiro di sollievo, perché li usavate per sostenere un’eguaglianza che non sottoscrivo. Non si è trattato, per quanto mi riguarda, di un sacrificio per mostrare al mondo quanto gli imbecilli cadono spesso nelle reti dei ciarlatani, ma perché non sia compiuta in mio nome un’azione che nega il messaggio di Aurobindo. Certamente userete queste mie parole per dimostrare la validità della vostra tesi, perciò sono ben consapevole che non servono a niente; servono solo a me stessa, perché esprimono la verità di ciò che vivo.
Capito. E' questo il problema. Vedere nell'azione di comprensione una riduzione.
Laura, scoprirai attraverso una pratica di jnana yoga che qualsiasi comprensione necessita di una riduzione dell'argomento entro i termini esistenti in chi attua il processo di comprensione. Fatto questo e collocato l'argomento ridotto entro le categorie esistenti, si procede al suo ripristino ed espansione, rimodulando tutta la conoscenza secondo il nuovo dato.
L'uguaglianza e la similitudine sono necessarie per comprendere e praticare.
Nessun problema, chi sottoscrive l'uguaglianza per le parti praticate è il sottoscritto secondo la propria esperienza. Ognuno qui parla sempre in nome e per conto di sé stesso, non certo di altri.
L'unico appunto è che hai cancellato dialoghi che proprio non ti appartenevano. Se poi ritieni che ti appartenessero le parole offerte, questo riguarda solo te stessa e la tua dignità. Spero tanto che tu abbia conservato le copie e un giorno possa rioffrirci le tue parole e restituirci le nostre.
Ora il Forum dedicato a Sri Aurobindo e Mère è stato portato in una stanza “protetta”, affinché possiate dimostrare a voi stessi che non hanno introdotto proprio nulla di nuovo.
Certamente potete farlo, ma non in mio nome.
laura
Il forum è stato spostato proprio perché privato del tuo nome e a tuo nome qui nessuno ha fatto alcunché, " ". Sino a che qualcuno lo moderava era pubblico, nel momento stesso in cui non è più moderato non solo è stato tolto dal pubblico, ma è stato anche eliminato l'accesso dei motori di ricerca proprio per evitare di urtare o ferire i seguaci di Aurobindo, nel momento in cui a gestirlo non c'è più alcuno che ne abbia studiato l'insegnamento e su cui si possa fare affidamento per interventi temperati.