di laura il 08/03/2010, 10:24
Caro Teano,
grazie delle tue parole.
Di tutto il dialogo che si è svolto in questi giorni (non so se possiamo chiamarlo dialogo, in verità, io non gli darei questo nome) alla fine ciò che resta più vero di tutto, per me, è che potrò tornare a parlare di Aurobindo solo avendo realizzato quella parte che è specifica del suo Yoga, quella Coscienza-di-Verità che ora non so.
Non sapendo, non posso testimoniare e qualunque opinione io esprima, non ha valore: giustamente è qualcosa di vuoto tanto per chi mi accusa di voler mantenere Aurobindo nella tradizione, quanto per chi mi accusa dell’inverso, di volerlo estrapolare e distinguere; e non sono credibile né per gli uni, né per gli altri. Riconosco appieno la mia non credibilità, le mie parole sono vuote. Tutto quello che ho detto fino ad oggi, oggi non lo riconosco e non voglio che circoli. Avevo fatto delle copie di alcune cose, di tutto il resto ho la stampa e posso riscrivere da capo, compresi i dialoghi; ma per il momento non intendo farlo: sono certa che farei solo un danno, di cui mi sfugge perfino l’intera portata. Quindi preferisco tacere, non per la mia immagine, credimi, ma perché non intendo danneggiare ciò che Aurobindo ha inteso compiere.
Se lo vorrai (credo che lo vorrai), tornerò a scrivere se e quando potrò testimoniare, e allora non citerò fiumi di capitoli dalla Vita Divina, dalla Sintesi, dalle Lettere, ma semplicemente e umilmente porgerò la mia esperienza, per chi vorrà prenderla in considerazione. Spero che allora non mi respingerete come l’ennesima voce della new-age, spero che allora mi ascolterai, perché credo che tu sappia (ci conosciamo da anni) che non sto inseguendo un mio personale compimento, del quale non me ne faccio nulla: domani muoio, e il mio problema è il mondo. Cerco qualcosa di più semplice forse, o forse immensamente più difficile: che gli uomini si ascoltino e si rispettino, si vogliano bene e si prendano cura gli uni degli altri, che perseguano insieme il fine del bene comune. Ora non ne siamo capaci, l’abbiamo dimostrato anche su queste pagine, tante volte: non è la prima volta infatti che qui qualcuno viene respinto. Cerco quella Coscienza, che ora con tutta evidenza non abbiamo, che ci permetterà di riconoscere e vivere la bellezza e la gioia in noi e negli altri.
Perciò termino con un augurio, espresso nelle parole di Savitri che riporto qua sotto.
Quando Savitri si avvia sul cammino di realizzazione a lei proprio, incontra tre Madonne: una Madonna di Compassione, una Madonna di Forza e una Madonna di Luce. Tutte e tre le dicono: sono io la tua vera anima! Ma Savitri risponde che non è vero, che queste qualità sono certamente belle e sante, ma c’è qualcosa di oltre che lei sta cercando, che si augura di realizzare e poter tornare a porgere, allora, come testimonianza di salvezza. Sarà un sogno, Teano, ma non aspiro ad altro che a questo sogno. Perciò è questo stesso augurio che rivolgo, non a me stessa, ma a noi tutti, uomini di questo mondo.
Un giorno tornerò, portatrice di luce;
allora ti darò lo specchio di Dio;
vedrai il sé e il mondo come da Lui sono visti
riflessi nello specchio lucente della tua anima.
La tua saggezza sarà vasta come vasto il tuo potere.
Allora l’odio non dimorerà più nei cuori mortali,
e paura e debolezza abbandoneranno le vite degli uomini;
tacerà, dentro, il grido dell’ego,
il suo ruggito di leone che pretende il mondo per cibo.
Tutto sarà vigore, beatitudine e forza felice.
(Savitri, VII, IV, 397-406)
Ti ringrazio di cuore per tutto, e ti abbraccio.
Ti chiedo anche perdono per il dolore che so di averti arrecato, se puoi perdonarmi.
A presto,
laura