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Ramana Maharshi - Il Vangelo |
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Lunedì 02 Ottobre 2006 22:33 |
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- Selezione: Associazione Italiana Ramana Maharshi
- Introduzione e Commento: Bodhananda
- Codice ISBN: 88-88036-06-7
La Via della Conoscenza trova in Sri Ramana Maharshi uno dei rappresentanti più ascoltati, mentre in Occidente è noto come il Saggio della Montagna, in Oriente, considerato l’equivalente di un moderno Shankara, è riconosciuto come Illuminato, Realizzato o jivanmukta e universalmente. Le sue risposte precise e logiche, chiare, prive di dogmatismi e sentimentalismo, indirizzano verso livelli di comprensione sempre più profondi del mondo manifesto, verso la Realtà assoluta. Con dolcezza e senza sensazionalismi, in Sri Ramana ritroviamo gli antichi saggi, un tempo ascoltati e onorati dagli imperatori, i depositari della Scienza sacra. Nel Vangelo sono raccolti in capitoli alcuni fra i temi più rilevanti che ogni aspirante affronta: il lavoro, la rinuncia, il Sé, il controllo della mente, l’individualità, la bhakti, la jñåna, il Maestro, la Grazia, l’autorealizzazione, il Sé, la pace, la felicità, la sådhanå (pratica spirituale), lo Jñåni, il mondo, il Cuore spirituale, aham e ahamvritti... Egli ci lascia quelle tracce che solo un Illuminato può porgere. Al Vangelo è aggiunto un commento che accompagna i passi più lontani dalla cultura occidentale e pertanto di più difficile comprensione per coloro che si accostano per la prima volta al Maarshi. Il commento mostra come il insegnamento di Sri Ramana appartenga alla tradizione universale unica metafisica che è al di fuori del tempo e non appartenente ad alcun individuo, attraverso le parole di Eraclito, Platone, Parmenide e Plotino. Una tradizione di Conoscitori, a cui Sri Ramana appartiene a pieno titolo per come ha saputo incarnare il suo insegnamento non-duale, anche secondo le note caratteriali di coloro che qualificati gli si accostarono chiedendo di ricevere una istruzione adeguata alle capacità di ciascuno.
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Maggio 2008 22:42 )
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Satya Sai Baba e il Vedanta Advaita |
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Martedì 03 Ottobre 2006 16:50 |
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- Selezionato da: Vidya Bharata
- Presentazione: Associazione Vidya Bharata
- Codice ISBN: 978-88-88036-01-6
“La Divinità, o meglio il Principio divino, si esprime mediante un corpo umano abbastanza perfetto. A questo livello gli individui, finalmente, vedono e toccano la Divinità. Dio cammina in mezzo agli uomini svelando un suo particolare attributo: l’Amore, la Sapienza, o la Volontà Divina. Il più delle volte, però, i fedeli e gli stessi discepoli di quella Incarnazione non s’innalzano al Principio, ma si fermano alla individualità del semplice mediatore. In tal modo nasce il culto e l’idolatria dell'individualità”. “Il termine avatara significa discesa e figuratamente: colui che compie la discesa. Un avatara incarna un Principio più o meno perfetto, che è di ordine impersonale. Le Intelligenze superiori sono sempre a livello impersonale e aformale, anche se si esplicano nell'ambito della manifestazione. Ci sono avatara a diversi stadi e con diversi compiti che possono esprimersi non solo tramite un’incarnazione fisica, ma in svariati altri modi. La loro saggezza, tra l'altro, può dirigersi verso: 1) La stimolazione delle coscienze degli uomini per risvegliare la natura del Sé. 2) Il raddrizzamento del dharma di un popolo, di una razza... 3) L’ istituzione di un particolare dharma all’avvento di un nuovo ciclo. È ovvio che in tutti questi casi, nell’ambito collettivo, lentamente o istantaneamente avviene un capovolgimento di valori e di indirizzi coscienziali. Dharma, in fondo, significa modo di essere e la particolare natura di un essere ne indica la modalità esistenziale”.1 Il Buddha, Lao-Tze, ama, Krishna, Shankaracarya, Gesù, Satya Sai Baba devono considerarsi degli avatara. Prema Dharma presenta un cammino spirituale, che si svolge nelle prescrizioni del Vedånta, per come esposto secondo l’insegnamento di Satya Sai Baba. Questo libro ha una triplice funzione: 1. Presentare Satya Sai Baba a chi non lo conosce, attraverso il suo insegnamento vedantico. 2. Introdurre i devoti di Satya Sai Baba al Vedanta Advaita. 3. Mostrare un possibile percorso interiore che si può sviluppa all'ombra di un riferimento spirituale. Premadharma illustra un percorso spirituale di autoconoscenza che iniziando dalle tipiche domande su chi si sia, accompagnandosi alle parole di Satya Sai Baba, esplora le vie disponibili nel Vedanta (azione, amore e conoscenza, per arrivare alla non dualità del Vedanta Advaita. Affrontando i temi cari all'Occidente, mente e libertà, introduce il prezioso rapporto col Maestro, per quei pochi che hanno accesso a questa possibilità, spiegando la differenza fra Maestro, Avatara e Purnavatara. L'insegnamento vedantico di Satya Sai Baba viene mostrato attraverso cinque elementi, che Egli chiama "Valori Umani": Satya, Dharma, Prema, Shanti, Ahimsa. Per Satya Sai Baba la Verità, l'Equanimità, l'Amore, la Pace e la Non-violenza sono gli elementi attraverso cui l'uomo del terzo millennio può e deve vivere sé stesso e la società moderna per realizzare la propria natura divina. Premadharma li affronta ognuno con un capitolo, mostrandone l'applicazione secondo le proprie predisposizioni. L'opera si conclude esaminando e spiegando concetti come Karma (legge della causalità), Siddhi (poteri occulti), Satsanga (compagnia dei saggi), Seva (servizio, volontariato), Educazione, Ritualismo, Devozione; tutti argomenti con cui ci si confronta avvicinandosi alle tradizioni indiane. Abbiamo inserito questo libro nei testi ad indirizzo Jnana, nonostante il titolo si richiami al Vedanta Advaita, perché riteniamo che sia un libro completo, utile ad ogni ricercatore che voglia avere una visione d'assieme del Vedanta. 1Raphael, Commento alla Bhagavadgıta  |
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Maggio 2008 22:33 )
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 04 Ottobre 2006 10:00 |
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- Presentazione: Raphael
- Introduzione e Commento: Bodhananda
- Codice ISBN: 88-88036-02-4
L’Avadhutagita di Dattatreya espone il sentiero della Conoscenza nella sua accezione tradizionale: quella Dottrina della Realtà non duale che è la radice del mondo Occidentale. Tramandataci dai Pitagorici, da Parmenide, da Platone e Plotino, sembrava se ne fossero perdute le chiavi, mancando chi la testimoniasse come verità vivente. L’insegnamento di Dattatreya, guardato in India come un avatara di Visnu, non è per coloro che confondono la luna con il dito che la indica. Ogni sua affermazione distoglie il discepolo qualificato dal fenomenico e lo inizia alla trascendenza - delle polarità, delle percezioni, della egoità. L’Avadhutagita si compone di 271 sutra raccolti in otto capitoli. Nei primi tre capitoli, intitolati “Autoconoscenza”, vengono negate le argomentazioni filosofiche e religiose dei darsana, dei culti e degli yoga, affermando l’esistenza del solo Reale. Nel quarto capitolo intitolato “Determinazione della natura vera” nega ogni possibilità di divenire nel Reale. Nel quinto capitolo, “Lungimiranza stessa”, Dattatreya afferma la piena identità fra il Reale e il discepolo. Nel sesto capitolo, “Liberazione”, in 27 sutra espone una traccia per l’aspirante qualificato. Il settimo e l’ottavo capitolo, “Autoconoscenza”, parlano della natura dell’Avadhuta e del significato del suo nome. Il commento di Bodhananda mostra come la testimonianza di Dattatreya coincida - al di là del tempo e del linguaggio - con quella di altri appartenenti alla tradizione metafisica, sottolineando le difficoltà di quei praticanti dei vari yoga (karma, bhakta e jñåna) che, prematuramente, approccino l’abisso non duale dell’Advaita Vedånta. Con l’ausilio delle parole di Raphael, delle Upanisad e di altri, l’Avadhutagita mostra l’unità della Tradizione metafisica unica, senza separazioni e contrapposizioni, per coloro che vogliano compartecipare nella medesima Unità.  |
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Maggio 2008 22:42 )
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Scritto da Administrator
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Giovedì 05 Ottobre 2006 16:50 |
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- Presentazione: ML Advaita Vedanta
- Codice ISBN: 88-88036-03-2
«Ogni vero dialogo non si svolge tra due individui, ma tra due cuori, tra due coscienze disponibili, tra due menti ricettive, tra due paia di occhi che cercano di comprendersi. Laddove c’è contrapposizione, reazione, fanatismo e superbia non può esserci dialogo e comprensione. Avere una coscienza disponibile non vuol dire trovarsi in condizione passiva o inerziale. Dialogare, nell’accezione tradizionale, significa percorrere una via, un sentiero; significa incontrarsi. Un altro punto è questo: la verità delle cose sta nelle cose stesse, come la soluzione di un problema sta nella comprensione dello stesso problema; la verità dell’essere sta nell’essere e cercarla fuori dell’essere sarebbe come se tu volessi cercare fuori di te quel vestito che già hai indosso. Ancora: se la verità che emerge dal nostro dialogo non viene vissuta dalla tua coscienza, non potrai risolvere i tuoi problemi conflittuali».1 Questo Dialogo dIstruzione, in XVIII capitoli a più voci, presenta un Vedanta pratico: nei primi tre capitoli si affrontano l’insegnamento, gli istruttori e i gruppi spirituali; il quarto verte sulle regole e nei quattro successivi trovano spazio l’amore e la pratica spirituale. Nel capitolo IX, il dialogo si sposta sulla erudizione e sulla filosofia dell’essere. Il successivo affronta le crisi e il dolore. Nel capitolo XI c’è il confronto fra la vita di coppia e la spiritualità. Nei tre seguenti, le domande vertono sui gruppi, sul dharma, sui Maestri, sulla Tradizione unica, sulla creazione. Il capitolo XV tratta il rapporto fra discepolo e Maestro, mentre il successivo affronta i culti e le diverse vie tradizionali. Negli ultimi due capitoli, si confrontano l’erudizione con la conoscenza e l’essere con il divenire. Il linguaggio, semplice e moderno, rende il libro facilmente fruibile per chi voglia approfondire le pratiche di autoconoscenza e anche per chi cerchi un primo approccio alla Tradizione unica universale. Una introduzione al Vedanta pratico per la quotidianità di ogni ricercatore. E' un libro che introduce gradualmente alla visione Vedanta dove trovano spazio le necessità e le domande di un aspirante che abbandona i bastioni sicuri dei dogmi per affrontare un percorso spirituale di libertà alla ricerca della propria natura divina e degli strumenti per realizzarla. Attraverso una serie di dialoghi raccolti durante l'ultimo decennio del XX secolo, si affrontano e si spiegano tutti i primi dubbi che assillano il ricercatore che si avvicini alle discipline spirituali dell'India e ad un istruttore. Il facile linguaggio, le domande poste da occidentali lo rendono un testo facile e fruibile, nonostante le risposte siano date per stimolare l'interlocutore a verificare entro di sé le risposte ricevute. 1Raphael, Tat Tvam Asi, Edizioni Asram Vidya
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Maggio 2008 22:31 )
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Ramana Maharshi - Ricordi Vol. I |
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Scritto da Administrator
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Venerdì 06 Ottobre 2006 22:33 |
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- Selezione: Associazione Italiana Ramana Maharshi
- Autori: A. Devaraja Mudaliar, Sadhu Arunachala
- Presentazione: Bodhananda
- Codice ISBN: 88-88036-04-0
«Il discepolo che sperimenta la Bhakti quale “approccio” al Divino espande sempre più il suo sentimento fino a sentire realmente la Divinità in sé. È la strada di coloro che sentono l’amore per Dio così intensamente da voltare le spalle a qualunque allettamento del mondo. Solo l’amore e la grande devozione all’Amato possono scuotere questi discepoli infiammati di furore divino. La loro immensa capacità di “assorbirsi” fa sì che il Maestro, l’Istruttore o l’Amato cosmico diventino l’oggetto di profonda, sentita, tenace ado-razione. Il discepolo adora il proprio Istruttore, la propria Anima (Istruttore interiore), l’Istruttore divino, a seconda del suo grado di coscienza. Man mano che si procede nel sentiero, l’individualità perde di contenuto e di significato. Per Lui, Amato divino, ogni cosa può perire: anche la vita, se è necessario.» (Raphael, Essenza e scopo dello Yoga, Edizioni Å©ram Vidyå) Questo libro raccoglie la “vita col Maestro” di due intimi allievi di Sri Ramana Maharshi, Devaraja Mudaliar e Sadhu Arunachala. Essi ci introducono, con grande facilità in quell’atmosfera di amore, devozione, rispetto e intimità, che si viene a creare accanto ad ogni Conoscitore. Scopriamo come è nato il Ramanasram, l’Istituzione che oggi continua a pubblicare le opere del Maestro. Gli autori ci presentano un Ramana diverso da come lo si immagina dal suo insegnamento. Un metafisico capace di devozione, di pietà filiale, di umorismo, di commozione, di occuparsi di tutte le sfumature della vita dei suoi devoti, di giungere a consacrare un tempio. I dialoghi con Lui, tramandatici dai suoi sevoti sono un grande insegnamento, ma la sua vita insieme a loro, rappresenta la pratica più elevata di questo insegnamento. I ricordi di Sadhu Arunachala ci introducono alle modalità consone per avvicinare un Conoscitore. È un libro che può aiutare a volare basso quegl’Icaro che, ubriachi di erudizione, dimenticano la semplicità della vera Conoscenza, la vidya.
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Maggio 2008 22:32 )
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Scritto da Administrator
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Domenica 08 Ottobre 2006 10:00 |
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- Selezione: Associazione Italiana Ramana Maharshi
- Presentazione: Raphael
- Introduzione e aggiunta: Bodhananda
- Codice ISBN: 978-88-88036-05-9
L’Advaita Bodha Dipika è un manuale che propone la sintesi dell’Advaita Vedånta di Sri Adi Shankara, nelle parole di Sri Karapatra Svami. Era un testo poco conosciuto sino a quando Sri Ramana Maharshi ha curato la traduzione di Sri Svami Ramananda Sarasvatı in lingua inglese per quei ricercatori e devoti che ne ascoltavano la citazione nelle conversazioni di Sri Ramana, ma non leggevano Sanscrito, Tamil o Telegu. È un’opera che esponendo sistematicamente l’Advaita colma il vuoto lasciato dall’assenza di una organizzazione del pensiero del Mahår≤i sulla Non-dualità, lamentata da alcuni ricercatori che avvertono differenze fra i suoi insegnamenti e l’Advaita Vedånta codificato nelle opere di Sri Shankaracarya. Grazie a quest’opera comprendere i ricordi dei suoi discepoli è più facile; le eventuali contraddizioni fra i diversi dialoghi con Sri Ramana scompaiono alla luce di questa Advaita Bodha Dipika che testimonia di un preciso percorso di trasformazione coscienziale che pur avvenendo secondo le capacità del ricercatore, necessita della sua completa dedizione affinché possa essere realizzata l’agognata meta del Sé. L’indagine sul sé, quel “Chi sono io?”, l’autodiscriminazione a cui spesso i discepoli di Sri Ramana venivano indirizzati, viene qui esposta nei suoi passaggi fondamentali: la comparsa e la risoluzione delle sovrapposizioni sul Sé; gli strumenti necessari per sollevare il velo; le modalità di apprendimento; la riflessione sull’insegnamento; la dissoluzione delle tracce latenti; la realizzazione della conoscenza; l’estinzione della mente. All’Advaita Bodha Dipika sono stati aggiunti dei dialoghi che introducono alla contemplazione e alla Liberazione, temi trattati nei capitoli scomparsi dell’opera originaria.
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Maggio 2008 22:34 )
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