Le Soleil que fuit

Confronti & tenzoni

Moderatore: ryu no kokyu

Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi gigi il 08/03/2010, 8:35

ryu no kokyu ha scritto:
la paura della morte è la molla che muove la maggior parte dei ricercatori.
sotto sotto il pensiero che muove molti di essi è la volontà di un corpo bello sano ed immortale.

..ovvero: non solo il motto "pù sani,più belli" ma anche immortali,come l'ego ambisce..
Questa è la new age in fondo..
ed è quello che maggior parte spera e crede di trovare anche in Aurobindo.
"se le tue parole non valgono piu del tuo silenzio, taci"
(detto islamico)
gigi
Anassimene
 
Messaggi: 2966
Iscritto il: 04/10/2008, 20:50

Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi Surya il 08/03/2010, 9:29

gigi ha scritto:
ryu no kokyu ha scritto:
la paura della morte è la molla che muove la maggior parte dei ricercatori.
sotto sotto il pensiero che muove molti di essi è la volontà di un corpo bello sano ed immortale.

..ovvero: non solo il motto "pù sani,più belli" ma anche immortali,come l'ego ambisce..
Questa è la new age in fondo..
ed è quello che maggior parte spera e crede di trovare anche in Aurobindo.


No, non sono daccordo, bisognerebbe approfondire.
Per un neoarobindino magari sotto sotto c'e' questa volonta ma non per uno serio, come Laura.
Ricordo un fratello che inizio' a praticare lo Dzogchen, proveniva da Auroville dove aveva vissuto una decina di anni, praticante serissimo e preparato, che aveva una visione un pochino piu' profonda di quella presentata qui. Ho gia provato ad introdurre il discorso sul Corpo di Luce e di Arcobaleno, presenti nel Tantra Buddista e nello Dzogchen, ma evidentemente nessuno di noi e' pronto per un simile confronto, io per primo.
Per quel mio fratello si trattava esattamente di cio' di cui parlava A.
Come ben dice Teano e' meglio partire da dove siamo.
Sono sicuro, che quando saro' pronto, se mai lo saro', lo sarete anche voi, se mai lo sarete, e allora potremmo anche parlarne.

A Laura vorrei dire che capita a tutti i ricercatori di prendere degli abbagli. Che siano lucignole provenienti da figure esterne o da esperienze personali fa poca differenza. Avere dei veri amici spirituali, che ti riportano a terra, quando tu proprio sei altrove, e' una grande fortuna.
Per me lo e' stata.
Avere dei falsi amici spirituali che ti spingono verso la non dualita' puo' essere molto, molto pericoloso.
Per me lo e' stato.
"La morte (thànatos) è di due tipi. La prima, più conosciuta, avviene quando il corpo si separa dall'anima. La seconda, propria dei filosofi (philosòphon), quando l'anima si separa dal corpo. La seconda non accade dopo la prima"
(Porfirio)
Surya
Anassimene
 
Messaggi: 1028
Iscritto il: 09/09/2008, 9:51

Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi Teano il 08/03/2010, 9:53

gigi ha scritto:
ryu no kokyu ha scritto:
la paura della morte è la molla che muove la maggior parte dei ricercatori.
sotto sotto il pensiero che muove molti di essi è la volontà di un corpo bello sano ed immortale.

..ovvero: non solo il motto "pù sani,più belli" ma anche immortali,come l'ego ambisce..
Questa è la new age in fondo..
ed è quello che maggior parte spera e crede di trovare anche in Aurobindo.


L'esperienza che ho avuto nei contatti con l'Aurobindo Asram quelle poche volte che ci sono stato è stato di gente seria, competente e riservata. Ad Auroville c'era gente di tutti i tipi, ma essendo una citta sperimentale e aperta è normale che ci fosse il ricercatore e la persona un po' fuori.

A parte i devoti, ho frequentato in India un vecchio giornalista seguace di Sri Aurobindo che mi ha raccontava della sua esperienza di quando Sri Aurobindo era vivo e lui andava a Pondicerry. Abbiamo fatto dei lunghi dialoghi durante gli anni novanta, non trovava affatto strano avere seguito Sri Aurobindo e studiare l'Advaita.

L'altra persona cui sono grato per essersi prestata è stata Laura, che ha saputo presentarmi e indirizzarmi verso Aurobindo, da me finalmente incontrato attraverso i Saptacatustaya. La mia vera difficoltà è nel diverso linguaggio. Lui si trovò a dover spezzare il linguaggio indù dell'epoca e quindi mediò verso nuovi termini causando confusione in chi oggi utilizza i termini sanscriti col significato della filosofia dell'essere.

L'altro problema è la mancanza di discepoli qualificati a rappresentarlo o qualificate da una qualche realizzazione. Problema che non c'è con il Ramakrishna Math, con il Ramanasram o con gli Shankara Math. Ove sorga un dubbio, una difficoltà nella sadhana c'è a chi rivolgersi... ma forse la nostra è ignoranza e all'Aurobindo Asram c'è qualcuno a cui rivolgersi.

Ci sarà sempre qualcuno che si rivolgerà al cammino in cerca di altro dallo stesso, ma troveremo bene o male ovunque le stesse tipologie di persone che sono nel mondo. Quindi chi va alla ricerca dell'immortalità fisica, si dividerà equamente fra il Sacro Graal, Sai Baba, Aurobindo e il Vedanta.
"Il magistero non va oltre questo limite, di additare cioè, la via e il viaggio ma la visione è già tutta un'opera personale di colui che ha voluto contemplare".
Plotino
Teano
Anassimene
 
Messaggi: 1116
Iscritto il: 12/07/2008, 8:45

Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi gigi il 08/03/2010, 10:14

Grazie della vostra testimonianza:dunque ad Auroville c'è gente seria.
Dunque non parlano di rinnovamento cellulare..
"se le tue parole non valgono piu del tuo silenzio, taci"
(detto islamico)
gigi
Anassimene
 
Messaggi: 2966
Iscritto il: 04/10/2008, 20:50

a Teano

Messaggiodi laura il 08/03/2010, 10:24

Caro Teano,

grazie delle tue parole.
Di tutto il dialogo che si è svolto in questi giorni (non so se possiamo chiamarlo dialogo, in verità, io non gli darei questo nome) alla fine ciò che resta più vero di tutto, per me, è che potrò tornare a parlare di Aurobindo solo avendo realizzato quella parte che è specifica del suo Yoga, quella Coscienza-di-Verità che ora non so.

Non sapendo, non posso testimoniare e qualunque opinione io esprima, non ha valore: giustamente è qualcosa di vuoto tanto per chi mi accusa di voler mantenere Aurobindo nella tradizione, quanto per chi mi accusa dell’inverso, di volerlo estrapolare e distinguere; e non sono credibile né per gli uni, né per gli altri. Riconosco appieno la mia non credibilità, le mie parole sono vuote. Tutto quello che ho detto fino ad oggi, oggi non lo riconosco e non voglio che circoli. Avevo fatto delle copie di alcune cose, di tutto il resto ho la stampa e posso riscrivere da capo, compresi i dialoghi; ma per il momento non intendo farlo: sono certa che farei solo un danno, di cui mi sfugge perfino l’intera portata. Quindi preferisco tacere, non per la mia immagine, credimi, ma perché non intendo danneggiare ciò che Aurobindo ha inteso compiere.

Se lo vorrai (credo che lo vorrai), tornerò a scrivere se e quando potrò testimoniare, e allora non citerò fiumi di capitoli dalla Vita Divina, dalla Sintesi, dalle Lettere, ma semplicemente e umilmente porgerò la mia esperienza, per chi vorrà prenderla in considerazione. Spero che allora non mi respingerete come l’ennesima voce della new-age, spero che allora mi ascolterai, perché credo che tu sappia (ci conosciamo da anni) che non sto inseguendo un mio personale compimento, del quale non me ne faccio nulla: domani muoio, e il mio problema è il mondo. Cerco qualcosa di più semplice forse, o forse immensamente più difficile: che gli uomini si ascoltino e si rispettino, si vogliano bene e si prendano cura gli uni degli altri, che perseguano insieme il fine del bene comune. Ora non ne siamo capaci, l’abbiamo dimostrato anche su queste pagine, tante volte: non è la prima volta infatti che qui qualcuno viene respinto. Cerco quella Coscienza, che ora con tutta evidenza non abbiamo, che ci permetterà di riconoscere e vivere la bellezza e la gioia in noi e negli altri.

Perciò termino con un augurio, espresso nelle parole di Savitri che riporto qua sotto.
Quando Savitri si avvia sul cammino di realizzazione a lei proprio, incontra tre Madonne: una Madonna di Compassione, una Madonna di Forza e una Madonna di Luce. Tutte e tre le dicono: sono io la tua vera anima! Ma Savitri risponde che non è vero, che queste qualità sono certamente belle e sante, ma c’è qualcosa di oltre che lei sta cercando, che si augura di realizzare e poter tornare a porgere, allora, come testimonianza di salvezza. Sarà un sogno, Teano, ma non aspiro ad altro che a questo sogno. Perciò è questo stesso augurio che rivolgo, non a me stessa, ma a noi tutti, uomini di questo mondo.


Un giorno tornerò, portatrice di luce;
allora ti darò lo specchio di Dio;
vedrai il sé e il mondo come da Lui sono visti
riflessi nello specchio lucente della tua anima.
La tua saggezza sarà vasta come vasto il tuo potere.
Allora l’odio non dimorerà più nei cuori mortali,
e paura e debolezza abbandoneranno le vite degli uomini;
tacerà, dentro, il grido dell’ego,
il suo ruggito di leone che pretende il mondo per cibo.
Tutto sarà vigore, beatitudine e forza felice.

(Savitri, VII, IV, 397-406)



Ti ringrazio di cuore per tutto, e ti abbraccio.
Ti chiedo anche perdono per il dolore che so di averti arrecato, se puoi perdonarmi.

A presto,
laura
laura
Anassimene
 
Messaggi: 541
Iscritto il: 16/06/2008, 9:45

Re: a Teano

Messaggiodi gigi il 08/03/2010, 11:38

laura ha scritto:il mio problema è il mondo. Cerco qualcosa di più semplice forse, o forse immensamente più difficile: che gli uomini si ascoltino e si rispettino, si vogliano bene e si prendano cura gli uni degli altri, che perseguano insieme il fine del bene comune.

Capisco che è un mio problema non capire e che posso sembrare brusco e irriverente..
ma per questo ideale romantico,non basta rivolgersi all'Azione Cattolica,piuttosto che scomodare Aurobindo?

PS Se lo farai,sarei ben felice di rivederti qui. :)
ciao
"se le tue parole non valgono piu del tuo silenzio, taci"
(detto islamico)
gigi
Anassimene
 
Messaggi: 2966
Iscritto il: 04/10/2008, 20:50

Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi ryu no kokyu il 08/03/2010, 11:55

"un giorno, dopo aver ascoltato gli insegnamenti del suo maestro sull'unico (ekam Brahma) che è in ciascuno di noi, un monaco andò nella foresta e si mise a meditare.
Improvvisamente fu distolto dalle grida delle guardie del raja: via via tutti! scappate! un elefante è impazzito?
Il giovane monaco sorridendo si mise davanti all'elefante imbizzarrito-
"Se Il brahman è in me ed in lui" pensò " non potrà farmi alcun male, perchè non c'è nessuna differenza reale tra me e lui ".
l'elefante lo afferrò con la proboscide e lo sbattè contro un albero.
ripetutammente.
per fortuna il monaco era di forte fibra e riuscì ad avere salva la vita.
Quando fu in grado di parlare si fece portare al cospetto del maestro e gli raccontò la storia.
"Certo" disse il maestro" Dio è in tutte le creature.
ed allora è anche nelle guardie del raja: perchè non hai dato loro ascolto quando ti gridavano di fuggire?"


pare che questa storiella fosse raccontata spesso da ramakrishna.

Vivekananda aggiungeva:
"Tutti gli esseri sono Dio.
ma da Dio Tigre antropofaga è meglio stare alla larga"



un sorriso,
r.
ryu no kokyu
Anassimene
 
Messaggi: 3048
Iscritto il: 13/06/2008, 21:26

Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi Teano il 08/03/2010, 12:03

ryu no kokyu ha scritto:"un gioro, dopo aver ascoltato gli insegnamenti del suo maestro sull'unico (ekam Brahma) che è in ciascuno di noi, un monaco andò nella foresta e si mise a meditare.
Improvvisamente fu distolto dalle grida delle guardie del raja: via via tutti! scappate! un elefante è impazzito?
Il giovane monaco sorridendo si mise davanti all'elefante imbizzarrito-
"Se Il brahman è in me ed in lui" pensò " non potrà farmi alcun male, perchè non c'è nessuna differenza reale tra me e lui ".
l'elefante lo afferrò con la proboscide e lo sbattè contro un albero.
ripetutammente.
per fortuna il monaco era di forte fibra e riuscì ad avere salva la vita.
Quando fu in grado di parlare si fece portare al cospetto del maestro e gli raccontò la storia.
"Certo" disse il maestro" Dio è in tutte le creature.
ed allora è anche nelle guardie del raja: perchè non hai dato loro ascolto quando ti gridavano di fuggire?"


pare che questa storiella fosse raccontata spesso da ramakrishna.

Vivekananda aggiungeva:
"Tutti gli esseri sono Dio.
ma da Dio Tigre antropofaga è meglio stare alla larga"



un sorriso,
r.


Alcuni temono più le guardie perché sono del raja. Altri perché sono armate. L'elefante è fondamentalmente buono e la tigre perché mai dovrebbe mangiarti?
"Il magistero non va oltre questo limite, di additare cioè, la via e il viaggio ma la visione è già tutta un'opera personale di colui che ha voluto contemplare".
Plotino
Teano
Anassimene
 
Messaggi: 1116
Iscritto il: 12/07/2008, 8:45

Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi ryu no kokyu il 08/03/2010, 12:10

Teano ha scritto:
ryu no kokyu ha scritto:"un gioro, dopo aver ascoltato gli insegnamenti del suo maestro sull'unico (ekam Brahma) che è in ciascuno di noi, un monaco andò nella foresta e si mise a meditare.
Improvvisamente fu distolto dalle grida delle guardie del raja: via via tutti! scappate! un elefante è impazzito?
Il giovane monaco sorridendo si mise davanti all'elefante imbizzarrito-
"Se Il brahman è in me ed in lui" pensò " non potrà farmi alcun male, perchè non c'è nessuna differenza reale tra me e lui ".
l'elefante lo afferrò con la proboscide e lo sbattè contro un albero.
ripetutammente.
per fortuna il monaco era di forte fibra e riuscì ad avere salva la vita.
Quando fu in grado di parlare si fece portare al cospetto del maestro e gli raccontò la storia.
"Certo" disse il maestro" Dio è in tutte le creature.
ed allora è anche nelle guardie del raja: perchè non hai dato loro ascolto quando ti gridavano di fuggire?"


pare che questa storiella fosse raccontata spesso da ramakrishna.

Vivekananda aggiungeva:
"Tutti gli esseri sono Dio.
ma da Dio Tigre antropofaga è meglio stare alla larga"



un sorriso,
r.


Alcuni temono più le guardie perché sono del raja. Altri perché sono armate. L'elefante è fondamentalmente buono e la tigre perché mai dovrebbe mangiarti?


la prossima volta che vedo ramakrishna glielo chiederò.

un sorriso.
r.
ryu no kokyu
Anassimene
 
Messaggi: 3048
Iscritto il: 13/06/2008, 21:26

Re: Le Soleil que fuit

Messaggiodi Surya il 08/03/2010, 12:42

ryu no kokyu ha scritto:
Teano ha scritto:
ryu no kokyu ha scritto:"un gioro, dopo aver ascoltato gli insegnamenti del suo maestro sull'unico (ekam Brahma) che è in ciascuno di noi, un monaco andò nella foresta e si mise a meditare.
Improvvisamente fu distolto dalle grida delle guardie del raja: via via tutti! scappate! un elefante è impazzito?
Il giovane monaco sorridendo si mise davanti all'elefante imbizzarrito-
"Se Il brahman è in me ed in lui" pensò " non potrà farmi alcun male, perchè non c'è nessuna differenza reale tra me e lui ".
l'elefante lo afferrò con la proboscide e lo sbattè contro un albero.
ripetutammente.
per fortuna il monaco era di forte fibra e riuscì ad avere salva la vita.
Quando fu in grado di parlare si fece portare al cospetto del maestro e gli raccontò la storia.
"Certo" disse il maestro" Dio è in tutte le creature.
ed allora è anche nelle guardie del raja: perchè non hai dato loro ascolto quando ti gridavano di fuggire?"


pare che questa storiella fosse raccontata spesso da ramakrishna.

Vivekananda aggiungeva:
"Tutti gli esseri sono Dio.
ma da Dio Tigre antropofaga è meglio stare alla larga"



un sorriso,
r.


Alcuni temono più le guardie perché sono del raja. Altri perché sono armate. L'elefante è fondamentalmente buono e la tigre perché mai dovrebbe mangiarti?


la prossima volta che vedo ramakrishna glielo chiederò?

un sorriso.
r.


Tigre, Leone, Leopardo, Orso sono Antropofagi.
Sembra che in India e soprattutto sull'Himalaya ci fossero (e ci sono) molti di questi animali e che gli Yogi li incontrassero spesso.
Ora quando si viene divorati da tali animali?
Non tutti venivano e vengono divorati da tali animali.
Le Guardie sono ancora un altro problema, perche' spesso non hanno un corpo fisico (ieri sera ho visto Bal Ganesh che mi sono comprato sull'ebay Indiano).
Quelle ti disintegrano proprio se sei entrato dalla porta principale e poi pensi di fare quello che ti pare.
Questo almeno si dice dalle parti delle alte cime del Monte Kailash, forse in pianura e' diverso.
"La morte (thànatos) è di due tipi. La prima, più conosciuta, avviene quando il corpo si separa dall'anima. La seconda, propria dei filosofi (philosòphon), quando l'anima si separa dal corpo. La seconda non accade dopo la prima"
(Porfirio)
Surya
Anassimene
 
Messaggi: 1028
Iscritto il: 09/09/2008, 9:51

PrecedenteProssimo

Torna a Dojo

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Yahoo [Bot] e 1 ospite